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pubblicato il 24 agosto 2016

Auto aziendale, in Italia le tasse più alte

Il Fisco penalizza la competitività delle aziende di noleggio, ma c'è qualche segnale positivo

Auto aziendale, in Italia le tasse più alte

L'Aniasa (Associazione italiana auto a noleggio) lo chiama "tax divide": è il divario fiscale, che penalizza l'Italia. Infatti nel nostro Paese si pagano più tasse sull'auto aziendale, per quanto concerne sia la detraibilità dell'IVA, sia la deducibilità dei costi. Risultato? Una riduzione di competitività delle aziende nazionali nel confronto concorrenziale comunitario, dove si tende a un regime particolarmente agevolato sull'uso dell'auto per motivi di lavoro. Il comparto è quindi sottodimensionato a causa di un trattamento fiscale diverso rispetto agli altri Paesi europei, diventato dal 2013 maggiormente sfavorevole.

Meno pressione, tanti benefici

Secondo l'Aniasa, le possibili ricadute socio-economiche generate dall'adozione di un nuovo modello fiscale per il comparto dell'auto aziendale sarebbero un maggior volume di immatricolazioni ed effetti benefici  sull'occupazione. Si contribuirebbe inoltre a una maggiore solidità finanziaria delle reti commerciali interessate. Sono quindi da evidenziare anche gli effetti economici diretti, indiretti e indotti generati dal maggiore consumo di input produttivi (servizi di pubblicità e comunicazione, energia, lavoro) utilizzati per le campagne di promozione e di vendita. Senza dimenticare, infine, gli effetti positivi sul mercato dell'usato grazie ad una maggiore rotazione dei parchi veicolari, con un più marcato contributo all'attività di sostituzione dei veicoli con motorizzazioni superate e più inquinanti.

Quale auspicio

Con l'agevolazione introdotta dal superammortamento dei beni strumentali varata con la Legge di stabilità a fine 2015, il Parlamento ha tuttavia indicato un interesse per il comparto. L'auspicio dell'Aniasa è che sia un primo passo verso un maggior equilibrio fiscale con il resto dell'Europa e che tale aspetto possa essere valutato in sede di elaborazione delle misure di rilancio dell'economia nazionale. Anche se è ancora presto, sottolinea l'Aniasa, "potremmo delineare come nel nostro Paese stia per aprirsi una nuova fase di espansione delle cosiddette flotte, dopo il brusco stop targato 2011 con le politiche di contenimento dei costi e di 'sviluppo prudenziale' messe allora in atto dalle aziende, contemporaneamente vessate da un Fisco senza freni".

Misura temporanea

Superando non senza difficoltà le avversità della "torchiatura" tributaria, l'intero mondo automotive, conclude l'Aniasa, "apprezza il recente intendimento del Governo, che con l'ultima Legge di Stabilità ha mitigato la fiscalità. Non si tratta di grandi agevolazioni, considerando la perdurante delicatezza della congiuntura nazionale, ma essendo a carattere temporaneo (fine prevista a dicembre 2016) possono offrire a tutte le Istituzioni spunto per considerare più attentamente il settore e la sua funzione di volano della ripresa".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , flotte aziendali


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