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pubblicato il 23 agosto 2016

Omicidio stradale, prelievo del sangue "forzato" oppure no?

Le interpretazioni delle Procure sono numerose, facciamo il punto

Omicidio stradale, prelievo del sangue "forzato" oppure no?

Ormai non si contano più le circolari interpretative del nuovo reato di omicidio e lesioni stradali, introdotto a fine marzo 2016, con cui il legislatore vuole arginare il fenomeno degli incidenti gravi dovuti all’alcol. Si tratta soprattutto di indicazioni operative fornite dalle Procure alla Polizia giudiziaria e alle Forze dell’Ordine, per far sì che la legge venga applicata correttamente: chiarimenti che interessano tutti gli automobilisti. La questione principale riguarda gli incidenti gravi (con uno o più morti, oppure con uno o più feriti) dovuti allo stato di ubriachezza. Può darsi che il guidatore rifiuti di sottoporsi al prelievo di sangue per individuare il livello di alcol. L’obiettivo del conducente ubriaco (e responsabile di un sinistro) che dice no al prelievo ematico è sfuggire alle pene previste dal reato di omicidio stradale. La domanda è: come incastrare ugualmente l’ubriaco, rispettando il Codice di procedura penale?

Prelievo coatto

L’interpretazione prevalente (ma non tutte le Procure la pensano così) è che l’automobilista venga sottoposto al prelievo coatto, forzato, di liquidi biologici, consentendo che nei “casi di urgenza” sia il Pubblico ministero a disporre l’accompagnamento coattivo e l’esecuzione delle operazioni di prelievo. Fra le Procure favorevoli al prelievo coatto c’è quella di Udine, secondo cui il prelievo mediante la consueta puntura con una siringa sterile è un’operazione che, salvo casi assolutamente eccezionali, provoca una sofferenza di lieve entità, compatibile con l’articolo 224-bis del Codice di procedura penale. E nel caso di incoscienza dell’indagato? Ossia nel caso in cui l’automobilista ha perso conoscenza dopo il sinistro? Per la Procura di Udine, è senz’altro possibile procedere all’analisi del sangue.

Perfettamente sobrio

Il secondo problema riguarda gli incidenti causati da chi è perfettamente sobrio. Il reato di omicidio e lesioni stradali scatta in caso di morte o di feriti gravi se il responsabile guidava in un centro urbano a una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, oppure su strade extraurbane a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita. O attraversando un’intersezione con il semaforo disposto al rosso. O ancora, circolando contromano oppure a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi. Infine, a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua. È importante il ruolo delle Forze dell’Ordine che intervengono sul posto. L’eventuale redazione del verbale di contestazione della violazione stradale potrà essere liberamente valutata dal Pubblico ministero. La Procura di Udine ribadisce che bisogna fare massima attenzione all’adozione del sequestro dei veicoli e ai rilievi fotografici e descrittivi del sinistro e dello stato dei luoghi. Così da capire se davvero ci sia stata una di quelle infrazioni che fanno applicare il reato di omicidio e lesioni stradali.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale


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