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pubblicato il 15 novembre 2007

World Energy Council 2007

Andare oltre Kyoto

World Energy Council 2007

I cambiamenti climatici, la riduzione delle emissioni, la ricerca di soluzioni alternative al petrolio, l'evoluzione nel settore dei trasporti e dell'energia. Sono solo alcuni dei temi affrontati al congresso mondiale dell'energia che si è concluso oggi a Roma. Un appuntamento in cui tutti i laeader mondiali, dalle istituzioni ai vertici delle compagnie energetiche, agli scienziati dell'IPCC, hanno ribadito l'importanza di una svolta in linea con l'ambiente. Non solo nella mobilità, un tema ampiamente discusso nella capitale ad H2roma dove i maggiori gruppi mondiali automobilistici pochi giorni fa hanno fatto il punto della situazione sulle tecnologie pulite.

Il post Kyoto è stato uno dei temi centrali della discussione alla luce della crescita economica dei due giganti asiatici, Cina e India. "Se non si interverrà - ha affermato Fatih Birol direttore degli studi economici dell'agenzia internazionale per l'energia - entro il 2030 le emissioni di carbonio aumenteranno del 57%, soprattutto a causa dello sviluppo dei due paesi".

"Un terzo delle emissioni cinesi proviene da attività svolte per produrre beni da esportare in tutto il mondo - ha spiegato - per questo il problema deve essere affrontato da tutti i Paesi. Bisogna incentivare e coinvolgere la Cina nel processo verso un mondo sostenibile, altrimenti non abbiamo possibilità di soluzione". Per comprendere la situazione basta un dato: secondo un recentissimo rapporto dell'agenzia entro il 2050 nella sola Cina si venderanno qualcosa come 273 milioni di nuove automobili.

E i trasporti incidono per oltre il 30 per cento sul consumo globale di energia e sono fortemente dipendenti dai combustibili fossili.
Ma torniamo al Post Kyoto, alle trattative per un nuovo protocollo in vista della scadenza del 2012. Fulvio Conti, Amministratore Delegato dell'Enel, parla chiaro : "L'aumento delle emissioni di CO2 mostra l'inefficacia del Protocollo di Kyoto. Nonostante gli sforzi, secondo le Nazioni Unite, dal 1990 al 2005 le emissioni globali sono aumentate del 22 per cento, da 21.6 a 26.4 miliardi di tonnellate all'anno, soprattutto a causa dei Paesi in via di sviluppo".
"Produrre energia a un costo ragionevole e rispettando l'ambiente - ha aggiunto Conti - sembra un'equazione impossibile. Ma credo che con un approccio globale, sfruttando tutte le risorse e le tecnologie a disposizione, cercandone attivamente anche nuove, possiamo raggiungere l'obiettivo di rispettare l'ambiente".

Secondo Robert Stavins, direttore del Programma di economia ambientale dell'Università di Harvard, il protocollo di Kyoto non è sufficiente perché "realizza troppo poco e troppo in fretta" e i costi per mantenere gli impegni sono troppo alti. "L'architettura per un accordo - dice Stavins - dovrebbe essere flessibile e graduale per coinvolgere tutti i Paesi che producono CO2".

Dal punto di vista europeo, Carlo Carraro, manager del Centro Euro Mediterraneo per i cambiamenti climatici, ha lanciato l'appello: "Dobbiamo drasticamente aumentare la quota del Pil dedicata alla ricerca e allo sviluppo, altrimenti non riusciremo a raggiungere il target proposto dall'Unione Europea di stabilizzare le emissioni a 450 parti per milione entro fine secolo, per evitare che le temperature aumentino di più di 2 gradi". Insomma, serve un post Kyoto.

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Tag: Attualità , mobilità sostenibile , carburanti alternativi


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