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Tecnica

pubblicato il 16 agosto 2016

Infiniti VC-T, il motore "diesel a benzina"

Debutterà al Salone di Parigi il primo motore con rapporto di compressione variabile

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L'idea non è nuova: al Salone di Francoforte del 2007 Mercedes presentò il motore "DiesOtto", una sorta di incrocio tra un benzina e un diesel. Nello stesso periodo, Volkswagen fece parlare con il suo GCI, concettualmente molto simile a quello di Stoccarda: il punto fondamentale è il rapporto di compressione variabile. Una vera e propria rivoluzione, con la quale i primi a presentarsi sul mercato sono però i giapponesi di Infiniti. Nove anni dopo e in seguito a ben 20 di sviluppo, al Salone di Parigi del 2016, il brand di lusso dell'Alleanza Renault-Nissan lancerà il motore VC-T, Variable Compression-Turbocharged. Un 2.0 turbo a quattro cilindri alimentato a benzina.

Tutti i vantaggi del "due motori in uno"

Obiettivo del VC-T è quello di ottimizzare la combustione, abbassando il rapporto di compressione (fino a 8:1) quando sono richieste alte prestazioni ed alzandolo (fino a 14:1) quando invece si viaggia a carico parziale, ovvero a gas leggero e costante, e si può massimizzare l'efficienza. Ovviamente, il passaggio da un estremo all'altro è gestito elettronicamente in funzione appunto dello stile di guida. I vantaggi di questa soluzione sono la riduzione dei consumi, delle emissioni, del peso e delle vibrazioni e l'aumento delle prestazioni.

300 brevetti, su strada dal 2018

Variare la pressione con cui l'aria (e talvolta il carburante) viene compressa nella camera di combustione è uno degli elementi cruciali per l'efficienza e ha sempre rappresentato una delle più grandi sfide per gli ingegneri. I motoristi di Infiniti (e di Nissan) hanno trovato la soluzione mediante una collegamento a quattro bracci tra albero motore e pistone, in modo che il rapporto di compressione sia gestibile per ognuno dei 4 cilindri. L'elemento chiave del sistema è il componente a forma di diamante che sostituisce il collegamento tra biella e albero motore stesso. Quando questo componente viene fatto ruotare dalla centralina, tutti e quattro i componenti sopra citati variano il proprio "braccio di leva", modificando la corsa del pistone e dunque il rapporto di compressione. In aggiunta a tutto ciò, il VC-T vanta il ciclo Atkinson (lo stesso utilizzato da Toyota per il motore a benzina della Prius e di tutte le sue ibride), l'iniezione diretta, la fasatura variabile delle valvole e il collettore di scarico solidale con la testa dei cilindri.

Autore: Adriano Tosi

Tag: Tecnica , Infiniti , auto giapponesi , nuovi motori


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