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Curiosità

pubblicato il 8 agosto 2016

Spiaggine, una moda senza tempo

La categoria non è popolare come negli anni ’60, ma ancora oggi è possibile ordinare modelli di questo genere

Spiaggine, una moda senza tempo
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La salsedine sulla carrozzeria, l’abitacolo soffocante e quella fastidiosa sensazione di ritrovarsi nel mezzo della vita di tutti i giorni, all’improvviso, dopo una giornata trascorsa a respirare l’aria fresca del mare. Andare in spiaggia con l’auto può rivelarsi frustrante e poco coinvolgente. Immaginate allora quanto fosse piacevole guidare negli anni ’60 e ’70 una spiaggina, senza parabrezza e vetri laterali, scorazzando al volante di un’automobile indicata espressamente per la vita al mare: vetture di questo genere erano essenziali, facilissime da lavare e terribilmente affascinanti, in virtù di un’impostazione tecnica studiata per il mare e l’aria aperta. Il loro successo, però, rientra fra i ricordi a cui pensiamo con più nostalgia: oggi le spiaggine non sono popolari come negli anni ’60 e l’arrivo di un nuovo modello suscita curiosità e simpatia. Oggi ne sono in vendita alcune, seppur in minor quantità rispetto a mezzo secolo fa.

Modelli umili, carrozzieri prestigiosi

Le prime spiaggine risalgono alla fine degli anni ’50 ed erano vetture con le quali arrivare direttamente in spiaggia, prive di tetto e montanti, allestite in maniera da essere resistenti alla salsedine e facilmente pulibili: in molti casi i sedili erano addirittura di vimini. Le spiaggine venivano realizzate su misura a partire da normali utilitarie, come ad esempio la Fiat 600: la carrozzeria torinese Savio costruì dal 1965 al 1974 la piccola Jungla, lunga 3,2 m e con motore da 32 CV, a suo agio in fuoristrada e scelta per questo motivo dalla Guardia Forestale. Negli anni ’70 la carrozzeria Fissore scelse invece la Fiat 127, ispirandosi ad una spiaggina fra le più conosciute: era la Citroen Mehari (qui la storia), che utilizzava la meccanica della 2CV (qui il nostro perché comprarla... Classic) e venne costruita in quasi 150.000 unità. Fra le spiaggine estere è altrettanto famosa la Mini Moke, a differenza delle meno conosciute Renault Rodeo e 4 Frog. Tutti i principali carrozzieri dell’epoca allestirono vetture di questo genere (Frua, Ghia, Michelotti, Pininfarina, Vignale). Fra gli amanti delle spiaggine c’era anche Gianni Agnelli, che parcheggiò a Villa Leopolda un esemplare della Fiat Eden Roc, basata sulla Fiat 600 Multipla e dotata anche di rivestimenti esterni in legno teak.

Nel 2016 bisogna accettare i compromessi

L’incremento dei requisiti di sicurezza, il divieto di raggiungere le spiagge al volante e la scomparsa delle carrozzerie hanno decretato la scomparsa delle spiaggine, uscite dal mercato a partire dagli anni ‘80. Vetture simili mantengono però una forte attrattiva nei confronti degli automobilisti. Alcune società italiane, come ad esempio la Castagna, soddisfanno parte della richiesta e lanciano modelli su ordinazione: fra queste c’è la Castagna Tender2, del 2015, con rivestimenti in mogano e un vano per conservare lo champagne. Citroen ha riproposto da alcuni mesi la Mehari, ora con motore elettrico, adeguandosi alle normative di sicurezza (il parabrezza è fisso) ma conservando la soluzione dell’abitacolo interamente scoperto. La Mehari è ad oggi l’unica spiaggina offerta da una grande case automobilistica. A lei affini sono le vetture costruite da Giovanni Vernagallo, carrozzerie di Pianezza (Torino), che allestisce modelli senza tetto e vetri laterali per località marine: fra questi ci sono ad esempio le Fiat 500 e Fiorino e la Nissan Evalia.

Happy Birthday to you, Mehari!

In occasione del 45° anniversario della Mehari, Citroen ha prodotto un filmato con immagini di repertorio

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , auto europee


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