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pubblicato il 8 agosto 2016

Google Car, si dimette il capo dell’area tecnica

Dal 6 agosto Chris Urmson non lavora più al progetto, dopo averlo fatto nascere e crescere. Altri due colleghi potrebbero seguirlo

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Chris Urmson pubblica da maggio 2015 una serie di articoli sul social network Medium, intitolati “La visuale dal sedile anteriore dell’auto senza conducente di Google”, nei quali racconta aneddoti e fornisce curiosità a proposito del suo lavoro: l’ingegnere è responsabile tecnico del progetto Google Self-Driving Car. In realtà lo era, perché ha annunciato di voler rinunciare al proprio incarico e dedicarsi ad una nuova avventura professionale. La decisione viene motivata fra le righe dell’ultimo post, datato 6 agosto, nel quale Urmson ripercorre i momenti più significativi del suo lavoro (iniziato nel febbraio 2009) e confessa la propria soddisfazione nell’aver contribuito a sviluppare un progetto tecnico di tal valore.

Progetto nato da zero

Urmson ricorda quando arrivò a Google, più di sette anni fa, quando il primo obiettivo fu quello di portare una specifica Toyota Prius a guidare in modalità autonoma per 100.000 miglia (160.000 chilometri). “Come i primi chilometri percorsi da un teenager inesperto – è scritto nel post –, anche le nostre uscite iniziali non andarono del tutto lisce”. Le 100.000 miglia sono diventate presto 500.000 (800.000 chilometri) e oggi hanno oltrepassato quota 1,8 milioni (2,88 milioni di chilometri). Da allora le automobili prive di conducente hanno imparato a riconoscere ciclisti e pedoni, occupando la strada in maniera più consapevole rispetto alle prime interpretazioni e assumendo un aspetto del tutto inedito. Si è inoltre avvicinato il momento dell’arrivo in commercio: la tecnologia, infatti, verrà montata - grazie ad un accordo con FCA - per prima sulla Chrysler Pacifica.

L’area software perde pezzi?

L’ingegnere è stato ringraziato via Twitter da John Krafcik, numero uno del progetto Google Self-Driving Car, che lo ha definito un “collega ed un leader incredibile”. La sua partenza dovrà essere metabolizzata, in quanto non sembra rivelarsi l’unica: i siti Recode e New York Times riportano anche degli addii di Jiajun Zhu e Dave Ferguson, ingegneri specializzati nella parte software del programma (Zhu è a capo dell’intera area). Resta da vedere se Urmson ha accettato l’offerta di un’azienda concorrente, oppure se ha scelto di seguire un altro percorso lavorativo.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , guida autonoma


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