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pubblicato il 8 agosto 2016

Omicidio stradale, aumentano i pirati della strada

Dopo l'introduzione del nuovo reato i dati parlano di un +15% di atti di pirateria

Omicidio stradale, aumentano i pirati della strada

Un brutto paradosso: a fine marzo 2016, il Governo Renzi ha introdotto il reato di omicidio e lesioni stradali per combattere la piaga della pirateria, e invece sale il numero di incidenti causati da automobilisti che scappano lasciando la vittima senza soccorso. I dati Asaps (Amici Polstrada) sono impietosi: nei primi sei mesi del 2016, gli atti di pirateria sono stati 556, addirittura il 15% in più rispetto all’analogo periodo 2015. Stesso incremento per i feriti, mentre i morti sono scesi da 61 a 52. Ma attenzione: il numero delle vittime non è un dato significativo, in quanto è l’evento in sé che conta statisticamente (il guidatore che fugge, senza conoscere le conseguenze del sinistro). Volendo essere più precisi, e facendo un confronto nei tre mesi successivi all’introduzione del reato di omicidio stradale, da aprile a giugno 2016 gli episodi di pirateria sono stati 294, contro i 245 dello stesso trimestre del 2015. Comunque la si veda, per ora questa legge è un flop.

Alcol e droga, confronto impossibile

Sarebbe interessante fare un paragone anche in materia di incidenti dovuti ad alcol e droga, ma è impossibile. Infatti, l’Istat non rende noto il numero di sinistri per stato alterato, ormai da sette anni. Si potrebbero prendere in esame i vari episodi di cronaca, però non sarebbe un’analisi scientifica. Certo, l’impressione è che nulla sia cambiato, visto il susseguirsi di incidenti con al volante persone ubriache o drogate o comunque in violazione del Codice della Strada; tuttavia, mancano dati sicuri per fare un raffronto.

Quali punti deboli

Il provvisorio fallimento del reato di omicidio stradale, per quanto riguarda la sola pirateria, potrebbe avere diverse cause: forse, non tutti gli automobilisti sanno dell’esistenza di quella norma. O magari ha inciso negativamente la versione annacquata dell’omicidio stradale: pareva dovesse essere doloso, ossia volontario, con sanzioni molto severe per chi guida ubriaco o drogato, e per i pirati; invece è colposo, per imperizia o imprudenza, e quindi con pene meno dure del previsto. Oltretutto, è una legge complicatissima, soggetta a mille interpretazioni da parte di Ministeri, Procure della Repubblica, giudici: che tipo di controllo si può fare a chi viene beccato alla guida in stato alterato, pirati inclusi? Per chi rifiuta alcoltest e drogatest, quali provvedimenti? Come dimostrare (perché così vogliono le norme) che lo stupefacente è stato assunto immediatamente prima di porsi al volante? Senza dimenticare, e questo è un altro paradosso del reato di omicidio stradale, che può andare nei guai un guidatore virtuoso: per una (imperdonabile) distrazione, causa una lesione con prognosi di oltre 40 giorni a un anziano o a un soggetto debole violando una qualsiasi norma del Codice della Strada, e perde la patente per cinque anni. Insomma, i primi mesi di reato lasciano davvero perplessi.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale


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