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pubblicato il 8 agosto 2016

Autovelox non tarato, multa nulla

La Cassazione: se l’apparecchio non è controllato periodicamente, i verbali sono illegittimi

Autovelox non tarato, multa nulla

La Cassazione stanga i gestori della strada: con sentenza 9645/2016 ha di recente confermato che gli autovelox non tarati sono illegali, e che quindi le multe per eccesso di velocità rilevati da quegli strumenti sono nulle. Idem altri dispositivi, come la "pistola" telelaser. La vicenda trae origine addirittura da una controversia legale nata nel 2006, quando un automobilista veniva sanzionato da una macchinetta (un telelaser) utilizzata su una Statale nel Frusinate. L’uomo, convinto che tutti i misuratori di velocità dovessero essere tarati, ossia sottoposti a periodica verifica, faceva ricorso al Giudice di Ceccano, perché quel telelaser non risultava tarato. Il magistrato, però, rigettava l’opposizione. Il cittadino non s’arrendeva, e ci provava in secondo grado, che vedeva resistere il Ministero dell’Interno. Ma il Tribunale di Frosinone nel 2010 rigettava l’impugnazione con condanna dell'appellante alle spese del giudizio. Partita finita? Macché. L’automobilista, tenace e combattivo, non s’arrendeva, e faceva ricorso per Cassazione, andando quindi allo scontro sia con il Ministero sia con tutti i gestori della strada che usano autovelox e telelaser non tarati.

Vittoria clamorosa

L’esito del ricorso per Cassazione è stato clamoroso: vittoria. Per un semplice motivo: perché così ha deciso la Corte costituzionale, con sentenza 113/2015. Tutti gli autovelox vanno tarati, quelli fissi come quelli mobili (telelaser inclusi), altrimenti la multa è nulla. Il ragionamento dei giudici è completamente condivisibile: qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati, dovute a invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici oppure variazioni della tensione di alimentazione. L’esonero da verifiche periodiche, o successive a eventi di manutenzione, è irragionevole. I fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, "ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale".

Da non confondersi

La stessa Cassazione richiama un principio sacrosanto: un controllo di conformità alle prescrizioni tecniche ha senso solo se esteso all’intero arco temporale di utilizzazione degli strumenti di misura. Si deve garantire che il funzionamento e la precisione nelle misurazioni "siano contestuali al momento in cui la velocità viene rilevata, momento che potrebbe essere distanziato in modo significativo dalla data di omologazione e di taratura". In parole povere, l’omologazione iniziale è indispensabile. Dopo, serve la taratura periodica. Così, non ci sono margini di errore nelle rilevazioni: non viene multato chi sta sotto il limite e non si grazia chi corre troppo.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autovelox , multe


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