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pubblicato il 6 agosto 2016

Alfa Romeo MiTo, perché comprarla… e perché no [VIDEO]

La compatta ha linea e punti negativi delle coupé, ma è divertente e si guida bene

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Non sono molte le auto per la città ad offrire l’estetica e la dinamica su strada di una coupé. Fra queste c’è ad esempio l’Alfa Romeo MiTo, aggiornata pochi mesi fa, disponibile solo in variante tre porte ma adatta per sgusciare nel traffico più intenso: misura 4,06 m e ed è lunga quanto basta per offrire un abitacolo relativamente spazioso e per farsi parcheggiare con disinvoltura, rivelandosi adatta per chi vuole affrontare il tragitto casa-lavoro in maniera più brillante e spensierata del solito, grazie al temperamento brillante e all’estetica molto personale. Della MiTo parliamo quest’oggi nel video del "perché comprarla", raccontavi punti di forza e debolezze. L’esemplare della nostra prova è equipaggiato con il motore 1.3 a gasolio, da 95 CV, che rappresenta un buon compromesso fra prestazioni e economia d’utilizzo.

Pregi e difetti

La compatta del Biscione ha ricevuto pochi mesi fa alcune migliorie alla parte estetica e alla dotazione multimediale. Il carattere non ha subito variazioni, a riprova della bontà di un progetto che risale ormai al 2008: la MiTo ha un’estetica lontana dai canoni tipici dell’utilitaria ed è piacevole da guidare, soprattutto quando viene selezionata la modalità di guida Dynamic, la più accattivante delle tre previste con il sistema DNA. La linea da coupé obbliga però ad una serie di compromessi in termini di abitabilità e sfruttamento degli spazi: i finestrini posteriori sono fissi, accedere al divanetto non è agevole e il vano bagagli ha uno scalino molto elevato, ma il suo volume è più che sufficiente. Il motore 1.3 è brillante e non troppo assetato di gasolio (16 km/l nel ciclo misto), ma si abbina ad un cambio manuale privo della sesta marcia: le conseguenze si pagano in termini di risposta al gas e di economia d’utilizzo, visto che la sesta farebbe girare il motore a regimi inferiori. L’assetto è piuttosto rigido e influisce sul confort, ma rende l’auto maneggevole e reattiva.

Quale scegliere

L’Alfa Romeo MiTo parte da un listino di 15.900 euro. A questa cifra viene proposta la versione con motore 1.4 benzina, da 78 CV, indicato per i neopatentati ma dalle prestazioni non certo brillanti. La 1.3 diesel costa invece 19.000 euro e la 1.4 benzina/gpl richiede altri 1.450 euro (20.450 euro), ma il surplus in termini di prezzo è giustificato dalla risposta più convincente sul pedale dell’acceleratore. L’allestimento base è già piuttosto completo: sono disponibili climatizzatore, start&stop, impianto audio con ingresso usb, il controllo di stabilità e 7 airbag. La versione Super costa 1.500 euro in più e aggiunge i cerchi da 16, il regolatore di velocità, le calotte degli specchi laterali ad effetto satinato ed il sistema multimediale Uconnect, dotato di uno schermo touch da 5 pollici. Chi vuole un’esperienza di guida più coinvolgente deve optare per la Veloce, da 170 CV, in vendita da 24.550 euro (di serie l’automatico doppia frizione).

Autore: Redazione

Tag: Test , Alfa Romeo , auto italiane


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