dalla Home

Mercato

pubblicato il 5 agosto 2016

Samsung e Magneti Marelli, l'importanza per l'Italia e FCA

Il ruolo della società italiana di componentistica nell'industria nazionale e in Fiat Chrysler

Samsung e Magneti Marelli, l'importanza per l'Italia e FCA

La sudcoreana Samsung Electronics sarebbe interessata all'acquisto di una quota o della totalità di Magneti Marelli, la società italiana di componentistica oggi detenuta al 100 per cento dal gruppo Fiat Chrysler. La notizia diffusa il 3 agosto dall'agenzia Bloomberg ha subito provocato reazioni positive in Borsa, dove il titolo FCA ha chiuso con un guadagno dell'8,2 per cento, spinto anche dalle indiscrezioni secondo cui le trattative sarebbero in stato avanzato e dovrebbero concludersi entro la fine di quest'anno. L'interesse di Samsung riguarda soprattutto le aree dell'illuminazione, dell'infotainment di bordo e della telematica - in questo caso nascerebbe una joint venture tra Samsung e FCA - ma l'affare potrebbe coinvolgere l'intera Magneti Marelli: una realtà industriale d'eccellenza e uno dei settori più in salute del gruppo Fiat Chrysler, il cui valore complessivo è stimato in 3 miliardi di dollari (circa 2,7 miliardi di euro). La vendita permetterebbe a Fiat Chrysler di ridurre drasticamente il suo debito industriale, oggi di 5,5 miliardi di euro, e allo stesso tempo creerebbe rapporti più stretti tra Magneti Marelli e Samsung, che già dal 2009 collaborano alla produzione di schermi per infotainment e navigazione. I vantaggi che FCA avrebbe dalla cessione di Magneti Marelli sono chiari e rispondono a una logica diffusa nell'industria automobilistica, in cui già da tempo i grandi gruppi hanno separato la componentistica dalla produzione principale. Per Samsung, invece, l'acquisizione della società italiana garantirebbe una presenza importante nel settore auto e la certezza di un partner di grande competenza, con cui collaborare su connettività e tecnologie avanzate. Meno facili sono invece le previsioni sul futuro produttivo - di una Magneti Marelli - in parte o del tutto - sudcoreana: una società che fino a oggi ha rappresentato un riferimento del Made in Italy sul panorama nazionale e mondiale.

Magneti Marelli, italiana e globale

Nata nel 1919 a Sesto San Giovanni (MI) come produttrice di magneti per aerei, automobili e motociclette, dopo quasi 100 anni oggi Magneti Marelli ha 89 unità produttive, 12 centri di ricerca e sviluppo e oltre 40mila dipendenti sparsi in cinque continenti e 19 paesi. La sua produzione è divisa in otto aree principali, che coprono la maggior parte dei settori della componentistica: Electronic Systems (quadri di bordo, infotainment, telematica ed elettronica in genere); Automotive Lighting (fari e proiettori); Powertrain (sistemi di controllo motore e cambi robotizzati); Suspension Systems (sospensioni, ammortizzatori e sistemi di controllo dinamico del veicolo); Exhaust Systems (sistemi di scarico, catalizzatori e silenziatori); Motorsport (sistemi elettronici ed elettromeccanici per competizioni, tra cui Formula 1, MotoGP, SuperBike e WRC); Plastic Components and Modules (componenti plastici per auto); Aftermarket Parts and Services (ricambi, assistenza e officine). La presenza di Magneti Marelli, poi, è particolarmente forte in Italia, con 34 sedi tra uffici, centri di ricerca e impianti di produzione diffusi in molte regioni italiane, da Nord a Sud: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Lazio, Campania, Basilicata e Puglia.

Conti in ordine

Lo status di eccellenza industriale di Magneti Marelli si riflette anche sui suoi conti e sul contributo - seppur ridotto - che ha saputo dare alla recente ripresa di Fiat Chrysler Automobiles: nel 2015 l'azienda di componentistica ha avuto un fatturato di 7,26 miliardi di euro (+12 per cento) e un reddito operativo o EBIT di 321 milioni di euro (4,4 per cento), in aumento del 40 per cento rispetto al 2014. I dati corrispondenti del gruppo FCA sono stati, invece, 113,2 miliardi di euro e 5,2 miliardi di euro. I risultati positivi del primo semestre 2016 hanno confermato l'importanza di Magneti Marelli: a lei, secondo quanto riportato nella presentazione dei risultati, si deve il miglioramento nei margini della componentistica FCA - che conta anche l'azienda di robotica Comau e il gruppo siderurgico Teksid - con l'EBIT adjusted del Q2 2016 salito al 4,6 per cento, rispetto al 3,8 per cento dello stesso periodo 2015.

Una realtà strategica

Oltre il profitto, per Fiat Chrysler il valore di Magneti Marelli è soprattutto strategico e la sua cessione a Samsung potrebbe portare vantaggi su molti fronti. Da una parte, la società di componentistica rimarrebbe comunque nell'orbita FCA, giacché Lee Jae Yong, il vicepresidente Samsung, siede nel consiglio d'amministrazione di Exor, la holding tramite cui la Famiglia Agnelli controlla FCA. Dall'altra, un partner come Samsung garantirebbe competenza, fondi e tecnologie per rendere Magneti Marelli un soggetto ancora più centrale nell'industria automobilistica e nella corsa alla connettività e alla guida autonoma. L'altro effetto fondamentale dell'affare tra Samsung e Magneti Marelli - forse il più importante, nei piani dell'AD di FCA Sergio Marchionne - sarebbe la riduzione del debito del gruppo automobilistico a meno di 3 miliardi di euro, una condizione che renderebbe Fiat Chrysler un partner molto più appetibile nell'ottica di possibili future alleanze o fusioni con altri costruttori.

Autore: Andrea Fiorello

Tag: Mercato , auto italiane


Top