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pubblicato il 5 agosto 2016

Mazepin, obiettivo F1: "Devi arrivarci pronto"

Il collaudatore della Force India ha parlato con Motorsport.com delle sue impressioni sul suo primo test in Formula 1

Mazepin, obiettivo F1: "Devi arrivarci pronto"

In giugno, Mazepin ha fatto il suo debutto al volante di una monoposto di Formula 1, durante i test di Silverstone ed ha subito ben impressionato. Con la Force India, il 17enne russo, che corre nella F3 europea, ha partecipato alla due giorni di test dopo il GP di Gran Bretagna facendo registrare un tempo migliore del crono fatto in qualifica dal titolare Nico Hulkenberg. Motorsport.com lo ha intervistato.

Nikita, sono passate poche settimane dal tuo test di Silverstone. Cosa ci racconti? Come è stata l'esperienza?
"E' stata un'esperienza incredibile e sono molto grato al team per avermela data. E senza dubbio mi ha aiutato per la Formula 3. Quest'anno, ho fatto anche qualche gara in Formula Renault 2.0 e tutte le volte che sono tornato in F.3 percepivo la differenza. Il test in F.1 mi ha semplicemente aiutato ad essere più sicuro in F.3. penso di aver fatto un buon lavoro durante i test. Ho fatto quello che ho potuto per aiutare la squadra, non ho fatto errori e penso che il ritmo tenuto durante i miei run - anche se non ne ho fatti molti a dir la verità - non è stato così male alla fine dei due giorni, quindi sono abbastanza soddisfatto. Ed è stata un'esperienza incredibile".

Credi che il team sia soddisfatto dei dati che hai raccolto?
"Penso di sì. Voglio dire, ovviamente, l'obiettivo era di testare tutti quei componenti che non usano perché non hanno abbastanza tempo nei weekend di gara. E avevano anche bisogno di provare gli altri compound e vedere come Pirelli sceglie le gomme. Ho girato principalmente con le soft, che è stata la gomma principale del fine settimana, poi anche le supersoft e le ultrasoft. Volevano vedere se le gomme andavano bene per il circuito oppure no. Riconosco di aver dato un buon feedback, sai, avendo usato un set di supersoft per la prima volta, ero in grado di dire realmente come mi faceva sentire e si è scoperto che alla fine non era poi tanto male".

Qual è la cosa più sorprendente nel guidare una vettura di F.1?
"Penso la quantità di potenza che ha in percorrenza di curva. A Silverstone, le curve sono principalmente veloci, ma con un po' di tortuosità, e all'inizio è stato difficile prendere confidenza. I freni sono ottimi, non percepisci sensazioni di pericolo prima di frenare. E, ovviamente, quando acceleri, non vuoi girati e uscire di pista per via della pioggia che aveva inzuppato tutta l'erba sintetica. Non vorresti andare oltre i limiti della pista. Quindi sì, la potenza è la cosa principale. E c'è tanta deportanza alle alte velocità, ma ancora, anche un auto di F.3 ne ha molta quindi alla fine non c'è tanta differenza".

Le F1. moderne sono molto complicate. Quanto tempo ci hai messo per imparare le procedure?
"La macchina è molto complicata, ma onestamente non ci ho messo molto ad imparare. Voglio dire, gli ingegneri della squadra sono molto bravi. Ho avuto la chance di lavorare con il gruppo di Sergio Perez ed è stato incredibile. Tutti nella squadra sono stati disponibili. C'erano, naturalmente, cose che non sapevano, ma potevo chiedere a chiunque. Quando stai provando, vuoi fare una buona impressione, e non vuoi sembrare stupido facendo troppe domande, ma mi sentivo a mio agio e penso sia uno dei motivi per il quale tutto sia andato bene. Sapevo cosa stavo facendo, non ho mai rischiato di danneggiare la macchina o il motore. Tutto è andato bene".

L'impegno fisico è stato un problema?
"In realtà no. Le F.3 sono abbastanza difficili ora e mi devo preparare bene prima della gara. E per i piloti che vogliono arrivare nelle categorie che contano va bene così".

Credi di aver fatto una buona impressione?
"Penso di sì. Penso di poter essere utile alla squadra. Se dovessi avere un'altra opportunità so di poter esser in grado di aiutare la squadra e me stesso. Non puoi affittare una macchina di F.1 e giraci per un giorno in pista. E' un'opportunità esclusiva, solo numero limitato di piloti riescono a coglierla in un'intera vita. Sono grato di essere stato uno di quelli e spero di avere un'altra chance perché ho fatto veramente del mio meglio nei test".

Il legame con Schumacher

Come hai cominciato nel motorsport?
"Nello stesso modo come ha fatto chiunque. Ho cominciato con i go-kart, provato tanto, e grazie alle persone che gestivano la pista che frequentavo ho potuto continuare a girare. E sai, quando hai sei anni, sei sempre in cerca di cose da fare dopo la scuola. Ci andavo tre volte a settimana, solo per divertirmi, ma ero anche abbastanza bravo. Mi dissero che c'era una possibilità di farlo a un livello più difficile, il Moscow Championship Races e il Russian Championship Races. Ci sono andato ed è stato uno shock perché era ovviamente un altro livello, ma ci stavo dentro. Poi ho cominciato a correre nell'Europeo, poi nel Mondiale. E quando sono finto secondo per due volte di fila, abbiamo pensato che ci fosse del potenziale come pilota e abbiamo cominciato con le auto".

Quanto velocemente hai realizzato che questo era ciò che volevi?
"Sapevo di voler diventare un pilota di F.1 fin da quando ho compiuto 9 anni. Ed è per questo che partecipare a quel test è stata una sensazione stupenda. Tutti vogliamo avere successo e quando c'è qualcosa che vuoi fortemente e a un certo punto riesci a prendere un assaggio, sei ancora più motivato a continuare. E ti fa sentire sempre più vicino a riuscirci".

Chi era il tuo eroe da piccolo?
"Oh, penso di dare una risposta ovvia: Michael Schumacher. Ho corso contro suo figlio nei kart, nella stessa squadra e nelle stesse classi. E vedere Michael venire nella tenda del nostro team tutte le volte a chiederci, con tatto e semplicità, come ci sentivamo sui kart è stato incredibile. Michael è stata una fonte eccezionale di ispirazione per me".

Come è stato conoscerlo per la prima volta?
"Beh, quando ti stai impegnando per diventare un pilota professionista miri al top. Michael era il top e lo è ancora. La cosa più importante per me è stato vederlo come si comportava, come agiva con i fan e come parlava alle persone. Quando vuoi imitare un campione, vuoi replicare tutto di lui, non solo lo stile di guida. Specialmente quando ti stai costruendo il carattere da piccolo. È stata una grande opportunità".

Avevi un buon rapporto con Mick?
Sì, siamo stati buoni amici. Spendeva molto tempo in pista, come me, ed è una cosa che ti fa sentire solo, quindi spesso andavamo a mangiare insieme e altre cose così. Stavamo molto tempo insieme quando correvamo nella KF Junior class, ma quando sono passato tra i senior, lui è rimasto tra i junior un altro anno. Siamo rimasti in contatto, ma ora, con lui in F.4 3 io in F.3... Abbiamo un po' perso i contatti. Sono molto occupato con gli impegni in F.1, F.3 e le gare in Formula Renault che sto facendo. Non è facile. Alla fine non sei qui per farti degli amici, ma riesco sempre ad avere buoni rapporti di amicizia con le persone".

Hai riconosciuto qualcosa di Michael in Mick?
"Difficile a dirsi, non ho mai conosciuto realmente Michael. Posso solo immaginare da quello che ho sentito dalle persone. In pista non sono mai stato un pilota gentile, mi piacciono le battaglie e sono qui per vincere e, ad essere onesti, ho avuto qualche contatto con Mick. Stava facendo del suo meglio, è un pilota aggressivo come me. E questo è tutto, Mick è un grande pilota. Complimenti a lui, sta facendo bene in F.4 e abbiamo fatto bene insieme nei kart. Spero di rincontrarlo un giorno.

E' vero che il tuo allenatore nei kart era lo stesso di Danill Kvyat?
"Sì ed è grazie a lui che ho continuato con i kart".

Ti capita di parlare con Daniil?
"Non tanto. Mi ha dato qualche consiglio in passato, ma ovviamente era a un livello più alto del mio, eravamo in punti diversi della nostra carriera".

"Devi arrivare pronto in F.1"

Cosa pensi del salto di Max Verstappen dai kart alla F.1 praticamente avvenuto in 2 anni?
"Beh, Max è un gran pilota. L'ho conosciuto durante i kart. Per fare quello che ha fatto, devi essere nel posto giusto nel momento giusto, ma c'è da dire che ha lavorato tanto. Ma se il salto non lo fai così velocemente, non devi pensare che se non fai come lui hai sbagliato tutto. Per i giovani piloti, l'obiettivo principale è arrivare in F.1 e provare a vincere il campionato. Prima ci riesci, meglio è. Ma se non ci riesci, non significa che è la fine. Devi prenderti il tuo tempo, in tutte le categorie, ed è quello che sto facendo. Sto facendo del mio meglio ovunque stia correndo. Non è stato facile saltare in F.3 dalla Formula Renault l'ultimo anno, forse forse è stato fatto con un anno di anticipo, ma questo ora è il mio obiettivo principale".

Ti sei dato un tempo limite per arrivare in F.1?
"Beh, in Formula 1 devi arrivarci pronto. Non lo sai mai, ogni pilota cresce in maniera differente. E non si tratta solo di quando sarò pronto io, non ci sono molte squadre e ognuna di loro ha solo 2 posti. Sono grato di avere un impegno con la Force India e spero che quando avrò abbastanza punti sulla superlicenza, quando avrò fatto abbastanza esperienza in questo campionato, loro saranno ancora interessati o qualche altro team lo sarà".

Pensi di essere pronto per partecipare al primo turno di prove libere del venerdì nel ruolo ricoperto ora da Alfonso Celis?
"Alfonso è più vecchio di me, ha più esperienza. Penso di aver mostrato un buon potenziale nei test che ho fatto. E' difficile compararsi con gli altri collaudatori, ho girato solo 2 giorni e tutti gli altri avevano strategie diverse. Ma penso che il team dovrebbe prendermi in considerazione, perché posso essere utile tanto quanto Alfonso, forse più. Tocca a loro. Sono pronto con tuta e casco. Se mi vogliono sono qui".

[Co-autore: Oleg Karpov, F1 Editor, Motorsport.com Russia]

Autore: Filip Cleeren

Tag: Motorsport , formula 1


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