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pubblicato il 3 agosto 2016

Dossier #perchécomprarlaclassic

Citroen 2CV, perché comprarla... Classic [VIDEO]

L’utilitaria francese costa poco, è simpatica e rientra fra i miti dell’automobilismo. Ma non è immune alla ruggine…

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Le auto moderne vengono sviluppate a partire da capitolati molto rigorosi e severi, dove l’attenzione viene risposta soprattutto alle voci “costi” e “guadagni”. Questo non accadeva però negli Anni ’30, quando Citroen stilò le linee guida che avrebbero portato alla nascita di un’utilitaria fra le più di successo mai realizzate, la 2CV (qui la storia), oggi protagonista (in versione Soleil ) del nostro #perchécomprarlaclassic. La francesina doveva trasportare due contadini e 50 chili di patate, ad una velocità massima di 60 km/h e consumando 3 litri ogni 100 chilometri. Le sue sospensioni, per di più, erano tenute a preservare le uova contenute nell’abitacolo anche quando l’auto attraversava un campo arato. La Citroen 2CV sarebbe diventata un successo planetario e avrebbe superato quota 5 milioni di unità prodotte, diventando fra le vetture simbolo di un’intera nazione. E’ uscita di produzione nel 1990.

Pregi e difetti

La deux chevreau è un’auto intelligente e molto funzionale, dove ogni dettaglio risponde ad una specifica esigenza: i finestrini anteriori basculanti, ad esempio, vennero scelti perché ad inizio carriera la freccia laterale era… il braccio esteso all’infuori. Il tetto apribile rende l’abitacolo molto arioso e gli regala una sensazione di ariosità. Le principali rinunce vanno messe in conto a motore acceso: la 2CV Soleil sviluppa 35 CV e costringe il guidatore ad una serie di interminabili tempi morti. Gli stessi che intercorrono fra un passaggio di marcio e l’altro, considerata la scarsa efficacia del cambio: la sincronizzazione delle marce è figlia del tempo. L’assetto è molto turistico. I colori scelti per la Soleil trasmettono una sensazione di vivacità e allegria, accentuata dai sedili in tessuto tipo jeans. Il vero nemico della 2CV, però, è la ruggine.

Quale scegliere

L’utilitaria francese parte da circa 4.000 euro e raggiunge quotazioni di 7.000/9.000 euro. A questa cifra vanno aggiunte le spese di restauro, mente un esemplare già messo a nuovo può raggiungere anche i 40.000 euro: è il caso ad esempio delle rarissime Sahara 4x4. La possibilità di scelta è comunque molto ampia, grazie alle numerose varianti lanciate nel corso degli anni: c’erano le Spot, Charlestone, James Bond e Cocorico. Le spese di gestione rimangono molto contenute, a patto che venga prima compiuta un’attenta analisi sulle condizioni del telaio e della carrozzeria. In caso opposto è meglio armarsi della stessa pazienza che serve per guidarla…

Autore: Redazione

Tag: Test , Citroen , auto storiche


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