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pubblicato il 29 luglio 2016

Guidatore col foglio rosa? Passeggero risarcito

La Cassazione impone il rimborso a favore del trasportato in caso di incidente

Guidatore col foglio rosa? Passeggero risarcito

La situazione classica la conoscono tutti: il guidatore con la patente che conduce un’auto propria, trasportando un passeggero, e causa un incidente in cui il trasportato riporta lesioni fisiche. La compagnia assicuratrice rimborsa i danni a chi viaggia in macchina con l’automobilista. Ma c’è un caso molto particolare, verificatosi nel 2003: il guidatore ha il foglio rosa, e accanto a sé non ha un patentato esperto (almeno dieci anni di patente) imposto per legge. Trasporta invece una semplice neopatentata, che nel sinistro riporta lesioni fisiche. A complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che l’auto è di proprietà della madre della passeggera neopatentata. La compagnia dovrà risarcire la ragazza? L’assicurazione (Axa) nega l’indennizzo, e così inizia la battaglia legale, con la giovane che pretende il risarcimento.

Tre gradi di giudizio

Nei primi due gradi, i giudici del Tribunale di Milano e della Corte d’appello di Milano hanno ritenuto che la ragazza, essendo già patentata, avesse voluto assistere l’amico in una simulazione di guida. Così, come "assistente alla guida", la ragazza si era assunta la responsabilità di eventuali sinistri. E non poteva pretendere nessun risarcimento per i danni riportati a seguito dell’incidente. La ragazza non s’è data per vinta e ha fatto ricorso per Cassazione. Secondo la quale la compagnia che assicura il veicolo è obbligata a risarcire il soggetto trasportato. Anche se il conducente ha solo il foglio rosa. E anche se il trasportato non ha conseguito la patente da almeno un decennio (sentenza 14699/2016).

I motivi della decisione

La Cassazione è arrivata a questa decisione per diversi motivi. Anzitutto, la ragazza non poteva fare da assistente del principiante, in quanto non aveva conseguito la patente da almeno 10 anni. Secondo: nel nostro ordinamento non c’è nessun "assistente alla guida". Inoltre, gli ermellini hanno preso spunto dalla copertura dell’istruttore di guida, che non risulta affatto escluso dalla copertura assicurativa. Lo stesso istruttore è corresponsabile del sinistro unicamente nei limiti in cui non abbia espletato, in modo adeguato, le sue funzioni istruttive. A nulla conta neppure che l’auto fosse della madre della giovane.

Sentiamo i giudici

"Colui che, dotato di patente di guida, affida una vettura in propria disponibilità a un soggetto dotato solo del cosiddetto foglio rosa e su tale vettura sale, non assume un ruolo diverso da quello del trasportato". Morale: la Cassazione accoglie il ricorso della ragazza, annulla la sentenza impugnata, con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Milano. Che ora dovrà assolutamente tener conto dell’orientamento della Cassazione. Una vittoria meritata per la ragazza, dopo addirittura 13 anni di attesa. Una brutta sconfitta per Axa.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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