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Curiosità

pubblicato il 22 luglio 2016

Dossier Detto tra noi

Turchia, quanto conta per l'automobile (e viceversa)

Il paese di Erdogan produce più dell'Italia. Tanti i modelli, come la Fiat Tipo, la Renault Clio o le Hyundai i10 e i20

Seppure a distanza di una settimana l'esatto svolgimento dei fatti sia ancora incerto, il fallito colpo di stato accaduto nella notte tra venerdì 15 luglio e sabato 16 in Turchia sta già avendo conseguenze politiche molto gravi, tra arresti e licenziamenti di fiancheggiatori veri o presunti. Queste decisioni autoritarie prese dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, però, potrebbero presto arrivare a toccare l'economia del Paese e con essa l'industria locale dell'automobile, uno dei settori più importanti della produzione turca.

Con una produzione che nel 2015 è stata di circa 1,36 milioni di unità (+16 per cento dal 2014), la Turchia, infatti, è al quinto posto - sopra all'Italia - della classifica europea dei paesi che costruiscono più vetture e veicoli commerciali. I costruttori automobilistici presenti in Turchia, inoltre, danno lavoro in modo diretto a oltre 50.000 persone, che fabbricano soprattutto per l'esportazione, che l'anno scorso ha superato il milione di unità. Il problema riguarda da vicino anche noi italiani perché la destinazione dell'export turco è soprattutto il mercato europeo: là, infatti, vengono prodotti modelli come la Fiat Tipo, la Renault Clio o le Hyundai i10 e i20 che vengono vendute sul nostro mercato e su quelli di Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.

In questo Detto tra Noi, il Direttore di OmniAuto.it Alessandro Lago e il giornalista Andrea Fiorello provano a spiegare meglio quanto conta la Turchia per l'industria dell'automobile… e viceversa.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , produzione


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