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pubblicato il 18 luglio 2016

Italdesign, e se i prossimi clienti fossero Apple e Google?

L’azienda fa l’occhiolino ai due giganti della tecnologia e auspica di aiutarli per lo stile delle loro auto

Italdesign, e se i prossimi clienti fossero Apple e Google?
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Apple e Google sono entrambe in possesso dei quattrini e delle tecnologie necessarie per lanciarsi nel mercato delle automobili. Alle due società mancano però competenze specifiche nel ramo dello stile, materia resa ancor più complicata dall’eccezionalità dei progetti: i rispettivi modelli saranno molto sofisticati e porteranno le due società all’interno di un mondo per loro ancora inesplorato. Le due aziende potrebbero così aver bisogno di una guida. Per questo compito si propone oggi Italdesign, che vuole in parte affrancarsi dal gruppo Volkswagen (di cui fa parte) ed è alla ricerca di nuove possibilità di guadagno, in maniera da incrementare e diversificare le fonti di reddito: nel 2015 solo il 5% del fatturato (197 milioni) è giunto da attività non legate al gruppo tedesco.

Per conquistarle si va da loro

Joerg Astalosch, numero uno dell’azienda, ha risposto in maniera poco allusiva ad una domanda su come fare per instaurare rapporti con Apple o Google. “Andrei da loro, semplicemente – ha spiegato ad AutomotiveNews –. E vale lo stesso con Tesla. Penso che ci saranno molte altre startup, soprattutto in America”. In tal modo il manager strizza l’occhio ai due giganti e definisce allo stesso tempo la nuova politica dell’azienda, interessata a diversificare aree di competenza e fonti di guadagno: oggi Italdesign dipendente da commesse in Europa e Asia e incassa il 95% da attività nel settore dei trasporti, mentre il restante 5% proviene dal disegno industriale. Nel 2015 l’azienda ha fatturato 197 milioni di euro, mai così tanti nella sua storia. I dipendenti sono circa 1.000 e la capacità produttiva oscilla fra 500 e 600 prototipi l’anno.

Il design si fa con la realtà aumentata

Il responsabile dello stile all’interno di Italdesign è Filippo Perini, ex Lamborghini, che ha in parte rinnovato la metodologia di lavoro: oggi l’azienda possiede nuove strumentazioni per la realtà aumentata e impiega le persone capaci di farle fruttare, in maniera da soddisfare richiese molto più ambiziose. “Se non siamo veloci, uniti nei vari processi e capaci di fornire un miglior rapporto qualità/prezzo (dei nostri concorrenti, nda) allora significa che sto facendo qualcosa di sbagliato – le parole di Astalosch –. In quel caso dovrò migliorare. Questo è il nostro compito”. Italdesign fa parte per il 100% del gruppo Volkswagen.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , car design


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