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pubblicato il 18 luglio 2016

In taxi con i bambini: c'è una petizione per i seggiolini

E' nata sul web una raccolta di firme che va contro un vuoto legislativo molto serio

In taxi con i bambini: c'è una petizione per i seggiolini
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L’articolo 172 del Codice della Strada è chiaro in materia di seggiolini per i bimbi: i piccini di statura inferiore al metro e mezzo devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal ministero dei Trasporti. È tutto spiegato bene nel nostro dossier "Bimbi in auto". Per proteggere i piccoli. Ma attenzione: i bambini di statura non superiore a 1,5 metri, quando viaggiano nei veicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza o negli autoveicoli adibiti al noleggio con conducente, possono non essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore a 16 anni. In sintesi: sì al seggiolino sulle auto private, c’è l’obbligo; invece no, non c’è l’obbligo (a certe condizioni) del seggiolino sui taxi. Per questo, è nata una petizione online: obiettivo, introdurre l’obbligo si seggiolino anche sui taxi. Colmando un vuoto legislativo.

Cosa dicono

La pagina con la petizione online su change.org spiega i motivi dell’iniziativa, in dettaglio. A parlare è Barbara Durand, formatore di primo soccorso pediatrico prevenzione mortalità infantile evitabile “Bimbi sicuri a casa, a nanna, in strada in acqua e a tavola” (qui la pagina Twitter di Barbara): in Italia, “meno del 50% dei genitori usa i sistemi di ritenuta per i bimbi. Che vengono tenuti in braccio nel sedile posteriore o, peggio, in quello anteriore. Con rischi mortali, anche a velocità ridotte”. Come si giustificano i grandi? Ecco le scuse, racconta la Durand: “Il tragitto è breve. Il bambino piange, non sopporta le cinture. Io sono prudente e vado piano. Gli metto la cintura è più comoda. Fissarli ai seggiolini è faticoso, per poca strada non ne vale la pena”. Con pericoli terribili, come spiega Barbara: “l capo dei bambini è più pesante, ha un maggior contenuto d’acqua. I piccini sono incapaci di presentare rapide reazioni di opposizione: i muscoli del collo o non sono formati o sono deboli. Tutto questo favorisce maggiori traumi, specialmente cranici, spesso con fatali conseguenze”.

Obiettivo 25.000

La battaglia della Durand è in difesa dei piccoli: “Vogliamo tutelare i bambini sempre, anche per brevi tragitti in taxi, e al contempo sensibilizzare sull’uso imprescindibile dei sistemi di ritenuta. Non ci fermiamo, cerchiamo insieme una soluzione e continuiamo a condividere e far firmare la petizione: prossimo obiettivo, 25.000 firme”. Ovviamente, a un eventuale obbligo anche per i taxi, dovrà corrispondere un aumento dei controlli su strada. È il problema analogo a quello della guida impropria con lo smartphone in mano oppure della guida in stato alterato da alcol o droga: se si fa prevenzione con telecamere, ZTL e autovelox, quei tipi di infrazione non verranno mai rilevati.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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