Mercato

pubblicato il 15 luglio 2016

FCA aumenta i prezzi dal 1° agosto, ecco perchè

Gianluca Italia: prevediamo un rallentamento delle vendite e comunque l'offerta Fiat Chrysler ora è più forte

FCA aumenta i prezzi dal 1° agosto, ecco perchè

"FCA aumenta i prezzi". Questo il titolo chiaro e asciutto del comunicato con cui in queste ore Fiat Chrysler Automobiles ha annunciato che dal prossimo 1 agosto ritoccherà in alto i prezzi dei listini Fiat, Lancia, Abarth, Alfa Romeo e Jeep e che tutte le promozioni attualmente in atto sulle auto di questi marchi termineranno il 31 luglio. Non è dato sapere l’entità degli aumenti, ma è certo che questa scelta commerciale va in direzione opposta alla ripresa del mercato italiano ed europeo (+11,9 per cento a giugno, +19,2 per cento nel primo semestre 2016, secondo i dati ACEA) e sembrerebbe voler rompere la tradizione del Gruppo FCA di lanciare regolarmente con promozioni particolarmente aggressive proprio sul prezzo di listino. Quali sono le ragioni di questo cambio di strategia? Lo abbiamo chiesto al responsabile FCA per il mercato italiano, Gianluca Italia.

Una decisione "normale"

"Questa scelta rientra nella gestione normale del business, gli adeguamenti di prezzo si fanno una o due volte l'anno, non è una novità", ha detto Italia, spiegando che questo tipo di decisioni vengono prese in base non solo ai propri risultati, ma anche all'andamento dell'economia e del mercato. Un mercato, quello italiano dell'auto, in cui il gruppo Fiat è cresciuto più della media dei concorrenti e ha visto la propria quota passare dal 28,52 per cento del primo semestre 2015 al 29,22 per cento dello stesso periodo 2016 (dati UNRAE), grazie a un aumento del 22,09 per cento trainato dalle vendite di modelli come Fiat Panda, Lancia Ypsilon e Fiat 500 in tutte le sue varianti. "Ci premeva comunicare ai consumatori che è nostra intenzione apportare questo aumento dei listini a stretto giro, in modo tale che tutti coloro che hanno delle trattative in piedi o siano intenzionati all'acquisto sappiano che dal 1 agosto, di fatto, le condizioni saranno meno competitive", ha aggiunto Italia, senza dare numeri o dettagli, ma specificando solo che "è evidente che non stiamo parlando di aumenti ininfluenti". Come reagirà il mercato alla "provocazione" di FCA? La risposta è quantomeno sincera: "Non lo so, perché non abbiamo la palla di vetro, poi c'è agosto di mezzo. Non ho la risposta. Noi lavoriamo con dei budget da rispettare, quindi la nostra è una scelta dettata anche dagli obiettivi che l'azienda ha".

L'ora della svolta?

I motivi della decisione, però, non si riducono alla "normalità" degli aumenti di prezzo periodici e filtrano da altre considerazioni di Gianluca Italia, che ha parlato di "un momento particolare, di svolta, dopo un semestre molto positivo per tutti, non solo per noi". Al termine di un'ottima prima metà dell'anno, insomma, FCA si domanda quanto ancora durerà la ripresa dell'auto italiana, che nel 2016 (qui le immatricolazioni del primo semestre) si è finalmente riavvicinata ai numeri toccati prima che la crisi finanziaria del 2008 travolgesse le economie mondiali. "Non sappiamo come andrà la seconda parte dell'anno, ci sono molte incognite", ha risposto Italia. "Speriamo e supponiamo che la crescita del mercato continui, ma la sensazione è che lo farà in maniera molto più contenuta rispetto al primo semestre", ha aggiunto. Quanto più contenuta? 1,78 milioni secondo FCA, che fa una previsione sensibilmente più prudente dell’Unrae che ha recentemente stimato 1,85 milioni di auto, ma soprattutto che evidenzierebbe un forte rallentamento. Nei primi sei mesi del 2016, infatti, sono già state vendute 1,04 milioni di auto nuove. Un fine anno a 1,78 milioni significherebbe che nella seconda metà dell'anno le vendite totali scenderanno a circa 740mila unità, una riduzione di quasi un terzo rispetto al primo semestre.

Niente più "pazzie"

Una scelta, quella di FCA, fatta per normalizzare i prezzi a livelli meno penalizzanti per le Case e i concessionari o l'anticipazione di un declino del mercato che appare inevitabile? Gianluca Italia ha ribadito di non prevedere "un mercato in crollo" e ha spiegato che il cambio di politica commerciale di FCA dipende anche e soprattutto dai nuovi prodotti. "Ora abbiamo una gamma che ci permette di raggiungere certi volumi indipendentemente dagli sconti: c'è meno necessità di fare 'pazzie', perché c'è una gamma più ampia e prodotti di primo livello", ha detto Italia, riferendosi al successo dei SUV Fiat 500X e Jeep Renegade e al recente arrivo della Fiat Tipo e della Alfa Romeo Giulia. "Oggi abbiamo una gamma e una rete che ci danno una consapevolezza che in passato non era così forte", ha concluso.

Autore: Andrea Fiorello

Tag: Mercato , auto italiane


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