Retrospettive

pubblicato il 17 luglio 2016

Cuba, dove l'auto "finisce" nel 1959 [VIDEO]

Il mercato è stato liberalizzato nel 2011, ma è ancora fermo. E Cuba è un museo a cielo aperto

Cuba, dove l'auto "finisce" nel 1959 [VIDEO]
Galleria fotografica - Le auto americane di CubaGalleria fotografica - Le auto americane di Cuba
  • Le auto americane di Cuba - anteprima 1
  • Le auto americane di Cuba - anteprima 2
  • Le auto americane di Cuba - anteprima 3
  • Le auto americane di Cuba - anteprima 4
  • Le auto americane di Cuba - anteprima 5
  • Le auto americane di Cuba - anteprima 6

Cuba, se non ci vai non ci credi: atterri qui è ti ritrovi in un paradiso terrestre. Ovunque giri lo sguardo ci sono meraviglie naturali (anche umane e di entrambi i sessi, bisogna dirlo) pronte a stupirti. Se conosci la storia ne trovi traccia e testimonianza ad ogni angolo. Sì perché se c’è un posto nel mondo la cui rilevanza storica è gigantesca, soprattutto se rapportata alle sue dimensioni, questo è Cuba. Un’isola meravigliosa. Piena di contraddizioni e problemi, anche, e questo va detto se non altro per correttezza verso il popolo cubano. Tutto però contribuisce al suo irresistibile fascino, ora minacciato - secondo i nostalgici e chi ha certe idee politiche - dall’apertura agli Stati Uniti, frutto dell’accordo tra Raul Castro e Barack Obama. Le bellezze di Cuba sono anche automobilistiche e Giuliano ne è stato testimone recentemente in occasione del suo viaggio per la prova in anteprima mondiale della nuova Audi Q2. Anche in questo caso, correttezza impone di specificare che viaggiare, nel 2016, con macchine progettate negli anni Cinquanta è una vera condanna, automobilisiticamente parlando. Sicurezza, comfort e inquinamento sono a livelli “barbari”, se rapportati a quelli delle auto odierne. Detto questo, la sensazione costante di essere in un film anni Cinquanta è impagabile, anche se chi ha l’orecchio fino non tarda a capire che c’è qualcosa che non va…

Motori diesel al posto dei gloriosi V8

Va da sé che automobili vecchie di 60 anni - utilizzate ogni giorno su strade rovinate e spesso polverose - non potrebbero essere ancora in giro senza una pesante, pesantissima manutenzione, dove con questo termine si intende anche la sostituzione del motore e del cambio. Così, quando i sei cilindri in linea o i V8 di grossa cilindrata arrivano all’esaurimento (spesso dopo il milione di km), ecco che al loro posto i cubani piazzano dei diesel vecchio stile, aspirati e di origine Peugeot, Isuzu e Ssangyong. E qui si arriva al “qualcosa che non va”: ti aspetti il borbottio di un V8 da 4, 5, anche 6 litri di cilindrata, invece il rumore è quello di un vecchio furgone, come spiega Giuliano nel video che trovate qui sotto. Pazienza, non se ne può certo fare una colpa ai cubani…

Un mercato dell’auto fermo al 1959, nonostante le recenti aperture

Le vicende storiche di Cuba sono note e non è certo questo il luogo (virtuale) per approfondirle. Diciamo solo che, dal punto di vista automobilistico, il ritardo dell’isola è macroscopico. In seguito alla rivoluzione di Fidel Castro e Che Guevara, all’inizio del 1959 viene vietato ai cubani l’acquisto di qualsiasi automobile - nuova o usata - che non sia arrivata sul territorio prima del 1959. O meglio, è possibile farlo solo previa autorizzazione istituzionale, che di fatto si trasforma in un privilegio per pochissimi.

L’apertura del mercato nel 2011 è solo un’illusione

Le cose cambiano, ma solo formalmente, nel 2011, quando Raul Casto (fratello di Fidel che nel frattempo si è ammalato) abolisce il permesso governativo per l’acquisto di nuove auto. Peccato che le tasse sull’acquisto, anche in questo caso sia per i veicoli nuovi sia per quelli usati, sono talmente alte da rendere di fatto inutile tale misura. Ci vogliono infatti cifre da super-ricchi (rispetto al reddito medio di Cuba) per potersi comprare anche solo una Fiat Punto usata: 20.000 euro. Chi invece volesse concedersi il “lusso” di una Peugeot 508 nuova deve staccare un assegno di circa 200.000 euro. E così, chi avesse visto Fast and Furious 8, sappia che tutto quel "ben di Dio" su ruote è solo finzione cinematografica.

Museo a cielo aperto

Se una normalissima berlina costa come una supercar e il reddito medio di un lavoratore cubano è pari a poco più di 10 dollari al mese, capite bene perché le strade di Cuba siano a tutti gli effetti un museo dell’auto a cielo aperto. Un museo che, seppure ci auguriamo per la popolazione locale di no, pare destinato a durare ancora a lungo. Già, ma quali sono le “opere” esposte? Soprattutto Chevrolet, Ford e Cadillac, ma anche Oldsmobile e Lincoln. Vediamone alcune nel dettaglio.

Grandi, grosse e molto, molto alte

Altro che SUV: per avere un punto di vista privilegiato, rialzato, sulla strada, “basta” comprarsi una delle “full-size” americane circolanti a Cuba. Una Chevrolet Bel Air come quella su cui ha viaggiato Giuliano (e visibile nel video: è quella azzurra), per esempio: prodotta tra il 1950 e il 1981, ha rigorosamente motore anteriore e trazione posteriore, dimensioni gigantesche e motori da 92 a 115 CV; con la seconda serie arriva anche un più potente V8 4.3 da 162 o 180 CV. Cadillac risponde con la Eldorado, in commercio dal 1950 al 1975, anch’essa a motore anteriore e trazione posteriore e incredibilmente lunga, dal 1958 (quindi ha fatto in tempo a sbarcare a Cuba) guadagna le caratteristiche pinne sulla coda. I motori? Sei cilindri in linea 3,9 litri di cilindrata (92 e 115 CV di potenza) e V8 4.6 e 5.7. Prima degli anni Sessanta, la proposta di Ford tra le “full size” è la Fairlane, arrivata nel 1955 per rimpiazzare la Crestline. Altre “perle” in ordine sparso sono Chrysler New Yorker, Lincoln Capri, Oldsmobile 88 e 98 e, ancora Ford, ma Thunderbird.

 

Cuba e le sue "nuove-vecchie" auto americane anni '50

A Cuba ci siamo finiti per provare per la prima volta l'Audi Q2, ma abbiamo anche scoperto cose molto interessanti sulle tipiche auto americane anni '50. Scoprite quali...

Autore:

Tag: Retrospettive , auto americane , auto storiche


Vai allo speciale
  • Salone di Parigi 2016, le ragazze - Salone di Parigi 2016 - 36
  •  - Salone di Parigi 2016 -
  • Salone di Parigi 2016, le ragazze - Salone di Parigi 2016 - 46
  • Salone di Parigi 2016, le ragazze - Salone di Parigi 2016 - 48
Vai al Salone Salone di Parigi 2016
 
Top