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pubblicato il 13 luglio 2016

SUV, i fari anteriori non illuminano a dovere

Negli USA 11 modelli sui 21 provati dall'IIHS ottengono una valutazione negativa

SUV, i fari anteriori non illuminano a dovere
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Fra i motivi a favore dell'acquisto di un SUV c'è il maggior livello di sicurezza percepita rispetto alle convenzionali berline, fattore che ha decretato il successo delle automobili con carrozzeria alta da terra. Questa convinzione viene in parte smentita dall'associazione statunitense IIHS, che ha effettuato un'indagine per valutare l'efficacia dei gruppi ottici anteriori montati su 21 SUV di taglia compatta e media venduti oltreoceano, alcuni dei quali molto popolari anche in Europa: fra le altre ci sono ad esempio le Fiat 500X e Jeep Renegade. Il test ha fornito risultati tutt'altro che soddisfacenti: nessun modello ha ottenuto una valutazione positiva e il giudizio 'accettabile' è stato attribuito a sole 4 automobili, mentre le altre 17 si dividono i giudizi 'marginale' e 'povero'. L'IIHS è un'associazione composta dalle compagnie assicurative presenti negli Stati Uniti, il cui obiettivo consiste nel ridurre il numero di incidenti e decessi sulle strade del paese.

Nota di merito per la Mazda CX-3

Al test hanno partecipato 21 automobili, dotate di fanali con tradizionali lampade alogene, allo xeno oppure a LED. In totale erano previste 47 combinazioni differenti. Il confronto è stato organizzato presso il centro ricerche della IIHS, in Virginia (Stati Uniti), in condizioni di buio totale e alla presenza di uno speciale misuratore, capace di rilevare l'intensità del fascio luminoso lungo un tratto di strada rettilinea, una curva a medio raggio ed una curva di raggio più ampio. Le curve erano entrambe verso sinistra e destra. L'IIHS ha tenuto in considerazione anche il bagliore emesso dai fari, che arreca fastidio agli automobili che provengono in senso opposto. L'associazione ha individuato i fanali più efficaci in quelli montati sulla Mazda CX-3, la cui unica incertezza è stata rilevata nella curva di ampio raggio verso sinistra. La Mazda è stata una delle quattro a conquistare la valutazione 'accettabile', insieme alle Ford Escape, Honda CR-V e Hyundai Tucson.

In 17 nel gruppo delle 'cattive'

La valutazione 'marginale' è stata assegnata alle BMW X1, Mazda CX-5, Mitsubishi Outlander, Toyota RAV4 e Volkswagen Tiguan. La maggior parte delle automobili ha ottenuto però il giudizio inferiore, 'povero', in ragione della molte criticità rilevate: l'IIHS ha inserito in questo gruppo le Audi Q3, Buick Encore, Chevrolet Trax (in Europa si chiama Opel Mokka), Fiat 500X, Honda HR-V, Jeep Patriot, Jeep Renegade, Jeep Wrangler, Kia Sportage, Mitsubishi Outlander Sport (ASX), Nissan Rogue (X-Trail) e Subaru Forester. In questo caso l'associazione ha citato come esempio negativo i fari della HR-V: la visibilità è considerata inadeguata in tutte le condizioni, sia che fossero o non fossero accesi gli abbaglianti. Questi ultimi non raggiungono nemmeno i 120 metri di profondità, mentre i fari della CX-3 illuminano fino a più di 150 metri.

Un appello alle case. E ai consumatori

Le conclusioni tratte dall'IIHS sono pertanto negative: le case automobilistiche vengono accusate di non curare a sufficienza le prestazioni degli impianti luminosi, determinando così una grave lacuna in termini di sicurezza. L'associazione evidenzia poi come la spesa verso tecnologie di maggior prestigio non risulti sempre giustificata. Gli automobilisti devono inoltre prestare attenzione all'impianto scelto, perché quello di serie o quello in opzione può fornire risultati migliori o peggiori dei fari testati. A tal proposito viene citato l'esempio della Tucson: l'impianto optional è risultato fra i migliori, ma quello di serie avrebbe relegato l'auto nel gruppo delle peggiori.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , dall'estero , sicurezza stradale , usa


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