Attualità

pubblicato il 13 luglio 2016

Sicurezza auto, FCA "sfida" gli hacker

Il gruppo si affida ad una società nel ramo della sicurezza e promette fino a 1.350 euro a chi segnala falle

Sicurezza auto, FCA "sfida" gli hacker
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La sicurezza di un’auto non si misura soltanto grazie alle valutazioni dei test NCAP o alla presenza di tecnologie sconosciute fino a qualche anno fa, come ad esempio i sistemi di ausilio alla frenata d’emergenza. Rientrano nell’argomento anche i tentativi compiuti dalle aziende per sconfiggere la minaccia di hacker, dotati dei mezzi e delle competenze necessari per violare la rete informatica di un’auto: in tal modo, come già dimostrato, sarà possibile comandare una vettura anche senza esservi a bordo. Il gruppo FCA ha riconosciuto la gravità delle questione e si sta muovendo per arginarla: come riportato dall’agenzia Reuters, l’azienda ricompenserà con un massimo di 1.500 dollari (1.350 euro al cambio attuale) le persone capaci di trovare falle o debolezze nel software dei suoi modelli, al fine di incrementarne l’affidabilità e prevenire ulteriori assalti.

Le informazioni verranno condivise

La FCA si è rivolta per l’occasione a Bugcrowd Inc., azienda californiana specializzata nel riscontrare e risolvere problemi legati alla sicurezza di reti software. Bugcrowd, come scritto sul proprio sito ufficiale, lavora anche per conto di Tesla e impiega oltre 28.000 esperti, scelti a chiamata in base alla bravura nel campo specifico: fra questi c’è ad esempio l’italiano Cristiano Maruti, di Crema, che ha scovato nella sua carriera 167 fonti di pericolo. I termini dell’accordo fra FCA e Bugcrowd sono rimasti sconosciuti. FCA ha promesso in ogni caso di condividere le informazioni prodotte da Bugcrowd, che verranno trasmessa all’alleanza formata da varie case automobilistiche per schuerarsi contro la minaccia degli hacker: l’organo si chiama Automotive Information Sharing and Analysis Center (Auto-ISAC), è stato fondato nel luglio 2015 e include – fra le altre – BMW, Ford, GM, Toyota e Volkswagen.

Nel 2015 gli hacker violarono una Cherokee

L’attenzione di FCA è giustificata dall’episodio risalente al giugno 2015, quando il magazine statunitense Wired raccontò del tentativo compiuto da una coppia di hacker di violare il sistema informatico di una Jeep Cherokee, passando attraverso il sistema multimediale Uconnect e assumendo la piena funzionalità dell’auto: i due i due ricercatori hanno saputo intervenire sulla radio, azionare i tergicristalli e spegnere il motore dell’auto, prima di influenzare il comportamento dello sterzo (ma solo in retromarcia) e disabilitare l’impianto frenante. FCA rese disponibile un aggiornamento software e decise poi di richiamare 1,4 milioni di automobili, dotate del sistema multimediale con schermo da 8,4 pollici e appartenenti ai marchi Dodge, Chrysler, Jeep, Ram e Viper.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , dall'estero


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