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Anticipazioni

pubblicato il 13 luglio 2016

Land Rover, autonomous driving in fuoristrada

Finisce l’asfalto? No problem, le Land Rover guideranno da sole anche in offroad

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Se siete appassionati di offroad, sedetevi, respirate profondamente e sappiate che non c’è nulla da temere. Land Rover non ha la minima intenzione di abbandonarvi. Ok, qualche buon motivo per sospettarlo lo avete: il primo è la fine della produzione della Defender, ma il tempo non si può fermare e tra norme di sicurezza e anti inquinamento, quel progetto era davvero giunto a fine corsa; una corsa lunga ben 68 anni e oltre 2 milioni di esemplari venduti. Il secondo motivo è questo che state per leggere: a Gaydon stanno mettendo a punto il sistema di guida autonoma per il fuoristrada. Ma come, direte voi, anche l’ultimo “baluardo” di purezza della guida viene messo delegato ai chip? La risposta è no. Non per tutti almeno. E comunque, prima di un giudizio definitivo, ci riserviamo di provare il sistema di persona. 

Guida autonoma senza limitazioni

Il senso di questa operazione è ben spiegato dalle parole del capo della ricerca e sviluppo di Jaguar Land Rover Tony Harper: “Il nostro obiettivo è quello di allargare il campo di utilizzo dell’autonomous driving dei nostri veicoli anche al di fuori delle strade asfaltate”. Chi vorrà, quindi, potrà continuare a “giocare” con i differenziali bloccabili e le marce ridotte e affidarsi al proprio occhio anche in futuro. Un po’ come accadrà con le sportive: arriverà il giorno in cui potranno guidare da sole, ma il guidatore potrà tornare padrone della situazione quando vorrà; su una strada di montagna, per esempio, lasciando ai chip la guida in tangenziale. Questa almeno è la guida autonoma secondo le Case automobilistiche, mentre per Google e i giganti dell’hi-tech in genere l’auto si trasformerà in un “contenitore” senza volante né pedali. Tornando a Land Rover, la tecnologia in via di definizione è anzi un incentivo al divertimento su fango, rocce, sabbia, dossi e twist: siccome non tutti quelli che comprano un fuoristrada hanno basi tecniche molto forti, l’aiuto di radar, telecamere Lidar e di un cervello elettronico capace di elaborare tutte le informazioni potrebbe convincere molti ad avventurarsi dove oggi non osano nemmeno.

Una fitta rete di sensori e di collegamenti

Ma come funziona la tecnologia di guida autonoma offroad? Tramite il “Surface Identification and 3D path sensing”: immaginatevi un vero e proprio cervello elettronico, a cui arrivano milioni di informazioni dagli “organi sensoriali”, che nel caso specifico sono videocamere, sensori a ultrasuoni, radar e Lidar. La combinazione di tutti questi input permette al “cervellone” di farsi una visione a 360° del mondo circostante e, in base a questa, di decidere come e quando accelerare, in che punto frenare, dove mettere le ruote e come utilizzare marce e trazione integrale. Chi invece vorrà continuare a guidare da solo la propria auto, ma non rifiuta un aiuto dalla tecnologia, potrà avvalersi per esempio dell’overhead clearance assist, che impiega una videocamera stereo per evitare che eventuali rami sporgenti o pietre spigolose celate da una pozzanghera o da un cespuglio possano tagliare un pneumatico e mettere fine al “gioco”.

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Tag: Anticipazioni , Land Rover , auto europee , auto inglesi , google , inghilterra


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