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Curiosità

pubblicato il 8 luglio 2016

Aston Martin, Gaydon è l'ultimo rifugio per gli appassionati?

L'AM-RB 001 e le versioni manuali della Vantage rendono onore al marchio e spazzano via vecchie etichette

Aston Martin, Gaydon è l'ultimo rifugio per gli appassionati?
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Aston Martin è conosciuta dagli appassionati per le sue granturismo eleganti e di classe, dall'aspetto mai oltre le righe, diventate negli anni una solida alternativa per chi è alla ricerca di una sportiva meno appariscente rispetto alla concorrenza italiana, tedesca o giapponese: non a caso il riferimento sta nelle DB4 e DB5, coupé dalla linea senza tempo e ancor'oggi apprezzatissime. Aston Martin è conosciuta anche per una certa riluttanza al cambiamento e all'innovazione: la base meccanica della Vanquish, ad esempio, rappresenta l'evoluzione di un'ossatura lanciata nel 2004. Queste scelte hanno permesso all'azienda di mantenere invariato il suo fascino, obbligandola però ad inseguire nei campi dell'elettronica di bordo, della sofisticazione tecnica e delle tecnologie di sicurezza. Ora però il vento sembra soffiare in direzione opposta: arriverà presto un motore biturbo, verrà lanciata una sportiva con l'aiuto di Red Bull e il cambio manuale non ha lasciato spazio ai più moderni automatici, come troppo spesso accade sulla concorrenza.

Il cambiamento risale al 2012

L'anno zero di Aston Martin risale al 2012. Il fondo Investindustrial, guidato dal finanziere italiano Andrea Bonomi, rileva il 37,5% del capitale azionario e regala all'azienda una vivacità da molto tempo sconosciuta, che si traduce in nuove nomine, in una maggiore disponibilità economica e soprattutto nell'accordo di collaborazione con Mercedes-AMG: la recentissima Aston Martin DB11 si avvale ad esempio di impiantistica Mercedes per i sistemi di navigazione e intrattenimento. A capo di Aston Martin c'è ora il manager Andy Palmer, proveniente da Nissan, che ha elaborato una strategia su due fronti: da una parte intende lanciare nuovi modelli e ampliare il bacino di clienti, dall'altra vuole concentrarsi sugli appassionati e realizzare automobili per un'utenza molto specialistica. Nel primo gruppo di vetture rientrano la variante elettrica della berlina Rapide ed il crossover DBX, atteso fra qualche anno (si parla del 2020) e assegnato ad una nuova fabbrica in Galles, dove sarà possibile costruire molte più automobili rispetto allo storico impianto di Gaydon.

Il cambio manuale anche sul V12

Nel secondo gruppo di vetture ci sono ad esempio la cattivissima AM-RB 001, la nuova ed affascinante DB 11 e le ultime evoluzioni della Vantage. La RB 001 va considerata di fatto una monoposto a ruote coperte, di stampo artigianale, mentre la DB 11 porta all'esordio tecnologie inedite per Aston Martin ed il potente motore 6.0, da 608 CV, che mantiene l'architettura V12 ma vi aggiunge la sovralimentazione biturbo, il sistema Start&Stop e la tecnologia per disattivare metà cilindri quando le condizioni della strada lo consentono. Negli ultimi mesi Aston Martin ha lanciato anche una serie di varianti su base Vantage, molto gradite all'utenza sportiva, in quanto dotate di potenti motori a benzina e del cambio manuale: questo abbinamento rappresenta ormai una vera rarità e rende lieti anche noi di OmniAuto.it, che non per altro abbiamo lanciato la campagna #SaveTheManuals. Fra questi modelli c'è ad esempio la V12 Vantage S, con motore V12 da 572 CV, giudicata in termini pressoché entusiastici in tutta la comunità online di appassionati.

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Autore: Redazione

Tag: Curiosità , Aston Martin , auto inglesi


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