Attualità

pubblicato il 5 novembre 2007

La svolta verde della Francia

Meno autostrade e più ferrovie...

La svolta verde della Francia

Con i complimenti di Al Gore e della stessa opposizione, ma accompagnato dallo scetticismo dei verdi francesi, Nicolas Sarkozy lancia - a conclusione della conferenza sull'Ambiente - la sua "rivoluzione verde". Per ora siamo solo a livello di idee ed intenzioni ma sembra che esperti governativi siano già al lavoro per passare dalle enunciazioni ad una vera e propria proposta di Legge già nei primi mesi del 2008.

Il Presidente transalpino vuole affrontare in modo drastico, come conviene appunto ad una rivoluzione sia pur verde, il problema dell’inquinamento globale varando entro il 2020 qualcosa come duemila chilometri di nuove linee ferroviarie ad alta velocità, realizzando nuovi assi ferroviari dedicati al trasporto gomma su ferro (veicoli pesanti) e lanciando le famose autostrade del mare dalla Francia verso la Spagna e l’Italia. A subire brusche frenate, la costruzione di autostrade ed aeroporti.

Sarkozi non ha neppure trascurato:
-> energia e biodiversità, alla cui ricerca cui vuole dedicare investimenti per un miliardo nel prossimo quadriennio;
-> lotta ai pesticidi, impegnandosi per una riduzione del 50% del loro utilizzo nell’arco di un decennio;
-> un alleggerimento del carico fiscale sui prodotti ritenuti più ecologici;
-> una tassa sul CO2, la cosiddetta carbon tax, la cui introduzione dovrà essere armonizzata dall’alleggerimento della fiscalità sul lavoro;
-> i pedaggi urbani, dando ai sindaci libertà d’azione su tale tema.

Abbiamo fatto cenno in apertura allo scetticismo dei Verdi francesi, che attribuiscono a questo programma un valore essenzialmente propagandistico, enfatizzato dalla presenza di Al Gore - l’ex Vice Presidente Americano recente Premio Nobel per la pace - e di Manuel Barroso - Presidente della Commissione Europea al quale Sarkozy ha suggerito l’introduzione, a livello comunitario, di un dazio da applicarsi a prodotti d’importazione che non rispettino il trattato di Kyoto. Con quest’ultima proposta Sarkozy raggiunge il doppio risultato di cavalcare il tema del rispetto ambientale e nello stesso tempo di penalizzare importazioni di merci altamente concorrenziali, provenienti da Asia e Cina.

A questo punto occorrerà verificare l’impatto che il passaggio di tale dichiarazione di intenti dal teorico al pratico avrà sugli elettori francesi. Ad esempio:
-> la Carbon tax, oltre alle industrie, intercetterà all’incirca la metà degli automobilisti con vetture troppo inquinanti;
-> l’introduzione dei pedaggi urbani colpirà indistintamente la maggior parte degli automobilisti francesi il cui numero, come in Italia ed in genere nei paesi industrializzati, quasi coincide con quello degli elettori... in favore dei quali Sarkozy, in vista delle prossime elezioni comunali, ha rinunciato al ventilato abbassamento di 10 km/h dei vigenti limiti di velocità. Va comunque detto, in relazione ai pedaggi, che sul piatto della bilancia la Francia pone al servizio dei cittadini trasporti pubblici e Reti Metropolitane veramente efficienti;
-> lo stop, se non estremamente graduale, alla costruzione di autostrade ed aeroporti danneggerà non poco sia la proprietà che la maestranze dell’industria delle costruzioni e delle infrastrutture.

Ci auguriamo che i nostri politici non seguano pedissequamente la sola parte mediatica di questo Programma e non scopiazzino come al solito provvedimenti che avrebbero impatti totalmente negativi in Italia, viceversa ispirandosi a quanto positivamente mutuabile. Tanto per citare alcuni esempi:
-> Carbon tax: già applicata in Italia al settore dell’auto (che incide per non oltre il 12% della produzione totale di CO2). Non crediamo proprio che il carico fiscale sulle quattroruote debba essere ulteriormente aumentato; piuttosto questa carbon tax viene effettivamente applicata al mondo della produzione e/o a quello del riscaldamento di edifici pubblici e privati? O al trasporto navale?
-> Pedaggi urbani: prima si pensi a dotare le nostre città di metropolitane e trasporti di superficie efficienti;
-> Stop alla costruzione di autostrade? Totalmente improponibile in Italia visto che in Francia strade ed autostrade sono degne del... 2010, mentre noi siamo rimasti fermi agli anni ’60 (lì si fermerebbe un progresso, qui si cristallizzerebbero inefficienze già croniche come la Salerno Reggio Calabria o la Firenze-Bologna solo per citare i due classici Moloch della viabilità autostradale italiana). Comunque crediamo - nonostante tutto - che i nostri politici non arriverebbero ad ufficializzare uno stop che, nei fatti, vige da lustri...
-> Trasporto gomma su Ferro: questo sì che sarebbe da mutuare ed anche velocemente. Vuoi vedere che in un tempo neppure troppo grande la NTV (Nuova Trasporti Viaggiatori) neo-costituita società di trasporti ferroviari che vede nella coppia Montezemolo-Della Valle gli azionisti di riferimento inizierà a ragionare su questo tipo di business?
-> Autostrade del mare: anche questo sarebbe un programma da attuare al più presto, come del resto qualsiasi programma che riesca ad alleggerire la viabilità stradale ed autostradale.

Siamo proprio curiosi di vedere che seguito avrà questo programma in Francia e quali spunti “positivi” saprà trarne l’Italia.

Autore: Alessandro Lago

Tag: Attualità , parigi

Nuovo commento 7 Commenti

1

VW

VW

Pubblicato il 05/11/2007 alle 09:55

In Italia lo stato ci guadagna troppo con le accise della benzina, sono più interessati ad incentivare le vendite di auto nuove per vendere benzina che incentivare l'uso dei treni di cui tutti conosciamo le condizioni. Da bravi continuiate a comprare auto, con iva al 20€, consumare benzina, pagare la revisione che è aumentata...etc, ecco come ragionan lo stato. :-)

2

In Svizzera una scelta del genere l'hanno fatta già da 10

Francesco

Pubblicato il 05/11/2007 alle 10:20

In Svizzera una scelta così è già stata fatta 10 anni fa, con grande piacere anche la Francia ha deciso di procedere verso questa via. Purtroppo l'Italia se ne sta a guardare...

3

Ho l'impressione che...

AndreaSZ

Pubblicato il 05/11/2007 alle 12:24

.. politici come Sarkozy o la sconfitta Segolene qui in Italia al momento ce li sogniamo. A parlare è uno tuttaltro che esterofila, anzi i Francesi a tratti non li sopporto xkè cel'hanno con noi. Però c'è da dire che Sarkozy fa proclami, ha un programma interessante e da l'impressione di volerlo realizzare. Prende molti piccioni con una fava: meno CO2, spostamento del traffico sulle rotaie, limiti ai prodotti asiatici, nuovi impulsi a settori come quello ferroviario. Inoltre ho letto che ha in programma di far diffondere in Francia i biocarburanti e investire in ricerca x trovare le migliori colture.

4

In Italia prevalgono gli interessi dei potenti

FERRAGLIA

Pubblicato il 05/11/2007 alle 16:42

E' sempre stato così negli anni ed è per questo che l'Italia si trova in una situazione di arretratezza rispetto alle maggiori potenze mondiali. Basti pensare che l'Italia acquista energia dalla Francia che a sua volta produce dalle centrali nucleari collocate sulle Alpi. Gli italiani sono stati spaventati venti anni fa da dei volponi che in nome del possibile pericolo derivante dalle centrali nucleari hanno di fatto spinto verso un una dipendenza cronica del nostro Paese dal petrolio (pericolo vero poichè si inquina). Lo sapevate che uno dei maggiori finanziatori dei Verdi in Italia (dietro le quinte) è Massimo Moratti? Bisogna capire che le maggiori lobby (alias mafia) di potere che controllano l'Italia attraverso i politici schiavi sono petrolieri,assicurazioni,banche ed il gruppo Fiat. Queste lobby hanno un comune interesse che è quello di far dipendere l'Italia dal petrolio e gli italiani dalle auto come unico mezzo di trasporto. In particolare sviluppare il mercato dell'auto fa comodo alla Fiat che vende auto,alle assicurazioni che assicurano l'auto (meglio se nuova così si stipula anche l'incendio e furto),alle banche perchè si acquista l'auto tramite finanziamento,ai petrolieri perchè ovviamente l'auto va a petrolio (benzina,diesel,gpl). Senza contare che è stata la Fiat a premere perchè il traffico merci in Italia sia prevalentemente su gomma poichè così poteva vendere i suoi mezzi Iveco.Oggi ci ritroviamo le autostrade invase da questi bisonti.Già spostare parte del traffico merci sui treni snellirebbe il traffico sulle strade. L'auto in Italia poi smuove tutta una serie di interessi come le multe.Molti comuni italiani hanno i loro maggiori introiti dalle multe poichè utilizzano ad esempio l'autovelox non come deterrente,come strumento preventivo segnalandolo,ma tendendo le imboscate ai poveri automobilisti impossibilitati a rispettare i limiti spesso assurdi. Qualcuno sa dirmi che fine ha fatto la tuv sulla val di Susa? Io sono ben informato delle vicende siciliane,in quanto siciliano,e forse non tutti sanno che il governo Prodi pur di non realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina sta effettuando uno sperpero di denaro pubblico immane.Tra perdita del finanziamento europeo per la mancata realizzazione del corridoio 5 Berlino-Palermo dell'alta velocità ferroviaria e la penale che il Governo dovrà pagare alla ditta appaltatrice dell'opera alla fine si sprecheranno quasi 3 miliardi di € (avete letto bene) cioè una cifra prossima ai 4 miliardi di € che necessitava la realizzazione dell'opera intera.Questo perchè il Ministro dei Trasporti Bianchi (dei Comunisti italiani) ed il segretario del Partito Democratico siciliano Genovese,si oppongono all'opera (pena caduta del Governo) in quanto soci della società dei traghetti.Tra le altre cose le Ferrovie dello Stato perdono 150 milioni di € l'anno (e poi hanno il coraggio di tagliare i fondi alle forze armate gli stronzi) per far traghettare i treni,senza contare la perdita di tempo media di 2 ore per i passegeri.Questa per me è mafia.Ed il Governo che acconsente questa ed altre situazioni analoghe in Italia è complice di questi interessi mafiosi. Ovviamente una situazione così in Italia,dove si fanno gli interessi di parte,penalizza l'intero sviluppo economico.

5

anche le case automobilistiche francesi...

4secondi

Pubblicato il 05/11/2007 alle 18:23

... inoltre mi sembra che anche le stesse case francesi (un es.: CITROEN) si stiano dando davvero da fare per affrontare il problema ambientale... evidentemente la tematica assume a questo punto contorni culturali...

6

la verita'

davide

Pubblicato il 05/11/2007 alle 19:53

che con la francia ,si puo' competere solo nelle cazzate leggi ,moda arredamento .cucina ecc ma tecnologicamente ,sono avanti a noi in tutto e per tutto|

7

E noi....

Cavour

Pubblicato il 05/11/2007 alle 23:29

...coglioni fermiamo la TAV.

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