dalla Home

Retrospettive

pubblicato il 10 luglio 2016

Fiat 500 Abarth, storia di un piccolo grande mito

Minuscola nelle dimensioni e nei numeri, immensa nella fama

Fiat 500 Abarth, storia di un piccolo grande mito
Galleria fotografica - Fiat Abarth 500, le foto storicheGalleria fotografica - Fiat Abarth 500, le foto storiche
  • Fiat Abarth 500, le foto storiche - anteprima 1
  • Fiat Abarth 500, le foto storiche - anteprima 2
  • Fiat Abarth 500, le foto storiche - anteprima 3
  • Fiat Abarth 500, le foto storiche - anteprima 4
  • Fiat Abarth 500, le foto storiche - anteprima 5
  • Fiat Abarth 500, le foto storiche - anteprima 6

Come i muscoli dell'incredibile Hulk strappano i vestiti, la meccanica della 500 Abarth "straripa" dal cofano, che deve rimanere aperto per far raffreddare meglio il bollente motore. La Fiat 500 Abarth, comprese tutte le successive evoluzioni, incanta i più piccoli - ancora oggi, nonostante i tablet nei quali sono spesso "annegati" - proprio per questo spiraglio, nel quale la loro fervida fantasia può scatenarsi con le più improbabili e divertenti delle ipotesi. I più grandi sono attratti invece dal sound dello scarico, più o meno invadente in base ai gusti e al pudore del proprietario, sempre comunque più minaccioso rispetto a quelle che poi sono le prestazioni reali. Sì perché seppur preparata, la Fiat 500 rimane comunque una 500. Ok, la cilindrata sale nel tempo fino a 695cc, ma la base è sempre quella, semplicissima, progettata da Dante Giacosa per la citycar che deve motorizzare - e li motorizza - gli italiani.

Una vera "nave scuola"

Divertirsi non significa andar forte, andar piano non signfica annoiarsi. Mettetela come volete, ma una cosa è certa: con pneumatici poco più larghi di quelli di una bicicletta montati su cerchi da 10 pollici, motore posteriore a sbalzo, ESP che non era nemmeno nella mente del più ardito degli ingegneri e sospensioni a dir poco rudimentali, la 500 (l'Abarth in particolare, ma non solo) è gioia pura per chi ama il sovrasterzo. Non di potenza, perché quella è sempre e comunque poca, ma di "inerzia": basta essere poco meno che delicatissimi con l'uso dello sterzo e graduali con nel rilascio del gas, che il cinquino si mette di traverso. Grazie a questa sua caratteristica è una "palestra" perfetta per imparare la pulizia della guida: la piccola Abarth richiede massima pulizia e scorrevolezza, perché in caso contrario ci si pianta letteralmente e il motore non viene certo in aiuto.

Un inizio al rallentatore

Karl Abarth non era certo un tipo che se la prendeva comoda. La Fiat Nuova 500 nasce nel 1957, lui presenta la sua interpretazione "cattiva" già nel 1958; si chiama 500 Sport, ha una cilindrata di 499,5cc (contro 479) e una potenza di 21,5 CV contro 15. Numeri che fanno tenerezza, letti oggi, ma che permettono alla microscopica sportivetta italiana di strappare 6 record di velocità categoria sull'Autodromo di Monza, correndo ininterrottamente per 168 ore. Non solo: alla 6 Ore di Hockenheim, poco dopo tempo dopo, quattro 500 by Abarth conquistano le prime quattro posizioni di categoria. I piloti e i team la amano, il potenziale per piacere al pubblico pare esserci tutto, ma non meglio definite ragioni commerciali e "politiche" impediscono alla vettura di andare sul mercato prima del 1963.

Finalmente la Fiat-Abarth 595

Quando arriva sul mercato, però, la 500 by Abarth ripaga dell'attesa. Innnazitutto si chiama Fiat-Abarth (dando molta dignità al marchio dello Scorpione), e poi 595, come la cilindrata, aumentata lavorando su cilindri e pistoni, realizzati con materiali completamente nuovi. Acciai e ghise specifiche vengono utilizzate anche per albero motore, testata, bielle e valvole. Per ossigenare meglio il bicilindrico non possono mancare un albero a camme dal profilo più spinto e, ovviamente un carburatore Solex di maggiore portata rispetto a quello originale. Risultato: 28 CV, che diventano 32 sulla SS. Per far fronte alla maggiore potenza cambia anche l'assetto, più rigido, mentre fra gli accessori ci sono anche i freni anteriori a disco.

695 e 695 SS, non si scherza più

Nel 1964 la cilindrata tocca quasi i 700cc, mentre la potenza 30 e 40 (per la SS) CV. Ok, siamo ancora a cifre ridicole rispetto a oggi, ma non si deve dimenticare che la macchina pesa poco più di 500 kg e che, per il fatto che le normative anti-inquinamento sono praticamente inesistenti, i 30-40 CV disponibili si fanno sentire dal primo all'ultimo. Con le 695 si allarga anche il catalogo degli accessori e nuovi pezzi speciali si aggiungono al listino: due serie di rapporti al cambio e quattro al ponte, serbatoi maggiorati, alzacofani, ruote 10" x 5", assetto corsa con parafanghi allargati, tetto in plastica aerodinamico al posto della capote in tela. Nel 1965 debutta invece la 695 SS Assetto Corsa e, nel 1969, la 695 SS Competizione.

Una storia gloriosa alle spalle, un futuro ancora da scrivere

Il futuro della 500 by Abarth è da intendersi in un doppio senso. Il primo, squisitamente commerciale, glielo dà Abarth inteso come marchio automobilistico, sul mercato con i modelli Abarth 500 nelle declinazioni 595 e 695, basati ovviamente sulla Fiat 500 presentata nel 2007. Il secondo, più sentimentale, attiene invece alle cure che il cinquino riceve dagli appassionati un po' in tutto il mondo. Modelli originali, modelli "taroccati" (500 normali vestite da Abarth), Abarth e non Abarth, riempiono le bacheche dei siti che si occupano di usato, oltre che il cuore degli appassionati.

Autore:

Tag: Retrospettive , Abarth , fiat 500 , auto italiane , auto europee


Top