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pubblicato il 6 luglio 2016

Flotte aziendali, è allarme distrazione da smartphone

Tra gli altri pericoli per la guida segnalati, i lunghi periodi in marcia senza soste (9%) e la stanchezza (6%)

Flotte aziendali, è allarme distrazione da smartphone

Guidare con lo smartphone in mano è un pericolo non solo per i ragazzi o i “comuni” automobilisti, lo è anche per i guidatori del parco auto delle società. È quanto emerge dallo studio “La sicurezza nelle flotte aziendali” promosso dall’Osservatorio Top Thousand. Il cellulare viene usato impropriamente per telefonate, invio di sms, email e consultazione dei social network. Il Codice della Strada infatti consente di guidare parlando al telefonino, purché l’apparecchio non venga tenuto in mano, quindi con auricolare o vivavoce. La ricerca ha preso in considerazione una flotta campione di oltre 31.000 veicoli aziendali, appartenenti a parchi auto di grandi dimensioni. Diversi gli spunti di interesse, focalizzati su tematiche strategiche per il mondo delle flotte aziendali quali i comportamenti più pericolosi assunti dai driver mentre sono alla guida e le iniziative promosse dalle aziende per prevenire il rischio incidenti che, secondo i dati Aniasa (Associazione autonoleggio), nel solo noleggio a lungo termine superano i 440.000 casi annui per un danno complessivo di 285 milioni di euro. Pertanto, è una questione di salute, sicurezza, costi per le aziende e costi sociali. Il mondo delle flotte aziendali, in questo caso, si mostra specchio di quello automotive nel suo complesso in cui resta alto l’allarme per gli incidenti, che stando all’ACI dopo 15 anni hanno visto tornare a crescere le vittime sulle strade (3.430 nel 2015, quasi 10 al giorno).

Pericolo mortale

L’uso del cellulare per telefonate, invio di sms, email e consultazione dei social network viene considerato dal 34% dei fleet manager come il comportamento più pericoloso che il driver possa tenere mentre è alla guida, seguito ex equo (17%) da generici atteggiamenti di distrazione e disattenzione e dall’eccessiva velocità. Tutti guai che possono portare a un sinistro mortale. Tra gli altri pericoli per la guida segnalati, i lunghi periodi in marcia senza soste con il rischio dei colpi di sonno (9%), l’eccesso di confidenza (8%) e la stanchezza (6%). C’è quindi un generale eccesso di confidenza da parte dei driver, che spesso sottovalutano gli effetti della stanchezza sulla concentrazione e sulle prestazioni di guida. Sulla base dei riscontri forniti dai fleet manager, sembrano superate altre potenziali criticità alla guida come l’eccessiva alimentazione prima di mettersi in viaggio, la distrazione dovuta al fumo e il mancato uso delle cinture; aspetti marginali, questi, indicati solo dal 3% del campione.

E per la sicurezza...

Una grande azienda su tre ritiene che il bluetooth e i sistemi integrati di comunicazione costituiscano device irrinunciabili per la sicurezza del proprio parco auto. Il dato risponde al trend che vede sempre più incidenti e contravvenzioni dovuti al mancato utilizzo del vivavoce e al fenomeno crescente di sms inviati e foto scattate (selfie compresi), mentre si è alla guida; abitudini decisamente pericolose che nel 2015 hanno portato a oltre 48.500 infrazioni registrate dalle Forze dell’Ordine per il mancato utilizzo di apparecchi vivavoce. Gli airbag aggiuntivi (laterali e posteriori, oltre a quelli obbligatori) non costituiscono un equipaggiamento del tutto scontato all'interno dell'abitacolo, se il 17% degli intervistati lo segnala come must per migliorare la sicurezza delle vetture. Terzo dispositivo di sicurezza in ordine di preferenza è l'ABS (15%) ormai di serie su tutti i veicoli. Il dato si abbina al 9% delle indicazioni per i sistemi di "frenata intelligente/Lane Assist". Percentuali inferiori riguardano ESP (8%), Cruise control (6%) e altri sistemi di sicurezza.

Per prevenire

Ma quali sono le azioni concrete messe in campo dalle aziende per contrastare i comportamenti rischiosi e la sinistrosità in generale? Oggi per aumentarla i gestori delle flotte dispongono, grazie ai sistemi telematici di monitoraggio della performance, di molteplici dati e informazioni utili sulla flotta e sui driver che consentono di intervenire concretamente sugli aspetti collegati alla sicurezza. Il 33% delle grandi flotte ritiene fondamentale investire sulla formazione e sui corsi di guida, mentre il 15% punta sull’inserimento del bluetooth a bordo e un altro 15% dichiara di non intraprendere azioni particolari di prevenzione in quanto i modelli inseriti in flotta sono di ultima generazione e forniscono già garanzie sufficienti. Risultano ancora poco diffuse le azioni volte a penalizzare i driver meno virtuosi (penalità e provvedimenti disciplinari: 7%), mentre le aziende più strutturate coinvolgono nel percorso di responsabilizzazione il management con l’obiettivo che questo, a sua volta, sensibilizzi le proprie risorse sul tema sicurezza; altre realtà affrontano il tema monitorando le multe (7%) o il consumo dei carburanti (4%), scegliendo modelli di auto all’avanguardia (3%) o riadattando le franchigie assicurative (4%). I corsi di guida sono dunque riconosciuti come elemento fondamentale per le strategie delle aziende orientate sulla sicurezza della flotta. Anche se, alla fine, è spesso la capacità di non distrarsi con lo smartphone a fare la differenza.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , incidenti


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