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pubblicato il 4 luglio 2016

Faraday Future, l’anti Tesla è dietro l’angolo

Anche lei nasce in California e produrrà in Nevada. Capitali cinesi, ma a capo c’è Mattiacci, ex Ferrari

Faraday Future, l’anti Tesla è dietro l’angolo
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Faraday contro Tesla, non è un confronto immaginario tra due geni dell’elettromagnetismo, che tra l’altro hanno vissuto in tempi diversi, ma la sfida che una nuova realtà sta lanciando a quello che è orami accreditato come il costruttore di riferimento per le auto elettriche. Si chiama appunto Faraday Future e ha molte affinità con l’azienda di Palo Alto, perché anche lei ha sede in California ai margini della Silicon Valley e anche lei vede il cuore della propria produzione in Nevada, a poche miglia a Nord di Las Vegas, dove è già iniziata la costruzione dello stabilimento destinato ad entrare in funzione nel 2017 con un investimento di un miliardo di dollari e un volume previsto di 150mila unità annue creando 4.500 posti di lavoro e impiegando 600 robot, una percentuale di automazione 4 volte quella di Tesla.

Dalla Cina alla Silicon Valley

La nuova azienda di Gardena, costituita nell’aprile 2014, già impiega oltre 700 persone, è alla ricerca di altre 157 figure e ha alle spalle un investitore come il cinese Jia Yueting, fondatore di LeEco (prima nota come LeTV), raccoglitore e fornitore di contenuti video con 300 milioni di clienti all’ombra della Muraglia che ne fanno il concorrente più temibile per Netflix. E anche per questo che LeEco ha inaugurato il 28 aprile scorso il suo nuovo quartier generale a San Jose e – si dice – sia interessato a comprare un’altra area di circa 2,7 milioni di metri quadrati da Yahoo che nel 2006 li aveva acquistati per 106 milioni di dollari senza però mai dare il via ai lavori per quello che è destinato ad essere il centro di ricerca e sviluppo del gruppo di Yueting, compreso il ramo che riguarda l’automobile e la mobilità.

Per battere il nemico, compralo

Ma a far meritare alla Faraday il nomignolo di “Tesla Killer” è il suo board di dirigenti e tecnici, frutto di un vera e propria campagna in stile “ratto delle sabine”. Il capo dello sviluppo prodotto è infatti Nick Sampson, già responsabile dello sviluppo veicolo e chassis del Model S e a capo del team di progettazione del Model X. Prima ancora aveva passato 16 anni in Jaguar e poi alla Lotus che, non dimentichiamolo, ha dato a Tesla la Elise per farne la base della sua prima auto, la Roadster. Vengono da Tesla anche Dag Reckhorn, vice presidente Global Manufacturing, Tom Wessner, vice presidente Global Supply Chain con 23 anni anche in Ford e Mazda, e altre due figure chiave come Alan Cherry, per le Risorse Umane, e James Chen, incaricato di stabilire e mantenere i rapporti con gli enti governativi, tra cui lo stato del Nevada al quale la Faraday ha chiesto sovvenzioni ed incentivi.

Mattiacci, esperienze per vendere e per correre

L’acquisto più pregiato parla però la nostra lingua ed è Marco Mattiacci, Global Chief Brand & Commercial Officer arrivato in Faraday lo scorso aprile portando un bagaglio di 15 passato tra Maserati e Ferrari all’interno della quale ha ricoperto molti ruoli chiave in Nordamerica e infine quello di direttore sportivo della squadra di Formula 1 del Cavallino prima dell’arrivo di Maurizio Arrivabene. E il fatto che Mattiacci non sia arrivato solo per fare vendite e marketing lo dimostra che la Faraday, dopo aver fatto da title sponsor ePrix di Long Beach, ha appena annunciato l’ingresso in Formula E al fianco del team Dragon per 2 anni durante i quali saranno sperimentate soluzioni da applicare poi alle Faraday di serie come l’inverter Echelon. Mattiacci è arrivato inoltre per la sua conoscenza del mondo del lusso e delle vetture ad alte prestazioni. Lo dimostra l’accordo stabilito con l’Aston Martin per sviluppare la RapidE, una coupé elettrica 4 posti da 800 cv e oltre 320 km di autonomia.

Due concept, nove nomi registrati

I piani non sono ancora chiari, ma come primo modello in gamma per la seconda metà del 2017 si parla di una berlina di lusso da circa 150mila dollari, dunque posizionata al di sopra della gamma Tesla. Tutti i prodotti si baseranno su un’unica piattaforma denominata VPA che prevede una batteria modulare componibile con mattoncini tipo Lego e alloggiata in uno skateboard sotto il pavimento dalla vettura alle cui estremità sono collegati due sottotelai che integrano sospensioni, strutture di assorbimento per gli urti e i motori: uno davanti e fino a due dietro. Due le auto manifesto. La prima è la FFZERO1 presentata al CES di Las Vegas del 2015, una monoposto ultraerodinamica in fibra di carbonio da mille cv, oltre 320 km/h di velocità massima e 0-100 km/h in meno di 3 secondi. Nel frattempo la FF ha depositato i nomi che vanno da FFZERO1 a FFZERO9. L’altra è la LeSee, presentata all’ultimo Salone di Pechino e laboratorio per le tecnologie di connettività e la guida autonoma per la cui sperimentazione su strada Gardena ha appena ottenuto il permesso in California.

Faraday Future FFZERO1 Concept

Faraday Future’s FFZERO1 Concept, l'elettrica da 1.000 CV in azione

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , auto elettrica , dall'estero


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