dalla Home

Motorsport

pubblicato il 4 luglio 2016

Ferrari: un cordolo ha rovinato la strategia ad una sosta?

Nessuna polemica fra Ferrari e Pirelli dopo la gomma esplosa

Ferrari: un cordolo ha rovinato la strategia ad una sosta?

Non ci sono state le violente polemiche che avevano caratterizzato il GP del Belgio dello scorso anno. E se a Spa-Francorchamps Sebastian Vettel era riuscito a rientrare ai box con la posteriore sinistra stallonata, qui al Red Bull Ring il tedesco è andato a sbattere ad alta velocità contro le barriere. Eppure il quattro volte campione del mondo non ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro la Pirelli come era accaduto nelle Ardenne. Prima di lasciare la Stiria è stato molto misurato con le televsioni: "La gomma è esplosa dal nulla, all'improvviso. Non c'era stata alcuna avvisaglia e anche al muretto mi hanno detto che sembrava tutto regolare. Pure il ritmo era lo stesso del giro prima".

Se il risultato finale è stato molto simile, le due situazioni sono state totalmente diverse. Sebastian Vettel ha iniziato a piroettare pericolosamente sul rettilineo dei box dopo aver concluso il 26esimo giro del suo primo stint con le gomme a mescola Supersoft. E solo dopo aver sbattuto contro le barriere ha capito cosa effettivamente fosse successo alla sua SF16-H.

Del resto la Rossa stava viaggiando come un orologio sul passo dell'1'11" con una regolarità che non lasciava intendere che potesse esserci un cedimento improvviso, anche se il tedesco aveva un'andatura mediamente di un secondo più lenta delle Red Bull Racing.

Sebastian è partito con le stesse Supersoft di Ricciardo e Verstappen, ma mentre nel team di Milton Keynes hanno impostato la corsa su due pit, a Maranello hanno cercato di fare un primo stint molto lungo con l'ambizione di puntare ad una gara con una sola sosta. Quando si è in ballo è giusto ballare...

Questa volta la Ferrari ha voluto differenziare la strategia fra i due piloti, non avendo chiaro quale sarebbe stato il quadro meteo con cui si sarebbe disputata la corsa. La pioggia a intermittenza che ha caratterizzato il week end nella Stiria, del resto, non ha permesso di effettuare long run che abbiano dati probanti per le simulazioni.

La Pirelli, per parola di Paul Hembery, aveva dato delle indicazioni di una corsa consigliata su una strategia a due soste, anche se Jolyon Palmer con la Renault R.S.16 che non è certo una Ferrari, 26 giri li aveva già fatti nelle prove libere. E allora nell'incertezza della situazione climatica i "tattici" di Maranello hanno scientemente preso un rischio. Siccome le temperature erano più basse di quelle previste, la vita della gomma avrebbe potuto essere più lunga per arrivare ai 30 giri che avrebbero poi permesso alle Soft di arrivare in fondo alla distanze prevista di 71 tornate.

Considerando che il treno con il quale Seb è partito aveva sulle spalle anche tre giri di qualifica, appare evidente che si sia arrivati vicini a quella che può essere una zona "grigia". Ma considerando che il Red Bull Ring è una pista corta, senza le terribili sollecitazioni trasversali che Spa-Francorchamps sottopone agli pneumatici, poteva essere condivisibile una scelta più "coraggiosa", tanto più che fra le variabili c'era anche un rischio (mederato) di pioggia.

E, allora, c'è da domandarsi cosa sia successo. E per trovare una valida risposta bisogna tornare a parlare di cordoli. Quelli stesi al Red Bull Ring quest'anno sono stati micidiali: ne hanno fatto le spese ali, sospensioni e, forse, anche le gomme.

Sebastian Vettel quando ha detto che non ha avuto alcun segnale di perdita di prestazione ha detto il vero, anche se l'anteriore destro cominciava a mostrava un segno nero. E' molto probabile che il consumo della Supersoft fosse arrivato non tanto al punto di creare il classico decadimento prestazionale, ma fosse tale da rendere meno resistente il pneumatico sui micidiali denti dei cordoli.

Non è da escludere, quindi, che un leggero cedimento sia avvenuto alla curva 8 o 9 e poi gli effetti devastanti si siano manifestati in pieno rettilineo. Del resto cosa sia successo davvero non lo sapremo mai, perché del battistrada che si è delaminato è rimasto poco o niente, dal momento che alcuni detriti sono finiti anche fra i deviatori di flusso della Mercedes di Nico Rosberg che seguiva la monoposto di Vettel.

La Ferrari aveva capito che poteva tentare un colpaccio con una strategia aggressiva: ci ha provato e questa volta gli è andata male. Punto e a capo...

Questa e altre notizie su it.motorsport.com.

Autore: Franco Nugnes

Tag: Motorsport , Ferrari , formula 1


Top