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Retrospettive

pubblicato il 3 luglio 2016

Opel Calibra, una coupé di successo

Opel spera che la due porte su base GT Concept piacerà come la Calibra. Qui la sua storia

Opel Calibra, una coupé di successo
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Immaginatevela con dei fari diurni a led e con dei cerchi di 2 o 3 pollici più grandi: dareste 27 anni alla Opel Calibra? Guardatela così com'è e ponetevi la stessa domanda. In entrambi i casi la risposta sarebbe negativa, perché la coupé tedesca è uno di quegli esempi di design che non invecchia. Certo, i gusti sono gusti, ma sul fatto che questa due porte di origini molto popolari (Opel Vectra, cioè il modello che ha precedeuto l'Insignia) fosse "avanti" non si può discutere. Ecco, aprendo la portiera tutti i nodi vengono al pettine, perché l'abitacolo, questo sì, la sua età la dimostra proprio tutta. Per non dire della qualità, non molto... Tedesca: al di là dei materiali, adeguati al prezzo di listino (che non è certo proibitivo, anzi), è l'assemblaggio a deludere, con scricchiolii che si manifestano già dopo pochi anni. Dettagli, comunque, rispetto al successo della Calibra, che in sette anni viene prodotta in 238.647 esemplari e, nel 1996, si toglie la soddisfazione di vincere il campionato ITC, diretto discendente del glorioso DTM. La speranza di tutta la Opel è che l'attesa coupé su base GT Concept sappia replicare la storia della Calibra.

La coupé più venduta degli anni Novanta.

Quasi 240.000 esemplari, per chi non è pratico di numeri, possono voler dire poco: beh, sappiate che bastano alla Calibra per essere la coupé più venduta degli anni Novanta. Presentata al Salone di Francoforte del 1989 e andata in pensione nel 1997, la due porte di Russelsheim colpisce subito per la sua aerodinamicità, che si coglie persino a occhio nudo e che la galleria del vento certifica con un eccellente Cx di 0,26 (coefficiente di penetrazione dell'aria). La Calibra non è una sportiva estrema e, anzi, è una coupé (quasi) a misura di famiglia, grazie ai quattro posti comodi e all'ampio bagagliaio al quale si accede tramite un portellone che le berline possono solo sognare.

Un'escalation di potenza. Senza esagerare

Al momento del debutto il motore è un (pigro anche per il 1989, a dirla tutta) 2.0 a benzina da 115 CV, che viene affiancato, l'anno successivo, da un altro 2.0, ma a 16 valvole e dotato di 150 CV; nel 1990 arriva anche la trazione integrale, disponibile su entrambi i motori e dotata di un sistema di gestione elettronica che permette di svincolare l'asse posteriore quando non serve. Si comincia a fare sul serio con le prestazioni, però, solo nel 1992, quando grazie al turbo il 2.0 tocca quota 204 CV (trazione 4x4): le prestazioni sono di ottimo livello, soprattutto per quello che riguarda la velocità massima, che tocca i 245 km/h grazie alla già citata aerodinamicità della vettura. Nel 1994 la Calibra guadagna un motore di... Calibro superiore: un 2.5 V6 da 170 CV, V6 come la macchina da competizione con cui Manuel Reuter, nel 1996, si aggiudica il già citato campionato ITC.

Un successo senza se e senza ma

L'anno dopo il suo trionfo sportivo, la Calibra entra nella fase finale della propria carriera e nel 1997 viene lanciata la Last Edition con assetto sportivo, cerchi in lega BBS, sedili in pelle e aria condizionata, disponibile con motori 2.5 V6 o 2.0 da 136 CV. Come detto, in 8 anni le Calibra prodotte sono state 238.647. Un numero che coglie di sorpresa tutti, in primis Opel, che alla produzione di 20.000 esemplari all'anno nella fabbrica di Russelsheim, si vede costretta ad aggiungerne altri 60.000 in quella finlandese della Valmet. Il mercato più importante per la coupé tedesca è la Germania, seguita da UK, Italia, Spagna e Francia, mentre la versione di maggior successo è la 2.0 da 115 CV, che totalizza da sola più 130.000 unità. I risultati ottenuti dalla Calibra sono ancora più significativi se si pensa alla concorrenza agguerrita che c'era fra le coupé in quegli anni: Honda Prelude, Mitsubishi Eclipse, Nissan 200SX e Fiat Coupé. Ok, il periodo era in generale più favorevole alle auto a due porte (i SUV dovevano ancora nascere, almeno per come li concepiamo oggi), ma con così tante rivali a spartirsi il mercato il dominio della Calibra assume una rilevanza persino superiore.

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Tag: Retrospettive , Opel , auto europee , auto storiche


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