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pubblicato il 30 giugno 2016

Rc auto e app sì, ma con cautela

Le compagnie possono monitorare i clienti. Però nel rispetto della privacy

Rc auto e app sì, ma con cautela

Le app invadono anche il settore Rc auto. Non solo: ci sono compagnie che, tramite un'app, intendono monitorare lo stile di guida degli utenti che decideranno di installarla sul proprio smartphone. Basandosi su quelle informazioni, personalizzeranno la tariffa con sconti ai prudenti, ma attenzione, batoste a chi è a rischio incidente. Questo è un discorso che vale anche per la scatola nera. Il progetto che la compagnia ha sottoposto al Garante (ma la risposta dell'Authority vale per tutte le assicurazioni in futuro) prevede lo sviluppo di un'app gratuita, che attribuisce un profilo  diverso basato sullo stile di guida rilevato, e consente agli utenti la visualizzazione dei luoghi in cui si sono verificati eventi potenzialmente rischiosi (quali inversioni a U, brusche frenate e accelerate). Però adesso il Garante per la privacy (documento 5175960/2016) pone paletti precisi, come ricorda poliziaminicipale.it.

Cosa stabilisce l'Authority

La compagnia dovrà informare correttamente i guidatori, limitare i tempi di conservazione dei dati e garantire la privacy degli automobilisti. Il partner tecnologico coinvolto nella fornitura del servizio non potrà conservare i dati sulla geo-localizzazione dei guidatori per più di 90 giorni e potrà trasmettere alla compagnia informazioni statistiche sulle strade percorse esclusivamente dopo aver anonimizzato i dati, eliminando così ogni riferimento agli automobilisti. I dati necessari a contattare gli utenti che manifesteranno uno specifico consenso alla profilazione del loro stile di guida per finalità di marketing potranno invece essere conservati dalla compagnia al massimo per un anno.

Questo è da cambiare

Il Garante ha prescritto alla società di modificare l'informativa fornita agli utenti che decideranno di installare l'app, chiarendo con precisione quali dati personali saranno trattati e per quale finalità. Tali indicazioni non dovranno limitarsi a riportare generici riferimenti al monitoraggio dello stile di guida, ma specificare i parametri su cui sarà basata la profilazione, come il tipo di strada percorsa e l'eventuale superamento della velocità consentita. Quindi, massima trasparenza verso il consumatore. Che, va sottolineato, deve sempre essere consapevole di un punto preciso: scatola nera o app che sia, fornisce una sterminata quantità di dati all'azienda alla quale l'assicurazione si appoggia.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , app , assicurazioni


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