dalla Home

Attualità

pubblicato il 28 giugno 2016

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Dieselgate Volkswagen, negli USA c'è l'accordo

Dieci miliardi di dollari ai clienti e quasi cinque per danni ambientali: tanto costerà lo scandalo dei motori truccati

Dieselgate Volkswagen, negli USA c'è l'accordo

Dopo oltre nove mesi dal suo inizio, il caso dei motori diesel truccati Volkswagen ("Dieselgate", com'è stato ribattezzato dalla stampa) sembra essere finalmente arrivato a un punto di svolta, almeno negli Stati Uniti d'America: oggi il gruppo Volkswagen ha annunciato di aver raggiunto un accordo preliminare per risolvere lo scandalo che nei mesi scorsi ha causato le dimissioni di molti dirigenti - comprese quelle del potente ex CEO Martin Winterkorn - e messo in seria discussione la credibilità del colosso automobilistico tedesco. L'accordo transattivo è stato preso con Dipartimento di Giustizia USA, Stato della California, Commissione Federale del Commercio statunitense e coinvolge anche e soprattutto il comitato che rappresenta i proprietari americani delle auto coinvolte, che hanno intentato azioni civili contro il gruppo per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Oggetto della maxi-transazione sono le circa 460mila Volkswagen e 15mila Audi che circolano negli USA equipaggiate con il famigerato 2.0 TDI della famiglia EA 189, il motore diesel dotato del cosiddetto "defeat device": un software illegale in grado di riconoscere lo svolgimento di un test sulle emissioni e modificare di conseguenza il comportamento del motore per ridurre le sue emissioni di ossidi di azoto (NOx) entro i limiti consentiti. I test indipendenti su strada che nell'autunno scorso avevano portato all'esplosione dello scandalo, avevano rilevato che il 2.0 TDI EA 189 avesse emissioni di NOx fino a quaranta volte superiori ai limiti. Dall'accordo preliminare sono invece esclusi i 3.0 TDI V6 montati su modelli Audi, Porsche e Volkswagen, per cui il gruppo sta ancora cercando una soluzione praticabile.

Dieci miliardi di dollari

"$10.033 billion", questa è l'esatta cifra messa sul piatto dal gruppo Volkswagen per chiudere definitivamente la questione Dieselgate negli USA: un ammontare che dovrebbe garantire ai proprietari delle circa 475mila Volkswagen e Audi coinvolte un "bonus" di tra i 5.100 e i 10mila dollari (ovvero circa 4.600-9.000 euro al cambio attuale) sul valore dell'auto. La proposta d'accordo, comunque, dovrà ricevere l'approvazione finale del giudice nord californiano Charles R. Breyer - colui che presiede la procedura federale sui motori diesel incriminati - e Volkswagen fa sapere che la decisione definitiva (e quindi l'inizio delle compensazioni) non arriverà prima dell'autunno di quest'anno. Quello proposto da Volkswagen sarebbe il rimborso più salato nella storia dell'industria automobilistica e coprirebbe i costi del riacquisto o della chiusura dei leasing del 100 per cento delle auto coinvolte, ma lascia ancora aperta la terza ipotesi - quella delle modifiche tecniche gratuite per riportare le auto entro i limiti delle emissioni - la cui approvazione dipende dalle autorità statunitensi, tra cui l'Agenzia per la protezione ambientale statunitense (EPA) e la californiana CARB (California Air Resources Board). Accanto ai dieci miliardi di dollari (pari a circa 9,07 miliardi di euro), il gruppo Volkswagen ha anche comunicato di essersi accordato con i procuratori di 44 stati americani, oltre al Distretto della Columbia e a Puerto Rico, per un ulteriore esborso di 603 milioni di dollari, finalizzato a chiudere i procedimenti pendenti e futuri che riguardano le violazioni ai diritti dei consumatori. Matthias Mueller, CEO del gruppo Volkswagen, ha dichiarato che questi potenziali accordi rappresentano un importante passo avanti. "Apprezziamo la partecipazione costruttiva di tutte le parti e siamo grati ai nostri clienti per la loro grande pazienza" ha detto Mueller. "Sappiamo che abbiamo ancora tanto lavoro da fare per recuperare la fiducia degli americani", ha aggiunto.

Quasi cinque miliardi per l'ambiente

Non finisce qui: per compensare le emissioni di NOx in eccesso rilasciate nell'aria dai motori truccati, Volkswagen s'impegna anche a supportare i programmi ambientali di EPA e CARB con 2,7 miliardi di dollari in tre anni e a investire altri 2 miliardi di dollari in 10 anni, destinati a infrastrutture per veicoli a zero emissioni (ZEV) e iniziative volte a sensibilizzare il pubblico statunitense verso i temi della mobilità sostenibile.

E in Europa?

Ora si conoscono le cifre con cui i proprietari statunitensi di auto Volkswagen e Audi verranno compensati, ma che ne sarà di quelli europei? Nei mesi scorsi il gruppo Volkswagen ha più volte ripetuto che - modifica tecnica gratuita dei motori a parte - ai consumatori europei non sarebbe spettato nessun rimborso per il caso Dieselgate, perché non avevano subito alcun danno. Le novità di oggi, però, sono di certo destinate a sollevare nuove polemiche: già domenica scorsa, la commissaria europea per l'industria Elzbieta Bienkowska aveva dichiarato al quotidiano tedesco Welt am Sonntag che Volkswagen avrebbe dovuto pagare ai clienti europei lo stesso rimborso riconosciuto a quelli americani. "Trattare i consumatori in Europa in modo diverso rispetto a quelli USA non è un modo per riconquistare la fiducia", aveva detto Bienkowska.

Autore: Andrea Fiorello

Tag: Attualità , dall'estero


Top