dalla Home

Tecnica

pubblicato il 27 giugno 2016

Filtro antiparticolato, così ti sistemo i benzina ad iniezione diretta

Mercedes ci lavora e Volkswagen lo annuncia. Servirà per colmare un difetto dei benzina ad iniezione diretta

Filtro antiparticolato, così ti sistemo i benzina ad iniezione diretta

Lo sviluppo della guida autonoma, i test su motori alternativi e l’avvicinamento alle città intelligenti sono fra i principali temi a cui oggi lavorano le case automobilistiche. Questi ambiti non spingono però nelle retrovie gli studi sull’inquinamento, come dimostrano le più recenti evoluzioni annunciate da Mercedes e Volkswagen: le due case stanno lavorando da tempo per introdurre il filtro antiparticolato (FAP) anche su motori a benzina, nel tentativo di eliminare tutti quegli agenti inquinanti che rientrano sotto il nome di particolato. Mercedes ha condotto una serie di esperimenti sulla S500, parlando alla fine di risultati soddisfacenti, mentre Volkswagen lancerà il prossimo anno una variante aggiornata del suo 1.4 TSI: il motore, come annunciato negli scorsi giorni, arriverà all’inizio sulle Audi A5 e Volkswagen Tiguan e promette un taglio fino al 90% delle emissioni di particolato.

Nel 2013 i primi dubbi

Il filtro antiparticolato ha esordito ad inizio anni 2000 sui diesel e rappresenta una soluzione fra le più comuni per abbattere le emissioni inquinanti da polveri sottili, generate in quantità elevata dai motori a gasolio e considerate molto dannose per il corpo umano, che non riesce a filtrarle prima che raggiungano ad esempio le vie respiratorie. I motori benzina sembravano immuni da questo genere di problema, in virtù della diversa modalità in cui avviene la combustione: la presenza delle candele (assenti nei diesel) fa si che la miscela aria/benzina bruci nelle camere di combustione in maniera più omogenea, a differenza di quanto avviene sui diesel. Il primo campanello d’allarme è suonato nel 2013. L’associazione europea indipendente Transport&Environnement dimostrò allora che i benzina più recenti, quelli ad iniezione diretta, liberano nell’aria molto più particolato dei motori a gasolio.

Un accessorio da circa 50 euro

Le rilevazioni suscitarono un certo allarme: i benzina ad iniezione diretta consumano meno e sono più efficaci rispetto a quelli ad iniezione indiretta, ma emettono particolato in quantità fino a 1.000 volte superiore. I benzina a iniezione diretta, secondo le rilevazioni, producono dieci volte il particolato dei motori a gasolio. Questo a causa della necessità dei benzina ad iniezione diretta di funzionare con altissime pressioni d’utilizzo, scelta che andrebbe poi ad influire sulla quantità di polveri sottili liberate nell’ambiente. Da qui l’esigenza di introdurre filtri antiparticolato, che dovrebbero comunque rivelarsi più semplici ed economici rispetto a quelli montati sui diesel: l’associazione Transport&Environnement stima un costo per unità di 40/50 euro e non prevede differenze significative in termini di consumi. Gli interventi delle case saranno ancor più urgenti dopo l'imminente passaggio a test di consumo in condizioni d’utilizzo.

Autore: Redazione

Tag: Tecnica , filtro antiparticolato , nuovi motori


Top