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pubblicato il 24 giugno 2016

Rapinatore deruba automobilista, Facebook lo incastra

Sentite che cosa è capitato a un malvivente acciuffato grazie al social network

Rapinatore deruba automobilista, Facebook lo incastra

I fatti sono semplici: qualche tempo addietro, a Birmingham (Regno Unito), un rapinatore minaccia un automobilista con un coltello, e gli ruba la vettura. In quegli istanti, la vittima ha modo di guardare in faccia il criminale. Il poveretto torna a casa e nei giorni successivi dà un’occhiata a Facebook. Il social network, incredibilmente, gli mostra un volto particolare fra le persone che potrebbe conoscere: la classica funzione di Facebook, riquadri utili per allargare la propria rete di amicizie. Si tratta proprio della faccia del malvivente. Dopodiché, la vittima contatta la polizia e il rapinatore viene acciuffato e arrestato: 21enne, pregiudicato, adesso condannato a 17 anni di carcere, come riferisce la BBC.

Com’è possibile?

Sono stati gl’inquirenti stessi a definire le informazioni fornite dal social network cruciali per le indagini. E la spiegazione dell’accaduto potrebbe essere il fatto che Facebook, come spiega Attivissimo, incrocia varie fonti di dati: gli amici in comune, l'attività lavorativa, le scuole frequentate e i contatti di mail importati. Ecco l’ipotesi più accreditata: Facebook ha proposto il ladro come possibile amico della vittima sulla base dei luoghi frequentati da entrambi.

Sulla base dei commenti del blog

Non male le teorie di chi ha commentato nel blog Il Disinformatico. Secondo un lettore, il delinquente potrebbe aver effettuato ricerche per pianificare l'aggressione: il suo interessamento agli spostamenti della vittima e le coincidenze hanno fatto sovrapporre gli interessi dei due protagonisti. Si tratta però, replica un altro lettore, di un criminale idiota, che mette i propri dati dentro Facebook e si fa acchiappare dalle Forze dell’ordine come un novellino. Semmai, spiegano nei commenti, è più probabile che il malvivente, dopo il furto, abbia iniziato a tenere d'occhio il profilo della vittima, per capire se era stato identificato o se c'erano stati testimoni. A quel punto Facebook potrebbe avere iniziato a tener conto delle interazioni tra i due profili.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , facebook


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