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pubblicato il 22 giugno 2016

Gomme auto, è in arrivo la “carta d’identità”

Firmato il protocollo d’intesa tra i protagonisti del settore per la legalità ambientale e fiscale

Gomme auto, è in arrivo la “carta d’identità”

Ci sono volte in cui compriamo qualcosa che costa poco e senza saperlo promuoviamo un circolo vizioso fatto di evasione fiscale e concorrenza sleale. Succede in vari ambiti, dalla gastronomia all’abbigliamento, e l’automobile non fa eccezione parlando, ad esempio, di pneumatici. E’ un argomento delicato e complesso, anche perché in ballo c’è la sicurezza stradale. Alla radice ci possono essere ingressi irregolari nel mercato all’ingrosso di cui il consumatore (l’automobilista) non è al corrente e che alimentano, oltre all’illegalità, un meccanismo illecito che riguarda anche lo smaltimento e l’inquinamento. Per combattere questo fenomeno e contrastare anche le vendite in nero al dettaglio è stato firmato un protocollo d’intesa tra Ecopneus, Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, Confartigianato Imprese, Federpneus e Legambiente che ha come obiettivo ultimo la creazione di una vera e propria “carta d’identità del pneumatico”. In pratica si rafforza quanto già iniziato con l’introduzione del contributo ambientale introdotto per lo smaltimento. Ecco di cosa si tratta.

Quanto ci costa l’illegalità

Ogni anno ci sono tra le 20 e le 30 mila le tonnellate di Pneumatici Fuori Uso che non possono essere raccolti e riciclati a causa del sistema parallelo di ingressi illegali e vendite in nero di cui abbiamo parlato. In pratica ci sono circa 2 - 3 milioni di pneumatici singoli - pari al peso a pieno carico di fino a 100 treni ad alta velocità - che non sono coperti dal contributo ambientale associato alla vendita regolare con documento fiscale e che dunque non possono entrare nel sistema che ne garantisce il riciclo e la trasformazione in nuovi materiali o in energia. Tradotto in cifre significa un ammanco di contributi di 12 milioni di euro all’anno che si accompagna a un’evasione IVA stimata in 80 milioni di euro, a cui vanno aggiunti i costi delle bonifiche necessarie per ripulire il territorio dagli abbandoni illegali.

Cosa si farà adesso

Con questo protocollo il fenomeno verrà affrontato in maniera sistematica, lungo tutta la filiera: dalla sensibilizzazione degli automobilisti sul tema (affinché facciano le scelte d’acquisto più consapevoli e attente al rispetto della legalità) al controllo finale, passando per le attività di tracciamento degli acquisti e delle vendite. “Questo protocollo ha il merito di creare un’alleanza civile che dice una cosa molto chiara: il futuro è l’economia circolare, il riciclo è innanzitutto affermazione della legalità”, ha detto il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Allo stesso tempo, come dice Giovanni Corbetta, Direttore Generale Ecopneus, “la normativa può aiutare molto a circoscrivere il problema; il nostro compito è anche quello di aiutare il Ministero dell’Ambiente a individuare le soluzioni più adatte a poter garantire – insieme agli altri consorzi – la completa eliminazione di qualsiasi PFU”.

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Tag: Attualità , pneumatici , pneumatici invernali


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