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pubblicato il 29 ottobre 2007

L’ecologia cavalcata a fini fiscali

Incentivi No, fiscalità Si

L’ecologia cavalcata a fini fiscali

Assogas liquidi e Consorzio Ecogas hanno diffuso un comunicato stampa intitolato "Manovra di bilancio 2008: AUTO ECOLOGICA GRANDE ASSENTE", sottolineando che:
-> Il DPEF 2008-2011, negli "Approfondimenti" relativi alle "Politiche per la Crescita Sostenibile", affrontando le soluzioni di "contrasto ai cambiamenti climatici ed ai suoi effetti" nel settore dei trasporti, annovera il GPL per autotrazione - insieme al metano ed ai biocarburanti -, quale carburante a basso impatto utile alla necessaria conversione ecologica del parco veicolare sia privato che pubblico;
-> Nel Piano di Azione Nazionale sull'Efficienza Energetica, presentato a Bruxelles dal Ministro Bersani, la riduzione del carico fiscale per il GPL e gli incentivi per creare un parco auto ecologico e diminuire l'inquinamento sono stati indicati esplicitamente come misure da mantenere per centrare gli obiettivi posti dalla direttiva 2006/32/CE: 9% di risparmio energetico entro il 2016.

Queste le premesse; vediamo ora ai fatti:
-> la Finanziaria 2007 ha stanziato 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per la trasformazione a GPL o a metano dei veicoli M1 ed N1 entro i tre anni successivi alla data di immatricolazione (650 euro di contributo) e di quelli Euro 0 e Euro 1 (350 euro di incentivo);
-> la manovra di bilancio 2008 non prevede, ad oggi, alcun intervento, né di natura finanziaria (stanziamento di contributi) né di natura fiscale (alleggerimento del livello di tassazione), a favore dell'autotrazione a basso impatto ambientale;
-> gli incentivi previsti dal Ministero Sviluppo Economico per la conversione a GPL e a metano dei veicoli sono stati utilizzati al 15 giugno scorso ed è prevedibile - a parità di trend - che anche i fondi destinati al 2008 finiscano entro tale periodo;

Le due Associazioni sottolineano inoltre che l'attuale Finanziaria, nonostante i documenti di pianificazione strategica economico-ambientale ed energetica del Governo prevedessero chiaramente il mantenimento delle incentivazione anche per il 2008, non fa alcun cenno all'opera di riduzione della pressione fiscale sul GPL per autotrazione avviata nell'ambito della scorsa manovra;
va notato, anche se non è una novità, che il livello di tassazione applicato in Italia ai differenti prodotti per autotrazione in relazione a quello minimo fissato dalla direttiva europea di riferimento (2003/96/CE) continua comunque a penalizzare il solo GPL, la cui accisa è l'82% in più rispetto a quella minima di direttiva, quelle relative a benzina e gasolio sono maggiori rispettivamente del 57% e del 40% (da tale penalizzante situazione si salva il solo metano sul quale, in base alle attuali deroghe,si applica un'accisa inferiore del 96% rispetto a quella minima indicata dalla Comunità Europea).

La conseguenza più grave è che questo singhiozzante andamento degli incentivi si ripercuote specularmene sul mercato che si blocca non appena terminano gli incentivi per ripartire al loro ritorno. Questo fenomeno pare essere di elementare interpretazione per tutti tranne che per il Governo, la cui componente ecologista ha voluto a tutti i costi la rimodulazione della tassa di possesso in base ai parametri di omologazione (euro uno, due ecc.), ma evidentemente non ritiene di doversi battere con pari determinazione per mantenere ed incrementare l'incentivazione all'utilizzo di combustibili ecocompatibili. I nostri uomini "verdi" sembrano, come minimo, mancare in coerenza e consequenzialità.

Vero è che la riduzione dell'inquinamento da CO2 passa principalmente attraverso il rinnovo del parco circolante, ma è altrettanto vero che una forte incentivazione all'utilizzo di metano e GPL raggiungerebbe lo stesso risultato oltretutto con immobilizzi finanziari di gran lunga inferiori, il che consentirebbe la piena ed ecologica mobilità anche a famiglie sempre più colpite da una fiscalità insaziabile.
Sempre a proposito di bilanciamento delle uscite, siamo sicuri che il Governo non potrebbe recuperare gran parte del contributo attraverso l'IVA sugli impianti, la fiscalità sulle aziende installatrici, le accise sul carburante venduto e così via?

Oltre che non sostenere in primis l'ambiente, non si dà in questo modo neppure sostegno ad un settore industriale italiano leader a livello mondiale; in effetti si raggiunge, nello specifico, la quadratura del cerchio, ma al contrario!

Autore: Giovanni Notaro

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