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pubblicato il 21 giugno 2016

Volkswagen up!, restyling hi-tech

Rivista leggermente nel look, ha un nuovo 1.0 turbo ed è più “connessa”

Volkswagen up!, restyling hi-tech
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“Uno smartphone con un’auto attorno”, questo è la Volkswagen up! restyling. Una definizione di questo tipo era nell’aria da tempo, ma per la up! è stata utilizzata nel discorso di presentazione, poi vedremo perché. Obiettivo del rinnovamento è consolidare le vendite, 55.000 in Italia e oltre 650.000 in totale dal 2013. Quello della up! è un segmento di mercato (A, quello della Fiat Panda) molto combattuto, nel quale la tedesca cerca di affermarsi puntando più di prima sui colori e sui loro abbinamenti, oltre che sull’hi-tech.

Com’è

La riconosco subito che è nuova, perché il paraurti anteriore ha il profilo nero orizzontale che è diventato sporgente, mentre tra i fari si apre una presa d’aria più ampia di prima e sottolineata da un profilo cromato inferiore. Modifiche leggere, ma percepibili. Cambiano anche le calotte degli specchietti retrovisori che ora ospitano gli indicatori di direzione. Nel posteriore, la modifica più evidente è la tecnologia led per i fari, che si accompagna al nuovo disegno del paraurti. Dentro, sono soprattutto tecnologiche le novità della up! restyling. Su tutto, spicca il nuovo display da 5”, terminale di una piattaforma di infotainment rivista e che ora offre una più efficace connettività con dispositivi Android e iOS. Non solo: c’è la navigazione TomTom compresa nel prezzo, con mappe caricate nel sistema, in modo che del proprio smartphone (che deve essere connesso tramite usb all’auto) viene utilizzato solo il segnale GPS e non il traffico dati. Peccato solo che il sistema non sia ancora così facile da utilizzare come lo smartphone da solo, sia esso Android o Apple: la vettura provata era connessa a un iPhone e, per esempio, anche solo interrompere la navigazione impostata per selezionarne un’altra l’ho trovata un’operazione molto più macchinosa rispetto a quanto lo sia farla con il telefono in mano. Ed è un gran peccato, perché fino a che la facilità d’uso non sarà la stessa, ci sarà sempre la tentazione (ma non la giustificazione…) di utilizzare lo smartphone in modo improprio.

Come va

Il test drive si è svolto in Italia, tra la provincia di Varese e il Lago di Como; i primi 35-40 km in autostrada, il resto su strade strette e piene di curve, con frequenti salite e discese, su cui personalmente ho ancora interesse a provare l’auto, prima che lo smartphone. Perché si può dire tutto quello che si vuole, ma il comportamento stradale conta ancora, anche per chi va solo al supermercato e a scuola a prendere i figli. Sentirsi a proprio agio al volante ha ancora una sua importanza e la tedesca sa come mettere tranquillo chi si mette alla guida. Prima di tutto, con una visibilità a prova di svolta cittadina e una percezione degli ingombri che permette di parcheggiare in pochissime manovre. E se fino a qui si tratta del “minimo sindacale” per una citycar, ciò che mi ha colpito è la solidità sui fondi irregolari, la capacità di smorzare le sconnessioni secche ma anche gli avvallamenti presi in velocità. In altre parole, si ha sempre la sensazione che la up! sia “incollata” alla strada, anche se non è (e non vuole essere) una sportiva. Certo, col nuovo motore 1.0 TSI (3 cilindri turbobenzina) da 90 CV e 160 Nm di coppia la spinta è decisa ai bassi regimi e brillante ai medi e fino a 5.000 giri, ma il carattere resta comunque quello di una citycar che non ha alcuna voglia di correre. Meglio apprezzarne la leggerezza dei comandi e la silenziosità, almeno fino a 110 km/h; oltre, si avvertono abbastanza distintamente fruscii e rotolamento pneumatici, ma nulla di superiore alla media del segmento A.

Curiosità

Premessa: non si tratta nemmeno lontanamente di un confronto, ma appunto di una curiosità. La up! 1.0 TSI ha più coppia della prima VW Golf GTI, quella del 1976. 160 Nm contro 140. Non solo, la up! li eroga ben prima grazie al suo 1.0 turbo a 3 cilindri (mentre il motore della GTI era un 1.6 quattro cilindri aspirato): a 1.500 giri e fino a 3.500, contro i 5.000 della Golf. 

Quanto costa

I prezzi partono dagli 11.000 euro della versione base “take up!” a 3 porte e già questa è una buona notizia, perché si tratta di 150 euro in meno rispetto a ora. La seconda notizia è ottima, perché, nonostante il calo di prezzo, ora di serie su tutta la gamma ci sono, tra gli altri, il City Emergency Brake (frenata automatica di emergenza) e il sistema multimediale Radio Composition Phone (con slot SD, ingressi aux e usb) sempre di serie. Per il listino completo bisogna comunque attendere: la commercializzazione inizierà a settembre.

Scheda

Versione: up! 5p TSI move up!
Quando arriva: settembre 2016
Quanto costa: da 11.000 euro
Quanti cavalli ha: 90 CV
Quanto consuma (combinato): 4,4 litri/100 km
Quanta CO2 emette: 101 g/km
0-100 km/h: 9,9 s
Velocità massima: 185 km/h
Garanzia: 2 anni

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Scheda Versione

Volkswagen up!
Nome
up!
Anno
2011 (restyling del 2016)
Tipo
Normale
Segmento
citycar
Carrozzeria
2 volumi
Porte
3 porte
Motore
Prezzo
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Tag: Test , Volkswagen , auto europee


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