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pubblicato il 14 giugno 2016

Passaggi a livello, è pronto il sistema anti-incidenti

Sarà installato dove non è modificabile il percorso. Nel 2016 spariranno altri 150 attraversamenti

Passaggi a livello, è pronto il sistema anti-incidenti

Un attimo di distrazione , una "furbata" come quella di passare mentre le sbarre si abbassano e il dramma è dietro l’angolo: scontro fra auto e treno. Oppure fra bici e treno. Mancato rispetto del Codice della Strada (articolo 147), disattenzioni e comportamenti abitudinari nell’attraversare i binari quando le barriere sono chiuse: queste le principali cause degli incidenti, anche mortali, che coinvolgono automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni ai passaggi a livello. In Italia nel 2015 gli incidenti con i veicoli sono stati 26; quelli con pedoni e ciclisti 15. Otto le persone che hanno perso la vita (cinque pedoni e tre ciclisti). Nove i feriti. I sinistri ai passaggi a livello non sono una prerogativa della rete ferroviaria nazionale: sono un problema mondiale. È quanto emerso a ILCAD (International Level Crossing Awareness Day), la giornata internazionale di informazione e sensibilizzazione sui passaggi a livello. Ma vediamo in Italia come si evolve la questione.

Cosa accadrà da noi

Rete Ferroviaria Italiana, gestore dell’infrastruttura nazionale, è impegnata nel piano di eliminazione dei passaggi a livello che ne prevede la sostituzione con opere di viabilità alternative. Sulla rete fondamentale, oltre 16.700 km, sono ancora attivi 4.840 passaggi a livello (dato 2015), di cui 892 sono affidati alla responsabilità diretta di privati. Nel 2016, RFI prevede di eliminare 150 passaggi a livello, di cui almeno 120 in gestione a privati. I lavori sono in corso. L’investimento complessivo è di circa 55 milioni di euro. Nel 2015 sono stati 119 gli attraversamenti strada/ferrovia soppressi, di cui 86 in consegna a privati. Investimento circa 58 milioni di euro. I passaggi a livello eliminati sono sostituiti con sottopassi o cavalcavia. Gli interventi sono finanzianti dallo Stato con appositi fondi e concordati con gli Enti locali (Regioni, Province e Comuni) e/o altri enti quali l’Anas.

Come funzionano

Le operazioni di apertura e chiusura dei passaggi a livello sono gestite a distanza da appositi apparati. Sistemi tecnologici (quali telecamere o sistemi tipo radar) permettono di verificare che mezzi (auto, camion o autoarticolati) non siano rimasti fra le barriere (c’è chi addirittura pensa a una sorta di autovelox). Oggi, i moderni sistemi elettrici ed elettronici, in molti casi azionati dal passaggio dei treni, consentono di tenere abbassate le sbarre per il tempo strettamente necessario al passaggio dei convogli. In questo modo sono stati ridotti sensibilmente i tempi di attesa rispetto al passato, quando i custodi assicuravano la chiusura e l’apertura delle sbarre a orari stabiliti. I PL sono sempre segnalati, anche quando sono aperti. È importante comunque attraversarli con cautela, anche quando le sbarre sono alzate. La chiusura del passaggio a livello è segnalata dal suono della campanella, dall’accensione del segnale semaforico luminoso, lato strada, e dal movimento delle barriere, che iniziano ad abbassarsi.

La tecnologia anti-incidente

Una nuova tecnologia, il sistema Protezione automatica integrativa - Passaggi a livello (PAI-PL), è in corso di installazione sui passaggi a livello presenti sulle linee ferroviarie che incrociano arterie stradali interessate da intenso traffico veicolare. Passaggi a livello per i quali non è stato ancora trovato un accordo con gli Enti locali per la loro eliminazione. Il PAI-PL rileva la presenza di ingombri sui binari in prossimità delle barriere, preesistenti o in seguito alla chiusura del passaggio a livello, e blocca immediatamente la circolazione ferroviaria fino alla completa risoluzione dell’anormalità.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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