Attualità

pubblicato il 13 giugno 2016

Piano Anas 2016-2020, previsti 3 miliardi l’anno

Il Piano Industriale include anche 1.000 assunzioni. E si riparla di accise

Piano Anas 2016-2020, previsti 3 miliardi l’anno

Gli obiettivi sono l’autonomia finanziaria, l’accelerazione degli investimenti e una maggiore efficienza nelle attività manutentive. È in estrema sintesi il Piano IndustrialeAnas 2016-2020, che prevede ben 3 miliardi di euro l’anno d’investimenti e 1.000 assunzioni. L’Anas (gestisce il 90% delle strade statali italiane ed è il secondo gestore nazionale di autostrade) mira anzitutto a un’ottimizzazione della qualità del presidio stradale con 900 risorse aggiuntive sul personale di esercizio. Ha inoltre avviato un progetto di razionalizzazione delle partecipazioni, che prevede anche la costituzione di una Newco (una nuova società) per le partecipazioni detenute in aziende che operano nel settore delle concessioni a pedaggio e sul mercato estero. Scatta poi il riavvio degli investimenti legati alla progettazione di interventi per un valore fino a 32 miliardi. Oltre a interventi da appaltare fino a 22 miliardi e di 14 miliardi di interventi da eseguire.

In soldoni

Per quanto concerne i dati economici delle azioni del Piano Industriale, il volume complessivo di ricavi e risparmi economici previsti nel periodo 2016–2020 è di 570 milioni, di cui 520 milioni di risparmi economici e 50 milioni di maggiori ricavi. Inoltre le iniziative del Piano consentiranno una riduzione dei costi di manutenzione delle strade di competenza Anas di circa il 3,2%: è di 21.700 euro/km; sarà di 21.000 euro/km. Ma c’è una questione da affrontare: il traffico autostradale è in diminuzione a causa del trasferimento di parte dei flussi di lunga percorrenza su altri mezzi (treno e aereo), mentre è in aumento sulle tratte a breve-media percorrenza di Anas. In particolare la rete Anas registra, nel periodo 2012-2015, un incremento di traffico rispetto alla rete Aiscat (autostrade) di circa il 3%. L’Anas vuole recuperare il debito manutentorio pregresso garantendo elevati livelli di funzionalità alla rete esistente: privilegerà interventi di manutenzione straordinaria rispetto a nuove opere. Insomma, mette a posto il vecchio anziché costruire il nuovo. Come accade sulla Salerno-Reggio Calabria, d’altronde.

Immobili e denaro

L’Anas dispone di 3.642 immobili distribuiti su tutto il territorio nazionale, di cui la maggior parte costituita da fabbricati (2.339) e case cantoniere (1.244). L’obiettivo è di valorizzare gli asset aziendali. L’ammontare di investimenti medio annuo di circa 2 miliardi, a partire dal 2011, ha subìto una costante flessione scendendo nel 2015 a 1,7 miliardi. Si cercherà di raggiungere stabilmente 3 miliardi/anno di investimenti attraverso il rilancio e la riorganizzazione della struttura produttiva. Il guaio è l’elevata esposizione per contenziosi e riserve iscritte per lavori pari a circa 9 miliardi da parte delle imprese appaltatrici. Circa il 60% del contenzioso lavori è antecedente al 2013, in un caso risale al 1986. Tanto che questo potrebbe rappresentare un ostacolo alla possibile fusione Anas-FS.

Occhio alle accise

L’Anas insiste con le accise. Il Piano Industriale individua tre diversi modelli alternativi di autonomia finanziaria: accisa carburante, vignette, pedaggio, focalizzando l’attenzione sull’ipotesi tariffaria legata all’accisa sul carburante che prevede in particolare la accolta operata dall’Anas su una quota parte del costo carburante, sostitutiva di accisa esistente, più la mediazione del rapporto con gli utenti da compagnie petrolifere.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autostrade , tasse


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