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pubblicato il 1 giugno 2016

Audi A7 Jack, in autostrada con la "Guida Pilotata" [VIDEO]

Siamo saliti a bordo del prototipo che guida da solo nel traffico tedesco

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Il futuro della mobilità in auto appartiene a Jack e alla sua famiglia. Chi è Jack? E’ il fratello non pistaiolo di "Bobby", quello che ha conosciuto Giuliano a Ronda (qui la video prova), un prototipo di Audi A7 che questa volta Andrea ha potuto testare su di una strada aperta al traffico, più precisamente l’Autostrada A9 tedesca, con altri veicoli in movimento nelle vicinanze, sperimentando un approccio alla mobilità semplicemente rivoluzionario.

Will Smith sapeva tutto…

Era il 2004 e nelle sale cinematografiche veniva proietatto il film “Io Robot” con un Will Smith e non a caso una sorta di Audi R8 (qui il video), alle prese con quello che per tutti sarebbe diventata la guida pilotata. Questo perché a Ingolstadt ci lavorano da circa 15 anni e se oggi i vari prototipi sperimentali sono una realtà - Shelly sulla Pikes Peak, poi Robby, Bobby e Jack - lo si deve in buona parte al progresso tecnologico che ha reso possibile l’avvento di questi complessi sistemi. Tramite la centralina zFAS, acronimo di zentrales-fahrerassistenzsteuergeraet, Jack analizza tutte le informazioni provenienti dal radar, dallo scanner laser che fornisce dati sugli oggetti fino a 80 metri di distanza, dai dodici sensori e quattro telecamere che riconoscono la segnaletica orizzontale, guardrail e pedoni e altri veicoli, e infine tutto viene riprodotto in frazioni di secondo e il modello replica tutto ciò che orbita intorno all’auto che in questo modo può anticipare ostacoli e prevenire manovre di emergenza in tutta sicurezza.

Potete chattare in pace

Vi dovete fidare, stop. Inizialmente titubante, dopo pochi chilometri Andrea lascia il volante a Jack e inizia a vivere l’auto in maniera totalmente nuova. Chiacchiera coi passeggeri, usa il cellulare e azzarda persino un pisolino, affidando lo sterzo, i freni, l’acceleratore e il cambio tiptronic a 8 marce al GPS differenziale che trasmette con rete WLAN e segnale radio ridondante, precisissimo nel far cambiare la corsia all’auto durante i sorpassi o le percorrenze in curva con precisione millimetrica. In questo modo è possibile chattare, intrattenere i passeggeri, godersi il paesaggio o lavorare, rispondendo a mail così da sfruttare il tempo in un lungo trasferimento in auto in maniera paragonabile al treno, con la differenza che con la guida pilotata si può variare percorso, fermarsi o guidare manualmente quando lo si desidera.

Obiettivo, Convenzione di Vienna

Un conto quindi è la “guida autonoma”, offerta su molti modelli attualmente in commercio in cui l’auto ci supporta in alcune fasi della guida anche a ritmi sostenuti come offerto dalla nuova Mercedes Classe E (qui la video prova), ben altra questione è delegare tutto all’automobile che diviene legalmente responsabile di eventuali incidenti o inconvenienti, ed è qui che si parla di “Guida Pilotata”. In Audi ci credono tanto da offrire il primo optional sulla futura A8 entro la fine del 2017, un sistema di guida pilotata che potrebbe costare dai 3 ai 5.000 euro circa, con una velocitò massima inizialmente di 60 km/h circa. Lo scoglio più grande in sarà quello di aggiornare la Convenzione di Vienna sulla mobilità in auto, attualmente aggiornata rispetto alle “abitudini” degli anni '60; superato questo scoglio legale, Jack avrà via libera da Nazione e Nazione senza limitazioni satellitari come già avviene in California o in Cina, un’attesa che secondo Rupert Stadler terminerà nel 2025.

Autore: Andrea Farina

Tag: Test , Audi , auto europee , guida autonoma


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