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pubblicato il 1 giugno 2016

Noleggio a lungo termine, è boom

Tira sempre di più l'auto presa a noleggio per anni dalle aziende

Noleggio a lungo termine, è boom

Niente opinioni, la parola ai numeri: il settore del noleggio veicoli, superata la fase più acuta della crisi, vede nuovamente crescere il giro d'affari (nel 2015 +5,7% di fatturato rispetto 2014) e il sostegno al mercato automotive (+18% di immatricolazioni). Non solo: l'offerta di car sharing (che è pur sempre una sorta di noleggio particolare) si amplia e si consolida in diverse città italiane (647.000 iscritti e 4.400 veicoli in flotta), fornendo un'efficace alternativa al possesso dell'auto e all'uso dei trasporti pubblici. È quanto emerge dal più recente rapporto Aniasa (Associazione nazionale industria dell'autonoleggio e servizi automobilistici di Confindustria). In particolare, andamento in crescita per le attività di noleggio a lungo termine che nel 2015 hanno visto aumentare di quasi l'8% il giro d'affari complessivo, avvicinandosi a quota 6 miliardi di euro.

Flotta più ampia

Si è ampliata del 7% la flotta dei veicoli in noleggio a lungo termine (da 546.000 a 585.000), anche grazie al deciso aumento delle immatricolazioni (+15,7%), con un boom dei crossover (+95%). D'altronde, sono le vetture del momento, anche fra i privati. Due i trend, confermati anche nel primo scorcio del 2016 che ha registrato un'ulteriore crescita delle immatricolazioni del 5,5% nel periodo gennaio-marzo: il contesto dei privati, che vede sempre più persone dotate di solo codice fiscale interessate alla formula long term (negli ultimi 36 mesi +300% e oggi a quota 10.000); un attenuamento del downgrading (scegliere vetture di categoria inferiore per risparmiare sul canone) dei veicoli, con le aziende clienti che sono tornate a richiedere veicoli di segmento più alto.

Ripresa

La ripresa della rotazione delle flotte aziendali e la diffusione nel segmento dei professionisti e dei privati sono stati invece i propulsori per il noleggio a lungo termine, che è arrivato a immatricolare 223.000 unità nel 2015. Le grandi aziende, dopo le riorganizzazioni operative e i mesi di rinvii, hanno provveduto a rinnovare o aumentare il proprio parco auto, riassegnando auto più nuove e più sicure ai propri dipendenti. Si assiste all'ampliamento dell'offerta a nuova fasce di clientela con sempre più professionisti e piccole e medie imprese interessati al long term.

Quale futuro

Secondo l'Aniasa, "la previsione del cosiddetto superammortamento per l'acquisto di beni strumentali approvata con l'ultima Legge di Stabilità, pur non fornendo decisive agevolazioni alla mobilità aziendale, ha segnato, si auspica, un cambio di direzione rispetto alla strategia di stretta fiscale adottata dagli ultimi esecutivi. Negli ultimi anni, purtroppo, è stato infatti ulteriormente ampliato il tax divide [forbice fiscale] che ci separa dal resto dell'Europa e che obbliga le imprese italiane a sostenere costi ben più elevati per le proprie esigenze di mobilità rispetto ai competitor europei".

Autore: Redazione

Tag: Mercato , flotte aziendali


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