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pubblicato il 31 maggio 2016

Autovelox, multe dei Comuni: è polemica

Il Parlamento dibatte sull'utilizzo dei proventi derivati dalle sanzioni. Il Governo rimane vago

Autovelox, multe dei Comuni: è polemica

Autovelox e incassi dei Comuni: esplode la polemica in Parlamento. Durante un’interrogazione alla Camera, Simone Baldelli esordisce in modo abbastanza morbido: “Il Codice della Strada, che è quello che stabilisce i limiti di velocità, stabilisce anche che i Comuni debbano destinare la loro intera quota di competenza delle multe provenienti dagli autovelox per la sicurezza e la manutenzione delle strade. Stabilisce che il 50% di tutte le multe comminate dalla Polizia municipale debba essere destinato alla sicurezza stradale e alla manutenzione del suolo”. Ed ecco la stoccata: “In Italia, abbiamo questo curioso fenomeno per cui molti Comuni, non tutti, destinano ad altre finalità questi soldi e quindi accade che le nostre strade siano piene di buche e allo stesso tempo i cittadini vengano massacrati di multe”. La risposta del ministro dei Trasporti Graziano Delrio è un po’ vaga, in stile decisamente politico, come potete leggere in basso.

Ne stiamo parlando

Il ministro fa riferimento a una legge del 2010, che rimanda a un decreto: una volta emanato il quale, i Comuni dovranno spartire (a metà coi proprietari delle strade, ossia Province, Regioni e Stato) i proventi da autovelox piazzati al di fuori del territorio comunale: insieme all’UPI (Unione Province d’Italia) e all’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), “stiamo, sulla base delle loro osservazioni, predisponendo lo schema di decreto, insieme al ministero dell’Interno per appunto favorire e rendere più stringente la rendicontazione dell'ammontare complessivo degli stessi proventi”. Inoltre, “proseguono i lavori del Senato, anche se a rilento purtroppo, del Codice della Strada. Tra i principi e i criteri direttivi è prevista appunto la revisione delle modalità di utilizzo dei proventi e delle sanzioni amministrative e, in particolare, proprio l’obbligo di rendicontazione, nonché la disciplina dei criteri di rendicontazione e dei meccanismi sanzionatori degli enti inadempienti”.

Sei anni di attesa

La risposta del ministro non è delle più entusiasmanti e incoraggianti. Sei anni di attesa per un decreto interministeriale, coi due ministeri che ne parlano, assieme a Province e Comuni. E una seconda estenuante attesa per la riforma del Codice della Strada. Un decreto e una legge attraverso cui passa la sicurezza stradale di questo Paese. Infatti, Baldelli replica duro: “Nell’attesa che si dia attuazione alla norma, che arrivino i decreti attuativi, sì, alla collaborazione con l’Anci e l’Upi, ma aspettiamo da anni che questi signori ci diano una mano e sono fermi in Conferenza Stato-Autonomie locali non a caso, perché probabilmente c’è qualcuno che ha interesse a non farla questa norma”. Il deputato allude: “Qualcuno che ha interesse a non farla questa norma”. Chi? E perché?

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autovelox , multe


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