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pubblicato il 31 maggio 2016

Dossier Auto e Salute

Esposizione al sole, ecco perché proteggersi (anche) in auto

Una ricerca punta il dito contro i finestrini non schermati. Tutti i rischi

Esposizione al sole, ecco perché proteggersi (anche) in auto

In questi giorni, si alternano caldo e freddo, sole e pioggia; ma giochiamo d’anticipo e in attesa della torrida estate 2016 vi diamo qualche dritta se dovrete guidare, a tutela della vostra pelle. Lo spunto arriva da uno studio pubblicato di recente dalla rivista JAMA Ophthalmology e condotto da Brian Boxer Wachler del Boxer Wachler Vision Institute di Beverly Hills, che ha testato 29 auto di 15 Case prodotte tra il 1990 e il 2014: è vero, è incentrato sulla vista (di cui bi abbiamo già parlato), ma dice cose importanti anche per l’epidermide. Secondo la ricerca, i parabrezza possono essere schermati; ma i finestrini delle auto lo sono raramente ed espongono ai raggi UV, tanto da essere consigliabile usare precauzioni come creme solari. Il consiglio per il futuro ai Costruttori sarà infatti quello di adottare vetrature fotocromatiche, utili specie a chi soffre di cefalea, rinite vasomotoria e dermatite da fotosensibilità.

Uno triplo scudo

1# Filtro. In viaggio, d’estate, se siete a bordo di una qualsiasi auto, e se il sole è a picco, è utile applicare sulla pelle (la parte non coperta dai vestiti) uno schermo solare con fattore di protezione dal 15 insù. Questa raccomandazione vale ancor più se guidate con una scoperta o col gomito fuori dal finestrino (gesto sempre da sconsigliare) . Il fattore di protezione dev’essere inversamente proporzionale al proprio fototipo: tanto più la pelle è chiara e quindi sensibile ai raggi solari tanto maggiore deve essere la protezione. È importante, rammenta il ministero della Salute, usare le creme con filtri solari per integrare, ma non per sostituire, i metodi fisici di protezione dalle radiazioni UV (indumenti, cappello, occhiali, ombra) soprattutto nelle ore centrali e più calde della giornata.

2# Quando. È meglio che l’applicazione avvenga mezz’ora prima di mettersi al volante. Ovviamente, la raccomandazione vale anche per i passeggeri, specie se il viaggio è lungo e se in macchina ci sono soggetti "deboli" come i bambini. I piccini fino ai 12 mesi di età non devono essere esposti ai raggi diretti del Sole. Applicate la crema in maniera uniforme: ok spalmarla anche due volte consecutivamente per essere sicuri di coprire tutte le zone esposte. Idem sulle orecchie, sulla parte posteriore del collo.

3# Nuvoloso. Non fatevi trarre in inganno da eventuali nuvole. D’estate, il Sole passa comunque e arriva sulla pelle. E occhio: in montagna il Sole è più vicino e quindi dovete comunque proteggervi. Per i calvi o per chi sta perdendo i capelli, c’è un problema in più: proteggetevi con un filtro.

Due obiettivi

Come noto, la pelle è il confine tra organismo e ambiente esterno. È la nostra prima difesa verso il mondo che ci circonda ma è anche l'organo più esposto ai fattori ambientali, è quindi importante proteggerla. La crema solare centra due obiettivi: primo, previene arrossamenti e scottature; secondo, contribuisce alla prevenzione dei tumori della pelle. Infatti, tra i fattori di rischio più importanti nell'insorgenza dei tumori cutanei e del melanoma vi è la sovraesposizione ai raggi solari (raggi UV).

In collaborazione con Aldo Ferrara, professore di malattie respiratorie dell’Università di Siena, e coordinatore scientifico dell’associazione European Automotive Medicine (ERGAM), nonché autore di "Long Term Driving" (in editing).

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute , viaggiare


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