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Mercato

pubblicato il 22 ottobre 2007

Roma Capitale dell'auto

E' la sede di Ford, GM, Mazda, Nissan, Renault e Toyota. Ma soprattutto vale il 15% del mercato italiano.

Roma Capitale dell'auto

Sede dell'ACI e di importanti società petrolifere, base per la gran parte delle case automobilistiche e per molte società di noleggio, città a cui fanno capo le più importanti assicurazioni e le tante finanziarie che offrono leasing e altri servizi in campo automobilistico: tutto questo è Roma. Secondo un'indagine condotta dal Centro Studi Fleet&Mobility, infatti, gran parte del mercato auto e del suo indotto fa capo a questa città. Parlando in cifre, dai dati registrati si evince che il 45% del giro d'affari automobilistico nazionale è sviluppato da società con direzione a Roma, per un totale di 58 miliardi di Euro su un giro d'affari complessivo in Italia di 130 miliardi (al netto dell'IVA).

La città detiene di fatto un primato che si può definire "quadruplo". Innanzitutto, il 37% delle auto immatricolate in Italia è delle case automobilistiche che hanno la direzione a Roma e, come se non bastasse, è sempre qui che ogni anno si registra il 15% delle immatricolazioni di auto sul totale nazionale. In secondo luogo, il 59% del giro d'affari del noleggio a lungo termine è realizzato da società "romane", così come quello a breve termine (da un giorno a più mesi), dove oltre l'86% delle attività del rent-a-car viene svolto da società con direzione a Roma. Infine, la capitale è al primo posto anche in materia di carburante, in quanto l'84% della benzina e del gasolio auto venduti in Italia è distribuito da società sempre basate qui.

"Oggi Roma è sede di gran parte delle decisioni industriali, commerciali e sociali che riguardano il comparto automobilistico, e si presenta come un laboratorio unico per affrontare tutti i temi dell'auto, fino a quello della mobilità e del trasporto", ha commentato il direttore del Centro Studi Fleet&Mobility, Pierluigi del Viscovo.

Volendo inoltre analizzare il mercato dell'auto a livello nazionale prendendo in considerazione il 2006, le cifre che lo identificano sono tre, ovvero:

-> oltre 47 miliardi di Euro;
-> 2.350mila auto immatricolate;
-> un prezzo medio per auto pari a 20.114 Euro.

Dalla stessa ricerca emerge anche una classifica dei brand per valore che disegna gli equilibri tra le case automobilistiche. La Fiat resta leader di mercato, anche se nel passaggio da volume (immatricolazioni) a valore (milioni di euro), la quota scende dal 23,2% al 17,2%, a testimonianza della focalizzazione della casa piemontese su auto di medio-piccola dimensione e quindi dal prezzo più contenuto. La conferma del primato della Fiat sul mercato nazionale arriva anche dalla Top 15 dei modelli di auto: al primo e secondo posto rispettivamente per Fiat Punto (6,9% del mercato a valore) e Fiat Panda (3,9%), seguita dalla Ford Focus (2,9%) e della BMW Serie 3 (2,7%).

A proposito di tedesche, significativo è proprio il balzo in avanti di BMW, passata dal 3,2% al 6,7%, e di Mercedes (dal 3,5% al 6,7%). Rimanendo sempre in Germania, Volkswagen è l'unico brand ad avere la stessa quota (6,4%) sia in volume che in valore, il che dimostra un posizionamento equilibrato al centro del mercato.

La ricerca del Centro Studi Fleet&Mobility si è inoltre soffermata sul peso dei diversi segmenti delle autovetture in termini di valore delle vendite. Ne è risultato che le auto "piccole" (segmenti A/city car e B/utilitarie), il cui peso sul numero delle immatricolazioni è del 56%, incidono sul giro d'affari del settore soltanto per il 38%, mentre quelle di grandi dimensioni (D/grandi, E/superiori e F/lusso), che sono appena il 17% in volume, hanno quasi raddoppiato i punti percentuali arrivando a quota 33%. Rappresenta un vero "punto d'equilibrio" il segmento C, quello delle "medie", che ha quasi lo stesso peso sia in volume che in valore.

Stilando invece una classifica sul prezzo medio di vendita, al primo posto c'è BMW con circa 42.000 Euro, seguita da Mercedes, Volvo e Audi, tutti nello spazio da 38-37mila Euro. Sopra i 20.000 Euro Volkswagen, e poi nove brand raggruppati in meno di 3.500 euro. "Quest'analisi è essenziale per i concessionari che devono valutare se prendere o meno nuovi mandati e se e quanto investire - ha spiegato Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro Studi Fleet&Mobility e ideatore della ricerca - Per le Case è importante perché fa emergere il valore che il cliente attribuisce al brand: se due brand vendono un'auto nello stesso segmento, in volume sono uguali, ma se uno dei due spunta un prezzo del 5% più alto vuol dire che il cliente ha trovato un plus che l'altra marca non ha".

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