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Retrospettive

pubblicato il 29 maggio 2016

Lancia Thema 8.32, cavall(in)o pazzo

L'idea folle di una Thema a motore Ferrari nasce 30 anni fa. Per rimanere nella storia

Lancia Thema 8.32, cavall(in)o pazzo
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Immaginatevi la scena: vostro padre al volante e voi, bambini negli anni Ottanta, in piedi o in ginocchio fra i sedili posteriori (sembra preistoria ma trent'anni fa si viaggiava proprio così; cosa da non ripetere, per nessuna ragione al mondo). Il volante in questione è quello a tre razze della Lancia Thema 8.32, detta Thema Ferrari, e a un certo punto papà vi dice: "Sei pronto per una magia? Guarda dietro, al mio via uscirà un alettone dalla coda". Bambini cresciuti a pane e Supercar (il telefilm americano con l'auto parlante e dotata di "superpoteri" KITT nel ruolo di protagonista) come chi scrive sarebbero impazziti di gioia. Uso il condizionale perché purtroppo non ho mai avuto il piacere di questa esperienza e solo 3.520 bambini - tanti quanti gli esemplari venduti - l'hanno avuta, ammesso che papà fosse (sia, si spera) un minimo creativo. Il trucco dell'alettone "magico" è nella leva dei tergicristalli, che ruota e ne permette l'uscita. Un vezzo? Forse. Di sicuro permette di avere il carico aerodinamico ricercato, ma solo quando serve e senza sporcare, nel resto del tempo, la linea di quella che resta comunque una berlina Lancia. Ok, la Thema Ferrari è soprattutto motore. Spazio a lui adesso.

Guinnes World Record

Nel 1986 bastano 215 CV per diventare l'auto a trazione anteriore più potente al mondo. Oggi, questa potenza è alla portata di molte versioni sportive di auto di segmento B, che la tirano fuori da "banalissimi" motori a 4 cilindri da 1,6 litri circa di cilindrata, turbo ovviamente. Niente a che vedere con la fatica che fanno gli ingegneri Lancia e quelli Ferrari per trovare spazio nel vano motore della Thema al V8 3.0 della Mondial e della 308. Sì perché mettere un cavallo di razza - nato per essere montato in posizione posteriore centrale su automobili sportive - sotto il cofano di una berlina di rappresentanza pare una follia, ancor prima che una sfida tecnica. Un'avventura che fra Torino e Maranello si decide di vivere insieme, raggiungendo l'obiettivo: la Thema 8.32, presentata al Salone di Torino del 1986. I tedeschi attaccano con BMW M5 e Mercedes 2.3 16V? Gli italiani rispondono con quella che verrà ricordata come la Lancia "Thema Ferrari".

Un passato che non tornerà. Purtroppo

Ok, a Monaco e Stoccarda partono con un vantaggio non solo importante, ma incolmabile, per gli uomini di Torino: la trazione, che su M5 e 190 e posteriore e sulla Thema è anteriore. Ma qui non vogliamo discutere dell'efficacia in curva e del gusto di andare di traverso (che pure hanno un peso a dir poco determinante, quando si parla di sportive), né vogliamo fare un paragone; quello che ci interessa è farvi rivivere uno dei capitoli più gloriosi degli ultimi 30 anni della storia Lancia. Un passato che molto probabilmente mai tornerà, stando alle dichiarazioni del big boss del Gruppo FCA Sergio Marchionne, secondo cui il marchio Lancia non ha futuro perché (opinione discutibile) non ha storia all'estero. Ma torniamo a noi, a quella Thema diversa da tutte le altre, che la si riconosce immediatamente dalle 2.0 16v e dalle 2.4 turbodiesel, nonostante la discrezione usata dal Centro Stile per caratterizzarne il look. Nel dettaglio, a fare della Thema una Thema Ferrari, esteticamente parlando e oltre al già citato alettone, sono il disegno specifico dei cerchi in lega a stella da 15" (misura da citycar, oggi...) - ispirati ovviamente a quelli delle berlinette di Maranello - la griglia a maglie larghe nella mascherina anteriore e pochi altri dettagli, discreti e capaci di non alterare l'eleganza connaturata a questo modello.

Materiali da yacht di lusso

Altro che plastiche morbide e superfici lavorate finemente. Chi mette piede nella Thema 8.32 trova delizia per il tatto grazie alla radica e alla pelle che rivestono in modo sostanzialmente integrale l'abitacolo. Di più: questa Thema è un'esperienza anche olfattiva: il mix di legno e pelle Poltrona Frau diffonde un profumo che forse solo a bordo di certi yacht si può respirare. Per non dire delle dotazioni tecnologiche che riportano all'atmosfera tipicamente anni Ottanta di cui sopra: telefono nel bracciolo (con filo, altro che Bluetooth), stereo con tanto di cuffie per i passeggeri posteriori e sensori di peso (ma solo per la seconda serie) che riconoscono la presenza di passeggeri seduti dietro e, nel caso, fanno sollevare i poggiatesta relativi.

Sospensioni regolabili, carattere non facilissimo

Come abbiamo visto, l'elettronica ha già un certo peso, sulla Thema 8.32, ma non è ancora arrivata alla dinamica del veicolo. Non è stato ancora inventato l'ESP, per capirci, quindi la stabilità del veicolo è una questione a due tra la fisica e il guidatore, che deve fare i conti con un assetto certo non specialistico: nonostante le modifiche e persino se dotata di sospensioni regolabili (optional), la berlina italiana è incline al rollio e sensibile ai trasferimenti di carico. In parole più semplici, se non si sta attenti a come si usa il gas, specialmente in curva, il sovrasterzo è immediato e di non semplicissima gestione. Inoltre, con così tanto motore (almeno rispetto alle capacità di base del telaio), anche la motricità può essere un problema fuori dalle curve strette e in ogni caso quando il fondo è umido. La Thema Ferrari non è un'auto estrema, ma richiede comunque delicatezza ed esperienza.

Thema 8.32, la Thema Ferrari del 1986

Per tutti è la "Thema Ferrari", la lancia col motore V8 del Cavallino da 215 CV. Vediamo come veniva prodotta da artigiani specializzati.

Autore: Adriano Tosi

Tag: Retrospettive , Lancia , auto italiane , auto storiche


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