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pubblicato il 27 maggio 2016

SsangYong XLV, lo spazio facile

Il SUV crossover è diventato "wagon" per offrire più praticità senza rinunciare a un buon piacere di guida

SsangYong XLV, lo spazio facile
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"Spazio ultima frontiera". Non me ne vogliano i fan di Star Trek, ma appena sono salito sulla nuova SsangYong XLV (che sta per eXtra Lifestyle Vehicle) mi è venuto in mente questa frase. Lo spazio, infatti, è sicuramente il cavallo di battaglia di questo nuovo crossover che prendendo forma (e forme) dal SUV Tivoli ne accentua le caratteristiche di abitabilità regalando una volumetria degna di un piccolo van. Con XLV SsangYong, dunque, rafforza ulteriormente quel concetto di "essere differente" (Be Different) lanciato come slogan un anno fa circa concretizzandolo di fatto nel primo Wagon SUV (o Crossover Wagon come dice la Casa) che arriva sul mercato e che nel rapporto valore/prezzo ci appare decisamente interessante.

Com'è

Esteticamente, come detto, riprende quasi al 100 % le linee del fratello minore Tivoli da cui eredita anche la piattaforma base con passo da 2.600 mm. Le linee della carrozzeria sono piuttosto nette, molti gli angoli, ma nel complesso si presentato armoniose e danno, soprattutto al frontale, quel pizzico di aggressività "sportiva" che può risultare simpatica. Rispetto a Tivoli la lunghezza complessiva aumenta di quasi 24 centimetri fermandosi, però, a 4,44 metri, quindi ampiamente in linea (anche un pizzico al di sotto) con altri modelli del segmento wagon compatte. Se nel frontale, come detto, le linee mi sono sembrate sufficientemente accattivanti, qualcosa in più si poteva fare per il posteriore soprattutto per il netto stacco che idealmente (ma anche concretamente) delimita lo sbalzo e il portabagagli, uno "stacco" evidenziato maggiormente dalle carrozzerie bicolore e meno pronunciato nelle tinte uniche più scure. Imponente, come intuibile, lo spazio dedicato ai bagagli che da un minimo di 720,5 litri arriva fino a 1.440 litri, con i sedili della seconda fila abbattuti. La differenza, rispetto ad altri veicoli del segmento, sta nello sfruttamento, soprattutto in altezza, dello spazio e nella regolarità della "cubatura"; ed è una differenza che diventa il plus dell'XLV. Gli interni rispecchiano lo stile SsangYong, quindi concreti, con una scelta del materiali orientata alla praticità. Nulla di superfluo anche nell'infotaiment dove sono presenti prese USB e HDMI per collegare i dispositivi allo schermo LCD da 7'', assieme alla possibilità (sempre optional tranne che nella versione Limited) di navigatore TomTom.

Come va

Se devo essere sincero mi sono accostato con un certo scetticismo a questo nuovo XLV, principalmente per i volumi che non promettevano un grande comfort, soprattutto nel misto, per effetto di possibili rollii. Invece, con una certa sorpresa, l'XLV è straordinariamente "neutro" e forse un po' rigido (nel copiare le imperfezioni del'asfalto), ma senza dubbio preciso. Insomma, mi ha seguito fedelmente in tutti i cambi di direzione. Merito anche dello sterzo "tarabile" con il sistema Smart Steer impostabile in tre modalità: Comfort, Normal e Sport. Su comfort è decisamente tarato per le manovre cittadine, in Normal e Sport aumenta progressivamente la precisione e il "divertimento". La motorizzazione che ho provato 1.6 l turbodiesel da 115 CV e 300 Nm di coppia, abbinata a un cambio automatico a 6 rapporti, non è un fulmine di spunto, ma è dotata di un'ottima elasticità; il che, in presenza di un eventuale manuale, riduce la fatica della "combo": piede sinistro/mano destra. Buona anche la posizione di guida e l'ergonomia dell'abitacolo. Una nota negativa per gli specchi laterali che hanno sacrificato un po' di panoramicità e visibilità a beneficio del design. Nota a margine per il cambio automatico, anche in questo caso perfezionabile, ma non affatto male, sia in modalità auto sia sequenziale, con i pad dietro al volante; la risposta è stata pronta e la cambiata sufficientemente rapida, qualche piccola "amnesia" l'ha avuta solo nelle scalate in presenza di "kick down", ad esempio nell'affrontare un sorpasso.

Curiosità

Nel 2015 con il lancio e la conseguente Vendita di Tivoli SangYong Italia ha aumentato del 53 % le vendite. In un sondaggio che il Marchio coreano ha proposto alla clientetela è emerso che più di un terzo degli intervistati ha reputato uno dei valori maggiormente percepiti l'affidabilità, seguito della tecnologia e poi dal design. Questo, se vogliamo, sta a dimostrare come anche i nuovi attori del mercato auto stiano interpretando quei valori prima appannaggio dei grandi brand. Una percezione attivata dalle campagne promozionali, ma supportata dal prodotto che deve mantenere, per lo meno, quanto promesso. Forse il segreto sta proprio nel non promettere "troppo".

Quanto costa

La versione provata: 1.6 Diesel Limited Visual, 2 ruote motrici parte da un listino chiavi in mano di 26.750 euro. Si tratta di una full optional, top di gamma, a cui dobbiamo aggiungere "solo" i 1.800 euro del cambio automatico a 6 rapporti. Se poi vogliamo anche la trasmissione Active 4WD (sulle benzina e benzina/gpl Be e sulle turbodiesel da Go in poi) con modalità lock e sospensioni posteriori multilink ci vogliono altri 1.800 euro. Il listino, comunque parte dai 18.450,00 euro della versione Start 1.6 a benzina 128 CV. In gamma anche motorizzazioni bifuel benzina/GPL.

Scheda

Quando arriva: in commercio
Quanto costa: 26.750 euro la base della versione provata
Quanti CV ha: 115
Quanto consuma (combinato): 5,9 l/100 km (dichiarato dalla Casa)
Quanta CO2 emette: 154 g/km
0-100 km/h: N.D.
Velocità massima: 174 km/h
Garanzia: 5 anni o 100.000 km + 5 anni di servizio di assistenza stradale

Autore: Francesco Stazi

Tag: Test , Ssangyong , auto coreane


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