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pubblicato il 20 maggio 2016

Auto a guida autonoma: le assicurazioni (non) ci perdono

Con la macchina senza pilota, i profitti delle compagnie potrebbero calare. O salire...

Auto a guida autonoma: le assicurazioni (non) ci perdono

Cominciamo da una previsione: grazie alle auto a guida autonoma, gli incidenti caleranno dell’80% nel 2035. Lo dice una ricerca condotta negli Stati Uniti dal NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration). Un secondo studio condotto da Swiss Re e HERE calcola che le tecnologie di guida autonoma potrebbero polverizzare 20 miliardi di dollari di premi assicurativi a livello mondiale entro il 2020. Parliamo, quando ci riferiamo alla Rc auto, di assicurazioni che generano il 42% dei premi lordi del ramo danni, il segmento premi individuale più grande a livello globale.

Nessuna distrazione

Ma perché le auto senza pilota faranno precipitare il numero di sinistri? Semplice: non entrerà più in gioco la distrazione del conducente, l’errore, il colpo di sonno. Non potrà più esserci un guidatore in stato alterato da alcol o droga. Farà tutto il robot, senza incidenti (almeno in teoria). Peter Shaw, CEO di Thatcham Research, infatti evidenzia: “I produttori di veicoli prevedono che le auto ad elevato contenuto di autonomia nella guida siano disponibili dal 2021. Verrà ridotta drasticamente anche la frequenza degli incidenti: effetto già riscontrato con l’introduzione della Frenata Autonoma d’Emergenza (AEB)”. Tecnologia che fa calare i sinistri e, di riflesso, i prezzi delle polizze Rca.

Volvo attivissima

Fra i Costruttori più attivi nel settore della macchina senza conducente, c’è Volvo (dei cinesi di Geely). Che assieme a partner fortissimi ha creato una lobby in America, la Self-Driving Coalition for Safer Streets: lavorerà con avvocati, legislatori e il pubblico per realizzare la sicurezza e i benefici sociali dei veicoli a guida autonoma. A tale proposito, ecco Håkan Samuelsson, CEO di Volvo: “È fondamentale che le Case automobilistiche collaborino con i Governi per creare le regole che consentano la libera circolazione di questi veicoli entro il più breve tempo possibile, così da cominciare a salvare vite umane”. Non solo: “Puntiamo all’azzeramento entro il 2020 del numero di persone rimaste uccise o gravemente ferite a seguito di incidente stradale a bordo di una nuova Volvo”. Con benefici a livello assicurativo.

Due scenari

Fatta la debita premessa (costruita su scenari e ricerche) in materia di calo di incidenti, nessuno ha la sfera di cristallo per capire cosa accadrà ai bilanci delle compagnie assicuratrici grazie all’auto senza pilota, limitatamente alla Rc auto. Stando a una prima teoria, le tariffe Rca scenderanno, in proporzione alla diminuzione dei sinistri: quindi, le imprese incasseranno di meno. In base a un secondo modo di vedere il futuro, con il crollo degli incidenti le compagnie continueranno a guadagnarci. Come prima, e anche di più. Infatti, si abbasseranno i risarcimenti per i danni alle auto, scompariranno i rimborsi per le lesioni fisiche lievi e gravi (dal colpo di frusta alle ferite pesantissime), rasenteranno lo zero gl’impatti con morti. E poi la micro e macro criminalità non potrà più architettare frodi, ossia incidenti fantasma: un secondo notevole risparmio per le compagnie. Domanda: i prezzi Rca scenderanno in funzione del taglio degli indennizzi? Questo non è affatto garantito. Non c’è nessun obbligo di legge in questo senso: ovunque (Italia inclusa), le compagnie sono libere di attenersi a propri parametri per formare la tariffa finale, senza dover giustificare il prezzo. Non va inoltre dimenticato che i protagonisti del business assicurativo sono colossi con basi solidissime, capaci di adeguarsi a qualsiasi realtà, grazie anche a fusioni e incroci azionari, che vedono il coinvolgimento delle banche. Pertanto, cautela quando si associa la guida senza pilota a un calo dei profitti delle compagnie...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni , guida autonoma


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