dalla Home

Mercato

pubblicato il 18 maggio 2016

Suzuki, problemi con i consumi omologati in Giappone

16 modelli per il mercato interno hanno dati diversi da quelli previsti dal ministero nipponico dei trasporti

Suzuki, problemi con i consumi omologati in Giappone
Galleria fotografica - Nuova Suzuki Alto per il GiapponeGalleria fotografica - Nuova Suzuki Alto per il Giappone
  • Nuova Suzuki Alto per il Giappone - anteprima 1
  • Nuova Suzuki Alto per il Giappone - anteprima 2
  • Nuova Suzuki Alto per il Giappone - anteprima 3
  • Nuova Suzuki Alto per il Giappone - anteprima 4
  • Nuova Suzuki Alto per il Giappone - anteprima 5
  • Nuova Suzuki Alto per il Giappone - anteprima 6

Anche Suzuki è alle prese con problemi di omologazione dei consumi per 16 dei suoi modelli venduti in Giappone, ma per il momento il caso sembra meno clamoroso rispetto allo scandalo emissioni di Volkswagen. Rispondendo alle richieste di controllo inviate dal ministero dei trasporti di Tokyo in seguito al caso Mitsubishi, la Suzuki ammette l'esistenza di discrepanze fra le procedure usate durante i cicli di omologazione per certificare il consumo di carburante, pur respingendo l'ipotesi che siano state manipolazioni, falsificazioni o imbrogli da parte sua o dei suoi dipendenti.

Differenze minime su 16 modelli

Le differenze riscontrate nelle procedure di omologazione rispetto a quanto indicato dal ministero riguardano modelli venduti dal 2010 al 2016 in Giappone e noi destinati all'esportazione. Si tratta di 2,1 milioni di veicoli che includono Suzuki Jimny, Swift, Jimny Sierra, Baleno, Ignis, Alto, Alto Lapin, Wagon R, SX4 S-Cross, Escudo, Escudo 2.4, Solio, Spacia, Hustler, Carry ed Every. Il problema sarebbe nato da dati di consumo ottenuti non con misurazioni, ma da calcoli ottenuti sulla base di singoli test su pneumatici, trasmissioni, freni e resistenza aerodinamica in galleria del vento, un metodo che fornisce risultati difformi, seppur di poco, dai cicli standard ministeriali.

Suzuki tranquillizza clienti e azionisti

Alla luce di questa indagine interna Suzuki si scusa con i propri clienti, invitandoli comunque ad utilizzare tranquillamente i modelli citati perché questi rientrano comunque nei limiti di emissioni imposti per legge e perché le differenze riscontrate rientrano nelle tolleranze di misurazione. Insomma, a quanto dice la Casa giapponese l'errore c'è stato, è stato minimo e in buona fede, non impone nuovi test e da questo non derivano problemi di sicurezza o di ri-omologazione. Al momento Suzuki non vede per la vicenda un possibile impatto sui risultati finanziari previsti per l'anno fiscale 2016.

Autore:

Tag: Mercato , Suzuki , auto giapponesi , dall'estero , tokyo


Top