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pubblicato il 16 maggio 2016

Dossier Pit Game

DOOM, un reboot con i fiocchi [VIDEO]

Il gameplay ossessivo della prima versione ritorna e la fa da padrone. Ecco la nostra recensione

DOOM, un reboot con i fiocchi [VIDEO]
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Prendete l'orologio e spostate le lancette indietro di oltre vent'anni. Tornate al 1993, date una spolverata - passateci il termine - di alta definizione a 60 frame per secondo e condite con l'emozione di rivivere un pezzo di storia. Ecco cosa significa per un videogiocatore che si rispetti sfilare il disco di DOOM 2016 dalla confezione, prenderlo con cura sacrale ed inserirlo nel lettore della sua PS4 oggi. E non esageriamo, perché era davvero da tanto tempo che gli affezionati del capolavoro id Software aspettavano di ritornare sulle colonie marziane del primo indimenticabile episodio e da poco meno attendevano gli appassionati orfani di quegli sparatutto in prima persona dal ritmo frenetico e dal gusto violentemente splatter spariti con il volgere di millennio. Tagliando corto sui paragoni, DOOM 2016 è uno di quei titoli che solo per il nome guadagnano di diritto gli onori della cronaca, quanto meritatamente però lo dovete scoprire giocandoci o leggendo questa recensione. Il nuovo titolo Bethesda lo abbiamo fra le mani da venerdì 13 maggio, giorno d'uscita sugli scaffali, e vi diamo un'anticipazione: è una bomba.

Sparatutto vecchio stampo (finalmente)

Se vi sembriamo esagerati, prendete una copia del gioco, provate a non farvi trascinare nel vortice di sangue e annientamenti e ne riparliamo. DOOM 2016 eredita dal suo padre nobile la sincerità degli sparatutto vecchio stile, quel filone anni '90 abbandonato dai titoli di impronta Activision e EA, e ripropone un gameplay frenetico, ossessivo, implacabile dove brutalità e velocità sono tutto, strizzando l'occhio al filone nostalgico di grandi ritorni come Shadow Warrior o Wolfenstein: The New Order. Gli sviluppatori hanno tagliato il tagliabile e anche il tempo di ricarica se ne va - zac, via, come un'appendice inutile - per dare in pasto il giocatore e il suo alterego a orde di demoni da abbattere a spron battuto a suon di mitragliate, cazzotti, motoseghe e chi più ne ha più ne metta. La location della partita rimane la colonia marziana di estrazione dell'energia Argent del primo capitolo e l'obiettivo è sempre quello di ricacciare i demoni negli inferi da cui sono venuti: i mezzi, come si è detto, sono tanti, diversificati e mai banali. Il concetto è semplice, essenziale, senza fronzoli: annientare. Qualcosa di tanto banale da passare in cavalleria sempre più spesso e che invece DOOM riporta al centro, eliminando il superfluo e concentrando gli sforzi su un gameplay trascinante, che concede poco spazio a narrazioni, elementi ruolistici o crescite di personaggio, e fa bene quello che uno sparatutto è nato per fare.

...con (pochi) limiti

Fin qui il bello. Un gameplay frenetico che cattura, una campagna singolo giocatore che funziona e non molla per buone 15 ore di gioco e una modalità multiplayer in stile arena shooter a-la-Quake si sommano a una pletora di armi a disposizione e una varietà di demoni da abbattere (molti li trovate nella nostra fotogallery). Dove pecca DOOM è su alcuni dettagli, come l'importanza della corazza Praetor negli scontri in arena multigiocatore, e sul comparto grafico. Si è parlato di essenzialità e se per alcuni versi si tratta di una virtù, sotto altri aspetti diventa infatti un tallone d'Achille. Non che il nuovo motore grafico id Tech 6 non faccia il suo dovere, anzi: su console - PS4 e Xbox One - l'fps è "limitato" a 60 frame per secondo, su PC si toccano vette dell'altro mondo e lag o problemi gravi non se ne incontrano (giusto un po' di lentezza nel caricamento e qualche affanno nel loading delle texture). Il problema, se vogliamo trovarlo, è nelle ambientazioni, che per quanto recuperino interessanti elementi horror, sono spesso spoglie e vedono un riutilizzo ripetuto di asset ed elementi grafici che risulta in un appiattimento generale, soprattuto in campagna singolo giocatore.

Essenziale e dritto al punto

Verrebbe da dire: "Avete voluto la bicicletta? Ora pedalate". Uno sparatutto vecchio stile è così prendere o lasciare. Noi, lo prendiamo molto volentieri. Si tratta di una ventata di novità e di un ritorno alle origini del genere che non ci dispiace e che cattura: ben equilibrato, senza fronzoli e dritto al punto. Provare per credere: DOOM è già disponibile per PS4, Xbox One e PC e aspetta solo voi.

Publisher: Bethesda
Sviluppatore: id Software
Data di uscita: 13 maggio 2016 su PS4, Xbox One e PC
Genere: Sparatutto
Classificazione: PEGI 18
Scopri di piùhttp://bethsoft.com/it-it/games/doom

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Autore: Redazione

Tag: Videogame , videogiochi


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