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pubblicato il 11 maggio 2016

Alfa Romeo Giulia, la prova del diesel 180 cavalli [VIDEO]

E' bella da guidare anche quella "normale". Ecco i pregi (e i difetti) dell'auto più attesa dell'anno

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Benvenuta Giulia. Finalmente su strada dopo 12 mesi di attesa che hanno trasformato il lancio di quest’automobile in un evento che va ben oltre l'attualità motoristica. E’ il potere del marchio Alfa Romeo per molti, troppi anni, riscaldato a fuoco lento. Ora però c'è una fiamma vera e si può tornare a sfidare la (grande) Germania dell’auto. E l’Alfa Romeo Giulia ha tante carte da giocare che vanno ben oltre le ragioni storiche. Perché il progetto è concreto, l'auto bella e... si guida benissimo.

Com'è

La Giulia è una “berlina perfetta”. Mi riferisco alle sue proporzioni, che sono quelle ideali per un’auto che mette l’architettura tecnica al servizio del piacere di guida: un cofano lungo, l’abitacolo arretrato e la trazione rigorosamente posteriore. Il bilanciamento dei pesi (50:50) viaggia di pari passo con l’equilibrio stilistico. Poi il design può piacere o meno, ma sono convinto che l’impronta atletica e la pulizia delle linee metterà d’accordo molte persone. E il look può ovviamente essere personalizzato con una buona scelta di colori, cerchi (da 17 a 19 pollici) e rifiniture. Le dimensioni (4,63 metri di lunghezza) sono allineate a quelle delle concorrenti dirette (Audi A4 e BMW Serie 3 – giusto la Mercedes Classe C è una manciata di centimetri più grande), ma la Giulia è la più larga di tutte. L’abitabilità che ne consegue è nella media con uno spazio nella zona posteriore più che adeguato per due adulti (vi rimando al video per vedere come ci sto io che sono alto circa 1 metro e 80). Quanto al bagagliaio, Alfa Romeo dichiara 480 litri (misura identica a quella delle concorrenti), il vano è regolare, ma ha una bocca di accesso un po' piccola. ll posto guida gode di un ergonomia perfetta, in termini di seduta, strumentazione e visibilità sulla strada (davanti). Meno su quella posteriore dove conviene ricorrere ai sensori e alla retrocamera. A proposito di strumentazione, non si è mai vista un’Alfa Romeo così curata in fatto di ricercatezza dello stile e dei materiali. Tutto è finalizzato ad innalzare la cosiddetta qualità percepita, una materia in cui nessun costruttore è mai riuscito ad eguagliare le berline premium made in Germany. A colpo d’occhio il risultato è notevole, ma la Giulia perde qualche punto nel feeling di alcuni comandi (quelli della climatizzazione o del rotore dell’impianto di infotelematica, ad esempio). Un tecnico Alfa mi ha detto che ci stanno ancora lavorando (l’esemplare provato è di preserie), ma è certo che mai un’auto italiana si è avvicinata così tanto al benchmark.

Come va

Quadrilatero davanti, multilink al posteriore. Se siete un minimo appassionati di ingegneria automobilistica sapete già che questa è la configurazione che ogni progettista vorrebbe “donare” ad un’automobile per garantire a chi la guida delle qualità stradali da manuale. Bene, la Giulia ha tutto questo ed è anche leggera, anzi, è una delle berline più leggere della categoria. La versione che ho provato, la 2.2 diesel da 180 CV con cambio manuale a 6 marce, sulla bilancia segna 1.372 chili contro i 1.500 di una BMW 320d. E questa leggerezza porta con se una marea di vantaggi fisici: innalza i limiti dell’auto, migliora l’agilità, la frenata e riduce i consumi. Non sazi in Alfa hanno voluto assecondare queste doti “fisiologiche” con uno sterzo pronto e direttissimo grazie ad un rapporto di demoltiplicazione inferiore a 1:12. La Giulia segue il pensiero di chi la guida all’istante ti fa sentire subito padrone dell’auto, tanto nella guida normale quanto in quella più impegnata. Il motore, dal canto suo spinge bene, ma alza un po’ troppo la voce in accelerazione per ritornare nei ranghi a velocità costante. Questa ruvidità di funzionamento, unita a qualche vibrazione di troppo, è sensibilmente attenuata quando si sceglie il cambio automatico a 8 marce che rende la Giulia molto più confortevole. Non solo: la versione con cambio automatico è anche più potente in termini di coppia massima che sale da 380 a 450 Nm. E migliorano di conseguenza le prestazioni a parità di consumi dichiarati.

Quanto costa

Una Giulia come quella che ho provato, 2.2 diesel in allestimento Super costa di listino 40.500 euro. A parte si pagano i rivestimenti in pelle dei sedili, i cerchi da 18 pollici, i fari bi-xeno  e l’impianto di infotelematica più avanzato con schermo da 8,8 pollici. In generale i prezzi sono livellati sulla concorrenza tedesca, ma a parità di equipaggiamento la nuova Alfa costa 2-3 mila euro in meno. Per tutti i dettagli sul listino prezzi ufficiali vi rimando a questo articolo mentre qui trovate un rapido raffronto dei prezzi della Giulia con quelli della concorrenza.

Scheda

Quando arriva: fine maggio 2016
Quanto costa: da 40.500 euro
Quanti CV ha: 180 CV
Quanto consuma (ciclo combinato): 4,1 l/100 km
Quanta CO2 emette: 109 g/km
0-100: km/h: 7,2 secondi
V max: 220 km/h
Garanzia: 2 anni/km illimitati

Scheda Versione

Alfa Romeo Giulia
Nome
Giulia
Anno
2016
Tipo
Premium
Segmento
medie
Carrozzeria
3 volumi
Porte
4 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Alfa Romeo , auto italiane


Listino Alfa Romeo Giulia

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
2.2 Turbo MT6 150cv Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 35.500

LISTINO

2.2 Turbo MT6 150cv Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 35.500

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2.2 Turbo MT6 150cv Business Launch Edition posteriore diesel 150 2.1 5 € 37.300

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2.2 Turbo MT6 150cv Business Launch Edition posteriore diesel 150 2.1 5 € 37.300

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2.2 Turbo MT6 150cv Super posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

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2.2 Turbo AT8 150cv Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

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2.2 Turbo MT6 150cv Super posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

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2.2 Turbo AT8 150cv Giulia posteriore diesel 150 2.1 5 € 38.000

LISTINO

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