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pubblicato il 11 maggio 2016

Londra, il nuovo sindaco a favore dei 30 km/h in città

Il neo eletto Sadiq Khan è pronto a cambiare le regole. E in Italia? Il limite c’è già, ma per lo smog

Londra, il nuovo sindaco a favore dei 30 km/h in città

Guidare a 30 km/h in città è realtà con cui sempre più automobilisti dovranno fare i conti. Se ne parla ormai da anni e le diverse amministrazioni locali a livello internazionale stanno passando all’azione. Tra gli ultimi casi c’è quello di Londra, dove il nuovo sindaco, Sadiq Khan, si è detto favorevole ad imporre i 30 km/h; è una questione di sicurezza - così da avere i riflessi pronti per frenare in caso di attraversamenti improvvisi o simili -, ma anche di inquinamento. Come alcuni ricorderanno infatti in Italia questa regola c’è già e la possono imporre i sindaci quando il livello di polveri sottili nell’aria è troppo elevato.

A deciderlo è stato il Governo Renzi, con la sua strategia anti-smog, stabilendo, dopo la riunione al Ministero dell’Ambiente, che se in un comune il limite di Pm10 consentito per legge verrà superato per 7 giorni consecutivi i sindaci possono abbassare il limite di velocità a 30 km/h nelle aree urbane. Resta il dubbio sull’efficacia della manovra e sui controlli di chi sgarra. Intanto una task force (tutta politica) sta lavorando ad un piano antinquinamento a livello nazionale. Dall’altra parte della Manica però sembrano essere più avanti e, anche se ancora non hanno imposto i 30 km/h in città, hanno da anni scoraggiato l’uso dell’auto privata (compensando con una buona offerta di mezzi pubblici) e lanciato iniziative molto particolari, come quella di utilizzare i piccioni per monitorare la qualità dell’aria che si respira a Londra (qui come funziona Air Patrol). Una buona idea?

London Air Patrol

A Londra si cercano volontari che indossino i dispositivi di monitoraggio della qualità dell'aria, ora in azione grazie a dieci piccioni che li indossano.

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Tag: Attualità , inquinamento


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