Attualità

pubblicato il 6 maggio 2016

Uber super protagonista, fra polemiche e iniziative

Superato lo sciopero dei tassisti a Milano la app californiana lancia "UberFamily"

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Il taxi alternativo è sempre più detestato dai taxi tradizionali: Uber, perché di lei parliamo, l’app californiana che ha rivoluzionato la mobilità con le berline nere guidate dai conducenti con regolare licenza, è nel mirino dei tassisti di tutto il mondo, e adesso in particolare di quelli di Milano. Sotto la Madonnina, auto bianche paralizzate per protestare. Contro cosa, esattamente? Secondo i tassisti, una circolare del ministero dell’Interno, presieduto da Angelino Alfano, si schiererebbe a favore di UberPop: il taxi alternativo guidato da persone senza licenza. Che è già stato bocciato dal Tribunale di Milano, in quanto pericoloso per la sicurezza stradale: un qualsiasi autista si mette al volante della propria vettura e s’improvvisa tassista.

UberPop bocciato

In realtà, il Viminale s’è schierato contro UberPop: “La linea già stabilita da diverse Prefetture di contrastare in maniera chiara chi utilizza un mezzo privato per svolgere un servizio pubblico non autorizzato, resta pienamente confermata. Non esiste nessuna circolare Alfano che consentirebbe di non sanzionare il servizio UberPop”. Pertanto, la protesta dei tassisti è stata organizzata per nulla. Per il ministero dell’Interno, c’è solo una circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza, inviata, l’11 marzo del 2016, ai dirigenti dei Compartimenti di Polizia stradale, con il chiaro intento di trasmettere il parere del Consiglio di Stato. Quindi, multe per gli autisti di UberPop confermate: 84 euro, sospensione della carta di circolazione da uno a 6 mesi. Il Comune di Milano è sulla stessa linea: “La nota del ministero commenta una sentenza del Consiglio di Stato che chiede maggiore chiarezza normativa, ma non dice che le sanzioni sono nulle. Questo è il risultato di un incontro interno del Comune di Milano che ha individuato anche indicazioni operative per ufficiali e agenti di Polizia locale confermando che devono sanzionare. Quindi il problema non esiste”.

Uber: questione scottante

Resta invece in piedi, eccome, il problema Uber. I tassisti di Milano, di tutta Italia e nel mondo, contestano anche il Noleggio con conducente delle berline nere. Nel nostro Paese, fra le varie ragioni delle proteste, c’è che (secondo l’interpretazione data al Codice della Strada dai tassisti) quelle macchine dovrebbero partire da una rimessa e non essere sempre in circolazione in città. Così, si vìola la legge. Di sicuro, c’è che il Codice della Strada italiano è antiquato: è stato scritto nel 1993, quando le app non esistevano, né le varie forme di mobilità alternativa. Tuttavia, la riforma del Codice della Strada, auspicata da più parti, non arriva.

Collaboratori chiave per crescere

Intanto, Uber fa “campagna acquisti”, per rinforzarsi ulteriormente: una campagna intelligente; perché se vuoi crescere in un mondo che si evolve così rapidamente, necessiti di collaboratori preparatissimi. Neelie Kroes, l’ex commissario europeo all’agenda digitale e alla concorrenza, lavorerà per Uber come consulente. Una sorpresa? Nient’affatto. Kroes ha sempre pubblicamente difeso l’azienda dagli attacchi dei tassisti. Conosce perfettamente le norme che regolano i mercati europei e che hanno rallentato lo sviluppo di Uber in Europa. La società di Travis Kalanick guarda al futuro cercando in ogni modo di evitare gli scontri sotto il profilo legislativo. La signora ha le idee chiare: “Uber ha molto da imparare, deve comunicare in modo molto diverso, deve tenere in considerazione che permangono delle differenze culturali, smetta di pensare che chiunque la voglia attaccare”. Entriamo nel dettaglio e spieghiamo anche la nuova promozione.

A proposito di leggi

E proprio in materia normativa, in Italia è in preparazione lo Sharing Economy Act.Obiettivo della proposta di legge presentata alla Camera dall’Intergruppo parlamentare per l’innovazione è quello di regolamentare, senza punire, i vantaggi della “economia della condivisione”. Uber non è in quella proposta a quanto pare; ma durante l’iter legislativo tutto è possibile…

Fa gola a tutti

Però il settore della mobilità alternativa tecnologica fa gola a tutti e quindi Uber deve guardarsi anche dai fortissimi attacchi un po’ in tutto il mondo. Oltre all’americana Lyft (interessata pure alla guida autonoma, come la stessa Uber, d’altronde), sono i pesantissimi capitali cinesi che vogliono entrare nel gioco. In Cina, Didi Kuaidi è vicina a chiudere un giro di raccolta di capitali addirittura da 2 miliardi di dollari, per conquistare il dominio nel mercato più promettente del mondo. Attenzione: Didi ha alle spalle un colosso spaventoso, Alibaba. Le disponibilità economiche sono tante e tali da competere con prospettive interessanti sul mercato domestico, dove gioca un ruolo da leader: entro fine 2016, punt a 400 città e 30 milioni di clienti. In un risiko vorticoso, per infastidire il primato globale di Uber, Didi Kuaidi ha stretto un patto con Lyft, con l’indiana Ola e l’asiatica Grab. Il tutto, mentre Uber ovviamente non resta con le mani in mano (ricordiamo gli accordi con Google Maps e Disney).

Marketing a tutto spiano, arriva UberFamily

Nel mentre che, in materia di app della mobilità, si disputano partite con poste in palio pesantissime su tutto il pianeta, Uber si scatena ancor più in Italia, con operazioni di marketing particolari. Arriva anche da noi UberFamily, l’opzione in più per muoversi con l’applicazione che ha cambiato il concetto di mobilità nel mondo. È possibile sperimentare una nuova funzione “formato famiglia” con l’app. Aggiungendo su Uber il profilo Family, tutta la famiglia potrà viaggiare utilizzando una sola carta di credito. Entrando dal menu a tendina e selezionando Settings, si potrà creare il nuovo profilo aggiungendo tutte le persone che compongono la propria famiglia. Così, si garantisce un ritorno a casa in sicurezza, pagamenti digitali come per tutti i viaggi con Uber e la possibilità di seguire, grazie all’opzione “condividi percorso”, il rientro delle persone che condividono il profilo con l’utente. Che piaccia o no, che sia odiata o no, Uber si conferma una rivoluzione epocale, in Italia e nel mondo.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , uber


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